La Opel revoca i 62 licenziamenti di Fiumicino: "Procedura errata, potrebbe essere ripresentata ex novo"

La società automobilistica ha annullato la procedura avviata il 20 settembre, la UilTucs: "Azienda vuole chiudere e vendere sito, non abbassiamo guardia"

Opel Italia ha annullato la procedura di licenziamento aperta nei confronti dei 62 lavoratori del centro di distribuzione ricambi di Fiumicino. 

Licenziamenti alla Opel di Fiumicino

Magazzinieri e impiegati dello storico stabilimento che a fine settembre si erano visti recapitare le lettere di licenziamento: alla base della cessazione del rapporto di lavoro la scelta di Opel Italia, acquisita dal gruppo PSA (Peugeot-Citroën), di riorganizzare la logistica esternando l'attività del magazzino con un servizio di outsourcing. Non più dunque un unico deposito ma tanti piccoli che fanno capo ai concessionari.

La protesta dei lavoratori Opel: tir fuori dallo stabilimento

Da qui la mobilitazione dei lavoratori di Opel a Fiumicino: scioperi, assemblee e manifestazioni con i tir carichi di ricambi lasciati per qualche ora in coda fuori dai cancelli dello stabilimento. Nel percorso anche l'interesse del Comune di Fiumicino impegnato a tutelare i lavoratori e le loro famiglie ma anche quel sito sano e produttivo della città: un polo presente da fine anni '60. 

Ieri la comunicazione della direttrice delle risorse umane di Opel Italia: la procedura di licenziamento per i 62 lavoratori dello stabilimento aperta lo scorso 20 settembre è stata annullata ed è dunque priva di efficacia. 

Opel Fiumicino: licenziamenti revocati

"Esprimiamo viva soddisfazione per il risultato raggiunto e continueremo a supportare i lavoratori in questo difficile percorso. Ringraziamo le istituzioni per averci supportato in questa vertenza" - ha commentato Carlo Bravi della Fisascat Cisl Roma, sottolineando come le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs abbiano rappresentato l'illegittimità e l'irregolarità della procedura di licenziamento collettivo, sia in Regione Lazio che presso la Confcommercio di Roma.

Opel, prima la fuga da Roma poi i licenziamenti a Fiumicino: la rivolta dei lavoratori blocca i tir dei ricambi

"Un'ottima notizia per i 62 padri di famiglia che hanno fatto un grande lavoro, in queste settimane: hanno rivendicato i loro diritti con fermezza e dignità dimostrando grande attaccamento al proprio lavoro e alla loro professione, ma anche all'azienda in cui lavorano da tantissimi anni. L'auspicio - ha aggiunto il sindaco di Fiumicino Esterino Montino - è che si tratti di una notizia definitiva, che i lavoratori possano tornare a lavorare tranquillamente e l'azienda possa continuare la sua prosperosa attività in tutta Italia grazie allo stabilimento di Fiumicino". 

Procedura di licenziamento irregolare

Ma i festeggiamenti nel centro di distribuzione ricambi di Opel Italia sono assai blandi. Lavoratori e sindacati restano guardinghi: il sospetto è che i licenziamenti siano stati annullati solo in via temporanea, per sanare alcuni errori di procedura come la mancata e obbligatoria comunicazione alla Regione Lazio. 

"L'azienda potrebbe riaprire la procedura di licenziamento ex novo" - sospettano dalla UilTucs. 

Il sospetto del sindacato: "Sospensione momentanea?"

"Nelle sedi opportune abbiamo contestato la procedura di licenziamento perché non è stata inviata alla Regione Lazio che è l’ente competente. Quella arrivata potrebbe essere solo una sospensione momentanea, nelle more di una presentazione formalmente corretta. Per questo - ha detto a RomaToday Marcello Gregorio, segretario regionale della UilTucs - non abbassiamo la guardia". 

"Opel - aggiunge Gregorio - ha confermato che, chiusa la procedura di licenziamento, lo stabilimento di Fiumicino sarà venduto. Visto che il Comune ha assicurato che non ci sarà alcun cambio di destinazione d'uso per quel polo, siamo già in contatto con la Regione per aprire eventualmente la cassa integrazione e batterci affinchè chi entrerà nei capannoni ex Opel Italia possa assorbire nel proprio personale anche questi 62 lavoratori". 
 

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