Oltraggio ai vigili, tra gogna 2.0 e multe. Il sindacato: "Ora possiamo dire che la faremo pagare?"

Stefano Giannini segretario romano del sindacato Sulpl a RomaToday: "La gogna c'è quando usano i vigili per attaccare le amministrazioni"

"Ora finalmente la faremo pagare". Stefano Giannini, segretario del Sulpl Roma, è contento per la decisione della sindaca di abolire la possibilità delle scuse on line per riparare all'oltraggio ai vigili. Ora non resta che la sanzione alternativa, ovvero la multa. Che in realtà c'era già prima. A lui abbiamo chiesto di questa vicenda, provando a capire un pò di più


Stefano Giannini, è tornata la gogna?

Si c’è la gogna.  C'è ogni volta che qualcuno decide di attaccare questa o quella giunta e la polizia locale è utilizzata ad hoc. D’altronde essendo il lavoro piu odiato dagli automobilisti il lavoro riesce facile con minima spesa e massima resa populista.

Da un paio di anni il suo sindacato ha aperto uno sportello per denunciare chi denigra il Corpo. Ci può spiegare il senso di quest'iniziativa?

Da sempre sosteniamo il fatto che non è possibile vomitare insulti ed odi repressi nei confronti di migliaia di lavoratori senza poi pagarne le conseguenze. Per questo abbiamo deciso di aprire uno sportello che vigili, dapprima solo a Roma e poi esteso su tutto il territorio nazionale, sui comportamenti tenuti soprattutto dagli utenti dei social

Quali sono i numeri di questo sportello legale? 

Abbiamo decine di procedimenti aperti su tutto il territorio nazionale ed in diverse procure a testimonianza di un fenomeno diffuso come forse anche il senso di impunità che sembra dare il mondo del web

Nelle cause intentate dal corpo a volte ci si accorda per le scuse virtuali. Lei cosa ne pensa? 

Se il cittadino è davvero convinto che siano piu utili di una condanna ben vengano. Bisogna ricordare che è una delle scelte a disposizione di chi affronta il procedimento. Non c’è nessun obbligo. Se si preferisce estinguere il reato in altro modo o arrivare al processo resta sempre una scelta libera e personale.

Da quando c'è questa pratica?

Come sindacato l’abbiamo sollecitata dai tempi in cui al nostro comando vi era Clemente. Crediamo sia divenuta prassi da allora probabilmente d’accordo coi vertici dell’avvocatura e del comune.

A lei bastano le scuse virtuali? 

Se il cittadino è davvero convinto, sono piu utili di una condanna, abbiamo bisogno della fiducia dei cittadini per poter far meglio il nostro lavoro. Anche se, forse, condannarli anche ad una settimana con la nostra divisa addosso sarebbe utile a fargli conoscere le difficoltà quotidiane del nostro servizio

Se qualcuno diffama non sarebbe meglio procedere alla condanna? 

Questo va vagliato caso per caso a seconda della gravità del reato commesso

La sindaca ha chiesto una relazione prima e poi annunciato l'addio al metodo Clemente. Che ne pensa?

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Invitiamo nuovamente la sindaca a far costituire sempre parte civile il Comune in ogni reato commesso contro i suoi agenti di polizia locale che sono il “front office” del comune. Occorre far passare il messaggio che chi tocca o insulta una divisa offende l’istituzione intera ed i cittadini da essa rappresentati. Con l'eliminazione delle scuse on line l’alternativa a questo punto è il pagamento economico per evitare di arrivare ad una condanna di chi ha offeso l’istituzione. Grazie al faro acceso dalla politica e dai media potremo a questo punto dire che “gliela faremo pagare”?

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