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Roma 2024, l'Aula boccia il referendum: "Votate per quello dei Radicali"

Respinta la mozione presentata ieri da Stefano Fassina (Sinistra Italiana). I pentastellati: "Pleonastica, c'è già la raccolta firme dei Radicali". Magi: "Rischia di fallire, abbiamo troppi ostacoli"

 Bocciata la mozione per il referendum sulle Olimpiadi. L'Aula ha respinto ieri la mozione presentata da Stefano Fassina (Sinistra Italiana): i consiglieri hanno trovato inutile la proposta di consultazione dal momento che a riguardo i Radicali stanno già raccoglienza le firme. Così i pentastellati in Assemblea capitolina hanno deciso di astenersi, bocciando di fatto il provvedimento. La mozione ha ottenuto un voto favorevole e 9 contrari. Gli astenuti sono stati 23.

"Una brutta pagina per Roma - ha commentato Fassina attaccando i grillini - la partecipazione dei cittadini e la democrazia diretta valgono solo quando si è all'opposizione mentre quando si è al governo diventano un intralcio da evitare? Oppure la giunta Raggi non è in grado di prendersi delle responsabilità sulla candidatura?". Pronta la replica: "E' una mozione pleonoastica, c'è già una raccolta firme per il referendum lanciata dai Radicali". Detto altrimenti: "Chi vuole firma quella".

Un'altra mossa insomma per ribadire che la candidatura di Roma ai Giochi olimpici "non è tra le priorità". "Si è stimata una spesa di 13 miliardi di euro - ha rimarcato in Aula la consigliera grillina Sara Seccia - con quale coraggio andiamo a spendere miliardi quando abbiamo problemi ben più urgenti da risolvere? Non siamo in grado di rischiare sulla pelle dei romani". E poi: "Nelle città che hanno ospitato i Giochi ci sono stati budget sforati con evidenti conseguenze sulle tasche dei contribuenti".

Intanto il 7 ottobre, dead line per ultimare la candidatura, si avvicina. Entro quella data è prevista la presentazione della seconda parte della documentazione. Il tempo stringe e il referendum "rischia concretamente di fallire", come denunciato dal segretario dei Radicali Italiani, Riccardo Magi. Alla raccolta firme ci sono troppo ostacoli. Mancano i soldi per pagare cancellieri ma anche "un esercito di consiglieri comunali che possono autenticare a costo zero". E il voto in Aula "è una grave negazione dei diritti politici di partecipazione dei cittadini romani della quale abbiamo informato il sindaco Raggi e il presidente De Vito senza ricevere risposta". "Abbiamo suggerito loro un percorso rapido di apertura dell'istituto referendario ai cittadini coerente anche con la storia e il programma del M5S, ma evidentemente si preferisce affossare il referendum dicendo al contempo di non essere contrari al referendum". 

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