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Martedì, 28 Marzo 2023
Politica

La lista aggiornata delle occupazioni di Roma sotto sgombero: ora c'è anche CasaPound

Aggiornato l'elenco, il movimento neofascista ora rischia davvero. C'è anche SpinTime

E' stato aggiornato l'elenco degli immobili attualmente occupati a scopo abitativo che verranno sgomberati per ordine del Prefetto di Roma Matteo Piantedosi. La lista, composta da 10 indirizzi, stavolta mostra una novità importante rispetto alla precedente ferma al 2019: c'è anche il palazzo di via Napoleone III 8 all'Esquilino, dal 2003 occupato da famiglie di italiani sotto l'egida della tartaruga di CasaPound. 

Zevi: "Casa a chi ne ha diritto"

Ad approvare la nuova "agenda" di sgomberi prioritari è stato il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, come fa sapere anche l'assessore alle Politiche abitative del comune Tobia Zevi: "Su alcuni degli immobili siamo al lavoro da tempo  - dichiara - seguendo il metodo applicato con efficacia dalla Regione Lazio in occasione dello sgombero dell'immobile in Viale del Caravaggio. Dobbiamo evitare che chi è in difficoltà resti senza casa e lavoreremo per dare un luogo dove vivere a chi ne ha diritto".

Quali sono le occupazioni a rischio sgombero

Al primo posto dell'elenco c'è via Tiburtina 770, ex uffici Atac occupati nel 2013 dai movimenti per il diritto all'abitare. A seguire una delle storiche occupazioni romane, quella di via del Porto Fluviale 12 a Ostiense, ex caserma diventata casa per oltre un centinaio di famiglie il 2 giugno 2003. In lista anche via Lucio Calpurnio Bibulo 13 al Quadraro, storia che ha dell'incredibile: 99 famiglie ci vivono dal 2007, quando l'allora presidente dell'ex X Municipio, Sandro Medici, requisì la palazzina per fronteggiare l'emergenza abitativa. Comune e Regione avrebbero dovuto acquistare all'asta l'immobile, ma l'incanto venne vinto da una società privata nel 2017 e da quel momento tutti gli occupanti sono sotto sfratto, anche i 70 nuclei legittimi assegnatari di alloggi residenziali pubblici. 

Nella lista c'è ancora Spin Time

Scorrendo ancora l'elenco, dopo via Tuscolana 1782 (ex sede Inps), via Melibeo 7 a La Rustica (quasi tutte famiglie rom) e l'ex area industriale di via Pieve Torina oltre il Raccordo in zona Tor Cervara, ecco che compare ancora Spin Time, in via di Santa Croce in Gerusalemme 55. Un'occupazione a scopo abitativo diventata laboratorio sociale e culturale d'avanguardia, sostenuto da quasi tutta la politica di centrosinistra, luogo di incontri e dibattiti, laboratori teatrali, sede della redazione di "Scomodo", soggetto di un fortunato documentario partecipativo ("Spin Time - Che Fatica la democrazia!") firmato da Sabrina Guzzanti. 

Inserita nell'agenda anche CasaPound

E come detto c'è CasaPound, da 19 anni in un palazzone nel cuore dell'Esquilino, il quartiere multi-etnico per definizione. Nel 2019 l'ex sindaca Virginia Raggi chiese lo sgombero immediato, ma venne gelata dal ministero dell'economia e delle finanze che frenò ogni entusiasmo. L'ex Ministro Giovanni Tria motivò così il diniego: l'edificio "non è a rischio crollo né presenta particolari problemi sotto il profilo igienico e per questo non rientra tra le priorità sul fronte sgomberi. Tre anni dopo il comitato per la sicurezza cambia le carte in tavola e adesso anche per il movimento neofascista c'è il rischio - magari non imminente - di uno sgombero. 

Perché adesso CasaPound rischia lo sgombero

"I criteri secondo cui viene stilato l'elenco degli immobili da sgomberare sono molteplici  - spiega l'assessore Zevi -, tra questi: risarcimenti alla proprietà, tutela dell'incolumità delle persone, ripristino di sicurezza o ordine pubblico. Rispetto a quest’ultimo criterio, occorre ricordare che all’interno dell'immobile sito in Napoleone III, occupato dal movimento CasaPound, sono state organizzate riunioni e manifestazioni di estrema destra, con la presenza di noti estremisti, nel corso delle quali più volte è stata violata la Legge Mancino contro l'istigazione all'odio razziale e sono stati propagandati messaggi di inaccettabile intolleranza. Nella nostra città non c'è posto per tutto questo". 

Il cronoprogramma del Prefetto

Nel documento aggiornato firmato da Matteo Piantedosi, viene inserito anche il nuovo cronoprogramma - che verrà aggiornato a sua volta ogni sei mesi - degli sgomberi. Il primo sul calendario di palazzo Valentini è Metropoliz, l'occupazione dell'ex salumificio in via Prenestina 913, occupato nel marzo 2009, di proprietà della "Ca.Sa. Srl". Seguirà, nei piani attuali della prefettura, l'ex casa di cura Valle Fiorita a Torrevecchia, occupata quasi dieci anni fa. Sul gradino più basso del "podio" ecco viale delle Province 196/198, proprietà "Investire Immobiliare Sgr Spa", occupato nel dicembre 2012. A febbraio è stato effettuato un censimento "pacifico" che ha individuato quasi 400 persone al suo interno: Valle Fiorita e Province sono due degli sgomberi che i movimenti si aspettano prima, per la maggiore pressione delle proprietà, tanto che la liberazione degli immobili era richiesta entro aprile, ma lo stesso Prefetto avrebbe ottenuto di attendere la fine dell'anno scolastico a tutela dei tantissimi minori presenti. 

E ancora: via del Policlinico 137 nel II Municipio, occupato nel 2009, il censimento venne fatto cinque anni fa e inizialmente lo sgombero era atteso a novembre del 2017. Via Lucio Calpurnio Bibulo numero 13 al Quadraro, Municipio VII, è proprietà della "Loanka Srl" ed è stato occupato a fine settembre 2005, ma due anni dopo l'ex presidente dell'allora X Municipio Sandro Medici requisì una parte degli alloggi per destinarli a chi altrimenti non avrebbe avuto una casa ed era in attesa dell'assegnazione Erp: il Tar annullò l'atto del minisindaco e da quel momento quasi 100 famiglie attendono lo sgombero, ma anche e soprattutto una casa. Più recente - pur sempre 9 anni - l'occupazione di via Tiburtina 770 nel IV Municipio, al sesto posto nel cronoprogramma del Prefetto. E ancora: l'ex hotel a 4 stelle di via Prenestina 944, di proprietà Unicredit occupato a fine 2012, l'immobile di via Collatina 385 preso dai movimenti dal 2004, Spin Time a Santa C

Dal 20° al 29° posto nell'agenda prefettizia abbiamo via Volontè in III: lo stabile era di proprietà della cooperativa sociale Urania 2000, passato nelle mani di Giuseppe Stampone, è occupato dal 2007 e di recente gli inquilini abusivi e Asia Usb hanno "occupato" anche la sala consiliare di piazza Sempione chiedendo garanzie sul loro futuro, ottenendo un incontro con il presidente Paolo Marchionne. Ancora: via Vittorio Amodeo II 16 all'Esquilino di proprietà Inps, via dei Radiotelegrafisti 44 a Ostia di proprietà Cotral, via di Tor de' Schiavi 101 di proprietà Acea, Corso d'Italia 108 proprietà Inps ex Inpdap, via del Porto Fluviale 12, a Ostiense, proprietà del Demanio, occupato da quasi vent'anni. Chiudono la lista via Tuscolana 1782, un albergo in costruzione di proprietà di Mediocredito Italiano Spa occupato anch'esso a dicembre 2012, via Melibeo occupato quasi esclusivamente da appartenenti alla comunità rom, via Pieve Torino in un ex area industriale e infine via Tiburtina 1250, proprietà Fondo Fip gestito da Investire Sgr Spa, sgomberata più volte dal 2013 al 2019. 

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