Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica Montagnola / Viale del Caravaggio, 107

L'occupazione di via del Caravaggio non c'è più. Ed ora lo sgombero punta a diventare un modello

Portato a termine con riassegnazione completa di nuove soluzioni abitative la liberazione della storica palazzina nel VIII Municipio. Plauso unanime delle istituzioni. Il prefetto: “Replicheremo il modello, anche con Casapound”

Lo stabile di via del Caravaggio 105, definito “l’occupazione più grande d’Italia” e che ospitava almeno 127 famiglie e fino a 400 persone, è stato sgomberato. Non dalle forze di polizia ma dall’esito di una lunga azione amministrativa che ha visto impegnati tutti i livelli istituzionali per il rinvenimento di soluzioni immobiliari alternative. Torna così nella disponibilità della famiglia di costruttori Armellini lo stabile, mentre la metodologia applicata nel caso romano diventa già una buona pratica per la gestione dell’ordine pubblico evidenziata a livello nazionale.

Dove vanno le famiglie di via del Caravaggio

Al centro della risoluzione del problema Caravaggio 105, c’è stato il dialogo e la stretta sinergia fra amministrazione regionale, comunale, Ater e prefettura di Roma. Fra patrimonio regionale e dell’Azienda case popolari sono stati rinvenuti 80 appartamenti, altri 13 sono stati messi a disposizione dal Comune di Roma che ha erogato anche dei buoni affitto: progressivamente, dunque, gli occupanti hanno ottenuto delle soluzioni domiciliari alternative, il che ha consentito di terminare l’uso abitativo del palazzo.

La storia dell'occupazione

Fino al 2013 lo stabile ospitava gli uffici dell’assessorato regionale al Patrimonio. Dopo la restituzione da parte dell’ente istituzionale alla proprietà privata era arrivata l’occupazione da parte dei movimenti per il diritto all’abitare. A favore della parte privata era stata emessa anche una sentenza del TAR del Lazio che ha disposto in passato un risarcimento del danno da 260mila euro al mese per il lucro cessante patito dai costruttori.

Video del 2019 - Valeriani visita l'occupazione di viale Caravaggio: "No agli sgomberi senza alternativa"

La soddisfazione degli enti

Le reazioni positive partono dal governo e arrivano agli enti di prossimità. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese diffonde una nota: “La riconsegna oggi ai proprietari di due immobili occupati da oltre sette anni in viale del Caravaggio assume un importante valore perché avviene senza l'uso della forza pubblica, al termine di una trattativa che ha consentito di trovare soluzioni abitative alternative grazie all'impegno profuso dalla regione Lazio e dal comune di Roma. La liberazione dei due stabili consente anche di chiudere una vicenda giudiziaria che grava pesantemente sulle casse dello Stato. Ringrazio il prefetto e tutte le istituzioni che hanno condiviso un percorso per arrivare ad una soluzione in grado di garantire il ripristino della legalità, in una situazione di emergenza abitativa aggravata dalla crisi economica e sociale per il Covid-19. Restituire beni immobili occupati significa anche tutelare i legittimi proprietari che non possono essere in alcun modo privati della disponibilità del loro bene".

Il prefetto Matteo Piantedosi

Il prefetto di Roma Matteo Piantedosi commenta: “Alla liberazione dello stabile di via del Caravaggio attribuisco un grandissimo significato. Nel merito e nel metodo. La forza pubblica deve essere sempre l'extrema ratio. Se riusciamo a farlo è la prova che c'è stato un coordinamento tra i vari livelli istituzionali sul territorio, una convergenza verso un unico risultato, che riesce a conciliare il ripristino della legalità - e quindi la restituzione alla legittima proprietà del bene - l'interruzione di un'emorragia per l'erario pubblico e allo stesso tempo il riconoscimento a chi ne aveva diritto di poter accedere a soluzioni alloggiative anche temporanee e che permette a queste persone di entrare nel circuito istituzionale di verifica delle loro esigenze e delle loro vulnerabilità". Tolleranza zero, dice il prefetto di Roma, riguardo le occupazioni abusive: “Noi da oggi in poi non tollereremo nuove occupazioni abusive. E alcune le abbiamo riprese sul nascere. Se da una parte per risolvere problemi che ormai sono diventati cronici riteniamo utile e proficua la discussione, d'altra parte l'occupazione abusiva non è lo strumento per avere accesso a benefici che invece sono previsti per le vulnerabilità. Quindi noi auspichiamo di velocizzare tutte le operazioni per arrivare a una normalità”. Gli sgomberi, per quanto concordati, saranno la regola; Casapound non fa eccezioni: “Vale per tutti, nessuno escluso. Per tutte quelle occupazioni che hanno una vocazione residenziale, per arrivare al ripristino della legalità nel rispetto delle condizioni di vulnerabilità. Non facciamo distinzione di casi. Abbiamo avuto tutti la dimostrazione che questo è un metodo che può funzionare e che sicuramente dobbiamo provare a replicare anche su analoghi scenari. E lo faremo a breve”.

La regione

Il prefetto ha affermato di ringraziare il comune di Roma, nella persona della sindaca Virginia Raggi, e la Regione Lazio, in particolare l’assessore competente Massimiliano Valeriani, che ha dichiarato: “Ripristinare la legalità nel pieno rispetto dei diritti umani: è questo l'obiettivo che stiamo perseguendo in questi anni per dare un valore concreto al diritto alla casa. Dopo la positiva esperienza con il palazzo della Banca d'Italia, in via Carlo Felice, oggi completiamo un altro prezioso intervento, reso possibile anche grazie alla modifica della norma regionale, che consente di ampliare la riserva di alloggi destinati a situazioni di emergenza abitativa. Gli sgomberi forzosi, senza alcuna soluzione alternativa, rischiano solo di spostare il problema delle occupazioni abusive da un quartiere all'altro, portando con sé situazioni di degrado e disagio sociale. Con il 'modello Lazio', invece, stiamo dimostrando che queste operazioni condivise da tutti sono possibili. Un obiettivo conseguito insieme al prefetto di Roma che ringrazio per il positivo supporto: un'attenzione e una collaborazione che ha permesso di sanare un'altra ferita di questa città”. Nicola Zingaretti esterna su Facebook: “Finisce dopo quasi 10 anni l'occupazione dell'immobile a via del Caravaggio. Grazie alla collaborazione con la Prefettura 400 persone lasciano pacificamente quella struttura perché ora hanno avuto un'alternativa abitativa. Quando non ci sono politiche serie esplodono i problemi e i problemi si devono risolvere. In una situazione drammatica, anche questa volta, abbiamo reso possibile coniugare legalità e diritti. Anche a Roma si può cambiare in meglio". Dichiarano sullo stesso tono anche Marta Bonafoni e Paolo Ciani, consiglieri regionali.

Il Comune

Per il Comune prende la parola Valentina Vivarelli, assessora al Patrimonio, che sul punto marca una differenza riguardo il tema dei bonus affitto: “Abbiamo utilizzato 13 alloggi Erp per far fronte allo sgombero dello stabile di via del Caravaggio come da legge della Regione Lazio che ha ampliato la percentuale del 10% di case popolari da riservare a nuclei in emergenza abitativa provenienti da sgomberi. Abbiamo applicato la normativa nello spirito della massima collaborazione, impegnandoci, come sempre, per giungere ad un risultato che possa coniugare legalità e diritti sociali. Proprio a tal fine abbiamo destinato dei contributi economici in sostegno degli affitti presso case di privati. Si tratta di contributi di difficile utilizzo, per via della difficoltà di trovare un alloggio per chi è in emergenza abitativa, ma di certo rappresentano una misura che tutela maggiormente diritti e giustizia sociale visto che rimaniamo convinti che togliere oltre 90 immobili alle famiglie in lista di attesa di un alloggio da anni non sia né la soluzione migliore né quella auspicabile. Per questo motivo, nelle convenzioni sociali in tema di housing sociale, abbiamo inserito una percentuale di immobili da destinare all'emergenza abitativa: per reperire quelle case che servono ad attivare i contributi economici pubblici, senza togliere il diritto alla casa ai tanti onesti che non occupano e al contempo per lanciare un messaggio di legalità e tutela di chi questa legalità la persegue quotidianamente”.

Il municipio

A livello municipale arrivano le parole di Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VII Municipio: “A via del Caravaggio è successa una cosa importante. E’ l'esito di un lavoro lungo, continuo, serio. Dopo 8 anni lo stabile occupato viene lasciato con una soluzione degna per le persone che lo hanno abitato fino ad oggi. Dopo anni di un dibattito viziato, oggi viene fuori la dimostrazione che la politica anche in questa città, può risolvere i problemi, anche i più difficili. Voglio ringraziare il prefetto di Roma e l'assessore regionale Massimiliano Valeriani che hanno avuto cura e pazienza di lavorare gomito a gomito con il Municipio VIII per assicurare un'uscita dall'emergenza senza strappi e prove di forza, grazie alla collaborazione degli occupanti che hanno continuato a rivendicare un diritto, in una città dove troppo spesso è stato negato. Ma vorrei ringraziare anche tutte le persone che hanno lavorato per questa soluzione e ogni giorno si impegnano per rendere questa città migliore: gli operatori del servizio sociale e dell'agenzia diritti municipale (un servizio ancora all'avanguardia nella città) e non da ultimo gli impiegati e i funzionari di Ater Roma che pazientemente hanno lavorato caso su caso per trovare le soluzioni più adeguate per garantire una fuoriuscita in dignità per tutti gli occupanti”. Proprio in tema di servizi sociali parla anche l’assessora competente, Alessandra Aluigi, per il PD: “È la soluzione di una criticità territoriale, grazie a un lavoro di collaborazione istituzionale che il Municipio VIII ha coordinato in queste lunghe settimane. Sono felice di aver contribuito a risolvere una situazione fortemente critica che insisteva sul nostro territorio e sono felice soprattutto di aver contribuito a garantire a 400 persone condizioni di vita più dignitose".

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