Sanità, movimenti e sindacati di base occupano il Forlanini: "Riaprite gli ospedali"

La protesta è stata indetta per denunciare la progressiva privatizzazione della sanità: "Vogliamo nuovi investimenti, la riapertura delle struttura sanitarie chiuse a beneficio dei soliti privati"

Foto Agenzia Dire

“Riaprite gli ospedali”. È questo lo striscione comparso questa mattina sulla facciata dell’ex ospedale Forlanini, chiuso nel 2015, simbolo della battaglia per il rafforzamento della sanità pubblica. Questa mattina la struttura è stata occupata simbolicamente da sindacati di base come Usb, il Coordinamento regionale sanità, realtà sociali e organizzazioni politiche come il Collettivo Militant e il Fronte della Gioventù Comunista. 

Gli occupanti hanno spiegato in un volantino le ragioni della protesta: “Nelle ultime settimane l'aumento dei contagi ha messo a nudo ancora una volta la condizione di forte carenza e insufficienza di cui soffre il sistema sanitario nazionale, e di cui lavoratori e lavoratrici della sanità (oltre che pazienti) sono i primi a pagare il prezzo. Ciò avviene a causa di privatizzazioni, aziendalizzazione e tagli (anche per rispettare i vincoli europei) portati avanti da governi di ogni colore sia a livello nazionale che regionale. Parliamo di oltre 37 miliardi di tagli solo negli ultimi 10 anni, assenza di oltre 100.000 tra medici e infermieri, perdita di oltre il 60% dei posti letto dal 1981, ospedali che funzionano come aziende e che trattano la salute come una merce”.

Lorenzo, che lavora nel settore sanitario e fa parte del Coordinamento sanità, ha spiegato a Romatoday: “In questi mesi pandemia l’implementazione di strutture e mezzi della sanità pubblica è stata irrisoria. Sono state messe solo toppe. Molte assunzioni sono state effettuate in modo precario o con contratti a tempo non è stato sbloccato il turnover o non è stato posto rimedio al fatto che si formano troppo poche figure professionali tra i giovani. Si è deciso di gestire la pandemia accollando gli oneri alla sanità pubblica e lasciando tutte le altre malattie ai privati”. 

Si legge ancora nel volantino: “Nel Lazio, Nicola Zingaretti, segretario Pd e presidente della Regione, ha chiuso ben 16 ospedali. Pretendiamo un sistema sanitario universale, pubblico e umanizzato che sia gestito come un bene pubblico e non come un'azienda. Vogliamo nuovi investimenti, la riapertura delle struttura sanitarie vergognosamente chiuse con la scusa di tagliare, e in realtà a tutto beneficio dei soliti privati, nuove assunzioni e stabilizzazioni, nonché il miglioramento delle condizioni di lavoro ad oggi inaccettabili”.

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