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Quote rosa, per Alemanno torna l'incubo: "Pronti a nuovo ricorso"

Due donne non bastano, nuovo ricorso al Tar firmato Cirinnà-Azuni. "Il sindaco e la sua maggioranza cercano di aggirare lo Statuto per escludere le donne dal governo della città"

Ancora un ricorso firmato Cirinnà-Azuni. Era nell'aria, se lo aspettavano in molti dopo che era stato presentato l'Alemanno-ter e ora è ufficiale. In precedenza il Tar, dopo un loro ricorso per il mancato rispetto delle "quote rosa", aveva azzerato la giunta: il sindaco Alemanno ha dovuto "rimpastare": vicesindaco Sveva Belviso al posto di Cotruni e Rosella Sensi assessore. Evidentemente non è bastato, anzi, le due consigliere hanno giudicato il rimpasto "irrispettoso", e hanno proceduto con un nuovo ricorso.

Due donne non bastano, per le consigliere: "Il Sindaco, con le sue scelte, ha deciso nuovamente di aggirare una norma che lo vincola a comporre un organo sul principio della equa rappresentanza tra uomini e donne". Il problema, secondo loro, "non è il nuovo ricorso al Tar, né la vittoria di quello precedente che ha causato la caduta della giunta. Il problema è la volontà politica del sindaco e della sua maggioranza di voler violare lo Statuto e di discriminare le donne escludendole dal governo della città. Il vento è cambiato, e quando l'aula Giulio Cesare sarà chiamata in autunno a discutere del nuovo Statuto di Roma, presenteremo la nostra proposta per introdurre su ogni nomina, da quella della giunta fino ai cda delle aziende, una rappresentanza paritaria tra uomini e donne del 50%".

Alle consigliere replica Federico Rocca, Pdl: "Alle elezioni comunali del 2008 il Pd candidò 21 donne su 60, ma è stata eletta solo la Cirinnà, la Sinistra Arcobaleno 27 su 60, eletta solo la Azuni, l'Udc 15 su 60 nessuna eletta e la prima è arrivata dodicesima con 231 voti, la Lista Rutelli 16 su 60 e nessun eletta, l'Idv 9 su 60 e nessun eletta, il Pdl 3 su 60 con 2 elette. Poche, è vero ma è la dimostrazione che da noi si candidano, ricevono consensi e vengono elette, altrove ci sembrano più delle riempi lista messe lì solo per un mero dato percentuale. Ho paura che questa nuova ondata di femminismo estremo,- conclude il consigliere con un pizzico di ironia - metta le donne al pari di una categoria protetta, rischiamo di ritrovarci a dover comporre le liste elettorali con gli stessi criteri dei concorsi pubblici dove è prevista la riserva di posti per alcune categorie particolari".


 

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