Case popolari, la giunta Raggi lavora a nuovo bando: "Aumentare alloggi per le famiglie più piccole"

Il progetto è stato accennato dall'assessora alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione

Superare il bando per l’assegnazione delle case popolari pubblicato dallla Giunta Alemanno nel 2012 ed elaborarne uno nuovo. È l’idea a cui sta lavorando l’amministrazione guidata da Virginia Raggi. Portata all’interesse della cronaca dalle proteste di Casal Bruciato, assicurano fonti dell’assessorato alle Politiche Abitative, è già in cantiere da tempo. Come a dire, nessun ricatto da parte delle proteste. Un accenno al progetto è stato lanciato ieri dall’assessora al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Rosalba Castiglione, nel corso di un’intervista a Radio InBlu: "Dobbiamo aumentare patrimonio edilizio" a disposizione dei "nuclei familiari più piccolini" che "sono più indietro nell'assegnazione delle case". Le linee principali, confermano dall’assessorato, devono essere ancora oggetto di numerose valutazioni e passaggi istituzionali. I particolari in merito emersi sono pochi. L’obiettivo chiaro, però, è quello di recepire le mutate esigenze delle famiglie. 

Il problema è noto da tempo, come spiegato anche da Romatoday nel gennaio scorso. Gli alloggi del patrimonio immobiliare pubblico sono stati costruiti tra gli anni ’60 e ’70, quando le famiglie erano molto più numerose. Il 41 per cento di abitazioni è più grande di 75 metri quadrati. Invece la graduatoria è composta per metà da single e nuclei con due componenti. Se consideriamo che la legge lega il numero dei componenti di una famiglia alla metratura, il cortocircuito è presto evidente. I nuclei più numerosi prendono casa prima mentre i più piccoli, anche se in molti casi occupano posizioni più alte in graduatoria (questo anche per via delle modalità di calcolo del punteggio), devono attendere molto di più.

Ad analizzare i dati era stato il blog Osservatorio casa Roma, curato da Enrico Puccini, autore del libro ‘Verso una politica della casa’. Il 29 per cento delle famiglie della graduatoria sono composte da ‘single’ mentre il 23 per cento da due persone. Questo significa che oltre la metà dei nuclei in attesa di un alloggio popolare, il 52 per cento, 6.444 famiglie su un totale di 12.393, è composto da famiglie poco numerose. Se il dato viene raccolto in merito alle prime 1500 posizioni, “ossia coloro che teoricamente devono prendere casa nei prossimi 3 anni (a un tasso di 500 assegnazioni all’anno, ndr)” fa notare Osservatorio casa Roma, il dato cresce: il 63 per cento dei nuclei è composto da una persona (938 in numeri assoluti) e il 17 per cento da due. L’80 per cento del totale. “A Roma la graduatoria è stata superata”, commentava Massimo Pasquini, segretario dell’Unione Inquilini. “Le case non si assegnano più sulla base del punteggio ma della metratura degli alloggi disponibili e questo significa che ci sono persone che rischiano di restare in attesa per sempre”. 

Per Pasquini, "lavorare a un nuovo bando è una follia. Si ricomincerebbe da capo, allungando ulteriormente i tempi, e in più si avrebbero di nuovo due graduatorie. Per affrontare le esigenze delle famiglie in disagio abitativo non serve un nuovo bando, servono politiche abitative in grado di reperire nuove case popolari e serve proseguire con i frazionamenti delle case esistenti". 

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