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foto Facebook: Norwegian

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Norwegian in liquidazione, la crisi di piloti e assistenti di volo italiani: "In 322 lasciati in mezzo ad una strada"

La protesta dei lavoratori della compagnia scandinava: “Tra pochi giorni resteremo senza alcun sostegno, siamo stati ignorati”. Pronta la mobilitazione sotto l’ambasciata norvegese

Aerei a terra e personale a casa. E’ crisi profonda per i lavoratori della compagnia aerea Norwegian di base all’aeroporto di Fiumicino. La Norwegian Air Resources (NAR) Italy, branch della sussidiaria irlandese di Norwegian, la NAR Ltd, è in liquidazione: così 322 dipendenti, 76 piloti e 246 assistenti di volo, rischiano di rimanere senza lavoro. 

Norwegian il liquidazione, sullo sfondo la crisi del trasporto aereo

Sullo sfondo la crisi dell’intero comparto del trasporto aereo di Roma e del Lazio con il calo vertiginoso del traffico causato dalla pandemia da Coronavirus a lasciare deserti gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, in difficoltà i lavoratori delle compagnie aeree, delle società di handling, gli stagionali e l’intero indotto. “40mila persone” - secondo i calcoli dei sindacati. 

La pandemia lascia voli a terra e aeroporti deserti: la crisi morde 40mila lavoratori

Norwegian: 322 lavoratori di base in Italia restano a terra

Per i lavoratori della Norwegian la crisi parte da lontano, prima della furia del Covid. “La compagnia da tempo navigava in cattive acque a causa di una gestione errata, come dipendenti ci siamo resi disponibili a ridurre i nostri orari, qualcuno a prendere l’aspettativa non retribuita, pur di risollevare le sorti dell’azienda. Poi è arrivata la pandemia e la situazione è precipitata” - racconta una delle assistenti di volo di Norwegian di base a Roma. Stop ai voli intercontinentali e al sogno del lungo raggio “low cost” che pure aveva conquistato lo scalo della Capitale e i viaggiatori Italiani. 

“Il 17 aprile siamo stati messi in cassa integrazione” - spiega un membro di una delle crew della compagnia scandinava in Italia. “L’ammortizzatore sociale scadrà il 31 marzo, insieme allo sblocco dei licenziamenti, ma visto che il 20% che dovrebbe pagare la compagnia è previsto nella fase finale della cassa, con il fallimento alle porte, a breve ci ritroveremo senza più reddito”. 

I rapporti con Oslo, via Irlanda, si sono troncati. "Norwegian, inaspettatamente e senza nemmeno consultarsi con le organizzazioni sindacali, ha deciso di lasciare centinaia dei propri dipendenti basati in Italia in mezzo alla strada, insieme alle loro famiglie, nel bel mezzo di una pandemia globale" - tuonano Filt CGIL, Fit Cisl e Uiltrasporti. 

La battaglia dei red nose warriors: "Noi lasciati in mezzo alla strada"

Una dura reazione, quella dei sindacati, scaturita dal comportamento del management norvegese che "ha semplicemente deciso di scomparire, agendo come se i dipendenti basati a Roma Fiumicino non fossero mai stati parte di Norwegian, nonostante abbiano contribuito al successo della compagnia con passione e professionalità negli anni”. 

Le richieste all’azienda di attivare gli ammortizzatori sociali messi a disposizione dall’ordinamento italiano per proteggere e tutelare il reddito dei lavoratori, specialmente in questo momento di crisi senza precedenti, sono cadute nel vuoto. “La società non si è nemmeno presentata all’incontro programmato. Hanno partecipato solo i loro legali, i quali ci hanno informato che Norwegian aveva già avviato da alcuni giorni la procedura di liquidazione in Irlanda della società da cui dipendono i lavoratori italiani. Questo è il trattamento che Norwegian ha riservato ai propri dipendenti basati in Italia, i quali hanno sempre sostenuto la società, anche nei momenti più difficili. Trattati come “RedNoseWarriors” (il soprannome dato ai dipendenti della compagnia ndr.) finché c’è stato bisogno del loro supporto sui social, e poi abbandonati a loro stessi non appena fosse venuta meno la loro utilità".

La protesta di piloti e assistenti di volo: "Oslo ci ascolti"

Lo sconforto tra i piloti e gli assistenti di volo della Norwegian di base a Fiumicino, 322 persone in tutto, è grande. Faranno sentire la loro voce anche sotto la Reale Ambasciata Norvegese a Roma. “Le istituzioni norvegesi non possono permettere che un’azienda del loro Paese ignori i dipendenti e le loro famiglie in maniera così sfacciata, in un momento delicato come quello che il nostro settore, e tutto il Mondo, sta attraversando. E’ intollerabile”.
 

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