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Redazione RomaToday

Non esiste legalità senza giustizia sociale

Assisto ad un dibattito surreale. Da una parte, l’analisi sul quadro terribile che ci fornisce l’Istat sulla povertà assoluta, cresciuta a causa della pandemia, 2 milioni di famiglie, oltre 5 milioni di individui, non in grado di sostenere le spese essenziali tra cui cibo e affitto. Dall’altra, in nome di una presunta legalità, completamente sconnessa e astratta dalla giustizia sociale, si torna a chiedere sgomberi, dopo lo ‘scandalo’ di un dibattito elettorale avvenuto in uno spazio occupato.

Gridare allo sgombero di tutte le occupazioni, senza peraltro distinguere tra occupazioni abitative di spazi abbandonati, spesso pubblici, ma anche privati, di spazi sociali, dimostra che non si ha la benché minima cognizione anche a livello legale della questione. Facile sventolare bandiere in campagna elettorale, più difficile è trovare soluzioni per le 12.000 famiglie in lista di attesa per un casa popolare, solo a Roma, 650.000 in Italia.

La demagogia regna sovrana, meglio invocare sgomberi e presunta legalità che cercare di curare e risolvere la sofferenza sociale, sicuramente può portare voti. Di conseguenza, è facile ignorare che in Prefettura esiste un piano sgomberi decennale, a fronte di una totale assenza di una piano di edilizia residenziale pubblica a canone sociale. Però, nel  dibattito elettorale di Roma, la destra racconta le occupazioni come un problema di ordine pubblico, senza prevedere nessuna cura per un acutissimo dramma sociale, senza dire che la maggioranza delle sentenze di sfratto, sono dovute a morosità incolpevole.

La carenza di edilizia residenziale pubblica, lo dimostrano i dati, non le ideologie, ci vede 4 volte sotto la media europea. La casa è un diritto costituzionale. È un problema strutturale, a cui non si può rispondere con soluzioni emergenziali e pure inadeguate. Comune, Regione e Governo hanno il compito di fare un intervento sistemico che colmi il drammatico deficit di offerta abitativa. Discutiamo di questo. Ma voglio riaffermare una convinzione profonda: non esiste legalità senza giustizia sociale.

*Stefano Fassina, deputato LeU consigliere di a sinistra X Roma candidato alle primarie

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