Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Nomentana Hospital, sospiro di sollievo per 250 lavoratori: cassa integrazione revocata

La comunicazione al personale dalla direzione della casa di cura di Fonte Nuova. I sindacati: “Paradossale mettere fuori operatori sanitari in piena emergenza”

“Il ricorso al Fondo di Integrazione Salariale è revocato”. E’ questa la comunicazione inviata dalla direzione del Nomentana Hospital a tutto il personale: niente cassa integrazione dunque per i 250 operatori sanitari nelle settimane scorse gettati nel limbo. 

Il Nomentana Hospital ritira la cassa integrazione per 250 operatori

Si perchè la casa di cura di Fonte Nuova, nella quale i contagi da Covid-19 sono oltre i cento tra pazienti e personale, nel pieno della seconda ondata aveva deciso di chiudere alcuni reparti: stop alla riabilitazione, alla lungodegenza e ai ricoveri ordinari. Nessuna riconversione in vista con 250 lavoratori destinati agli ammortizzatori sociali

Cassa integrazione ritirata nella giornata di ieri. “Finalmente una  buona notizia per i lavoratori della sanità privata e del Nomentana Hospital. Dopo l’audizione nella commissione della Regione Lazio, durante la quale abbiamo evidenziato il paradosso della cassa integrazione per il personale sanitario nel pieno di un’emergenza, con l’’anticipo del 90% del budget erogato dalla Regione Lazio, il Fondo di Integrazione Salariale è stato ritirato” - ha detto a RomaToday Antonio Cuozzo, della Sanità Privata Cisl Fp Roma e Lazio. “Una decisione che ‘salva’ il personale impiegato e quindi centinaia di famiglie dalla crisi economica, in più così la struttura potrebbe mettere a disposizione dei posti letto vista la pandemia persistente”. Era già stato così nel pieno della prima ondata dell’emergenza con il Nomentana Hospital a trasformarsi in  centro Covid a bassa intensità

È allarme per la seconda ondata, l'ex centro Covid chiude i reparti: 250 lavoratori in cassa integrazione 

Nomentana Hospital: l'audzione in Regione Lazio

“La soluzione, auspicata nel corso della seduta congiunta delle commissioni regionali Lavoro e Sanità, è riuscita a proteggere il futuro di tante famiglie, proprio nel momento in cui la pandemia sta generando situazioni economiche di precarietà e di instabilità. E’ un periodo molto complesso, ma la necessità di tutelare il lavoro deve viaggiare di pari passo con la priorità di difendere la salute, tanto più se parliamo di operatori sanitari, cioè di quelle professionalità che sono quotidianamente in prima linea nella guerra contro il covid” - ha commentato Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio.

Al Nomentana Hospital oltre cento contagi, la clinica chiude i reparti: 250 in cassa integrazione

“In una situazione come quella che la nostra Regione sta attraversando, è fondamentale che ognuno dia il proprio contributo e al contempo che tutti i professionisti della sanità possano svolgere le proprie attività. Come sottolineato anche dai Sindacati in questi mesi, è fondamentale conciliare la tutela del lavoro con la tutela della salute, per questa ragione rimane l'impegno della Regione - ha sottolineato Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti - affinchè le strutture preposte monitorino il rispetto delle procedure di sicurezza Covid, in tutte le strutture laziali". 

Nella casa di cura di Fonte Nuova oltre cento contagi

“Mi auguro che questa vittoria sia da monito anche per il futuro, stiamo combattendo una battaglia e nessuna delle risorse messe in campo per vincerla deve essere messa in discussione o svilita" - il commento della consigliera regionale della Lega del Lazio, Laura Cartaginese“Poichè la Regione Lazio ha già deliberato l’anticipo del 90% del budget, era il momento di ripristinare la piena funzione dei lavoratori della struttura che, come altre nella nostra Regione, sta affrontando un momento molto delicato nel fronteggiare la recrudescenza della pandemia da Covid 19. Il risolversi delle vicende lavorative di molti operatori - ha concluso Paolo Ciani, consigliere di Demos - non può che rasserenare e migliorare la presa in carico di tanti pazienti fragili in una fase molto delicata”. 
 

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