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Nidi di rondine, il Campidoglio firma l’ordinanza: vanno tutelati tutto l'anno

Vietato danneggiare i nidi di rondini, balestrucci e rondoni: ecco come bisogna comportarsi

E’ vietato distruggere in nidi di rondini, rondoni e balestrucci. Anche nel periodo in cui non ci sono. Lo ha messo nero su bianco la Sindaca, con un’apposita ordinanza.

Perchè preservare i nidi

Le tre specie, stando ai dati del monitoraggio MITO200, sono considerate in via di rarefazione. Ma sono uccelli che tendono a riutilizzare gli stessi nidi realizzati negli anni precedenti. Per questo non vanno toccati. Ricostruirli, dopo il lungo volo intrapreso dai rispettivi siti di svernamento, significherebbe compiere uno sforzo straordinario. Al di sopra delle loro possibilità. 

Insetticidi naturali

La presenza di rondini, rondoni e balestrucci è particolarmente importante nel contesto cittadino. Com’è stato ricordato nell’ordinanza, sono degli “insetticidi naturali” visto che, durante la stagione riproduttiva, la coppia riesce a catturare fino a 6mila insetti, tra zanzare moscerini e mosche. Numero che sale a 150mila unità se si prende in considerazione il periodo dell’intera covata.

Le deroghe

Deroghe sono concesse in caso di condizioni igieniche in contesti in cui siano presenti molti nidi, all’interno di garage, magazzini e cantine. Ma dovrà essere una codizione accertaa dalla Asl. Una deroga è concessa anche in caso d’interventi edilizio a patto che sia richiesta al Dipartimento tutela ambientale. L’eliminazione di nidi potrebbe comportare la loro sostituzione con strutture artificiali deputate alla covata.

Gli accorgimenti da rispettare

I nidi vanno tutelati durante tutto l’anno, quindi anche nella stagione autunnale ed invernale. Inoltre è fatto divieto di sistemare delle strutture che siano loro distanti meno di due metri. Il loro posizionamento potrebbe finire per ospitare dei predatori naturali delle uova che, rondini, rondoni e balestrucci, vanno a deporre. Ci sono anche altri accorgimenti tecnici che vengono prescritti nell’ordinanza. Tra questi l’utilizzo di un “intonaco rugoso” per agevolare la costruzione di nuovi nidi sotto i cornicioni. Inoltre anche il posizionamento delle tegole dovrà avvenire, garantendo la possibilità ai balestrucci di accedervi per realizzare i propri nidi.

Le potature che distruggono i nidi 

“Questa ordinanza cittadina rafforza la tutela già prevista dalla legge n.157/1992 che vieta l’uccisione di nidiacei e individui adulti, nonché la distruzione di nidi e uova” ha sottolineato Rita Corboli dell’OIPA di Roma. L’organizzazione ne approfitta per avanzare una richiesta già in altre occasioni indirizzata al Campidoglio. “Torniamo a chiedere all’Amministrazione comunale che s’interrompano le potature nel periodo riproduttivo delle altre specie”. Non si tratta di salvaguardare rondini e balestrucci, ma “anche questi sono interventi che uccidono nidi e nidiacei”.
 

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