Nidi abusivi, come combatterli: dalle liste dei sospetti alla mail per le denunce

Il Comandante Lorenzo Botta dei vigili urbani annuncia la stretta in Commissione scuola: "I municipi ci indirizzino nelle strutture segnalate dai cittadini"

Foto Ansa, immagine generica

Un lavoro sinergico fra tecnici municipali e gruppi territoriali dei vigili urbani, i primi a redigere liste con le strutture sospette, i secondi a intervenire puntuali per tutte le verifiche del caso. Il Comandante Lorenzo Botta annuncia la stretta sui nidi abusivi. A capo dello SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale) della Polizia locale, invitato a relazionare sul tema in commissione Scuola, si impegna a coordinare le azioni da intraprendere per frenare un fenomeno sempre più diffuso: gli asili improvvisati che offrono servizi simili a quelli ufficiali, a prezzi stracciati, ma senza autorizzazioni. 

Bambini ospitati dentro palestre dietro le diciture di spazio baby, baby parking, accoglienza baby (qui il caso di La Rustica), in spazi mai accreditati dai municipi (competenti per il rilascio dei permessi), privi delle carte previste dalla legge (delibera 9/2003) sia sul piano amministrativo che su quello igienico sanitario. Specchi per le allodole quando le rette delle strutture pubbliche sono troppo alte, i nonni non sono disponibili, si è in fondo alle liste d'attesa. Per qualcuno scorciatoie per non compilare l'ISEE. O più semplicemente forme di auto organizzazione interne alle comunità straniere, come avveniva nel nido abusivo attrezzato dentro una moschea -abusiva- all'Esquilino sequestrato il 23 febbraio. Una decina di bambini tra gli 11 mesi e i 4 anni stipati in spazi accatastati come "cantine". 

Diversi casi e diverse ragioni. Non esistono dossier con cifre e analisi che diano una fotografia esaustiva del dove, del quanto, del perché. E infatti, precisa Botta, "tra gli obiettivi deve esserci quello di stilare una mappa cittadina". Si può intanto anticipare che tra i municipi che sembrano lamentare maggiormente il fenomeno - e non a caso con i rispettivi tecnici siedono in Commissione - sono le Torri (VI), il Tuscolano-San Giovanni (VII), Garbatella-Ostiense (VIII), il litorale (X), Roma nord (XV). Perché è agli uffici Scuola dei parlamentini che arrivano le segnalazioni dei genitori. Come smascherare un nido illegale? 

Al netto dei casi dove i deficit strutturali sono talmente evidenti da bastare per insinuare sospetti, le mamme e i papà più scaltri possono richiedere di vedere con i propri occhi la certificazione. Chi non la mostra, forse, ha qualcosa da nascondere. Ma è ancora più facile che emergano irregolarità nella fase di iscrizione alla scuola materna: con un figlio che ha frequentato un nido accreditato con il Comune (a gestione diretta o in convenzione) si ha diritto a più punti in graduatoria. "Capita che quando andiamo a verificare per l'assegnazione del punteggio ci accorgiamo che le strutture in questione non ha l'autorizzazione" spiegano i tecnici presenti, i più competenti in materia perché a contatto ogni giorno con cittadini, segnalazioni, denunce. E' con loro che il Comandante Botta ha intenzione di procedere a braccetto. Nessuna task force dedicata. "Centralizzare le azioni in questo caso non sarebbe proficuo. Più importante invece che i gruppi territoriali dei vigili lavorino con i municipi". 

Il fenomeno però non è scoppiato ieri. L'amministrazione lo conosce bene. "Abbiamo inviato una prima nota già nel 2015 ai vigili urbani e ai municipi per allertare dell'esistenza di irregolarità in diverse strutture" spiega l'architetto dott.ssa Sabrina Lombardozzi del dipartimento Scuola, chiamata a rendicontare in Commissione. Una lunga nota con annessa check list dei controlli da effettuare: dal possesso delle autorizzazioni base - senza queste l'irregolarità è a 360 gradi - alle discrepanze esistenti tra il servizio dichiarato e quello svolto. C'è chi ospita 40 bambini invece di 20, chi non ha gli impianti antincendio a norma perchè il primo permesso è vecchio di decenni, chi somministra pasti e non potrebbe, chi da ludoteca si trasforma in vero e proprio nido. 

Insomma, un mare magnum di precetti violati da portare alla luce per tutelare i più piccoli. Con questi primi strumenti: una comunicazione mensile da parte dei tecnici dei municipi al rispettivo gruppo dei vigili con tutte le segnalazioni ricevute, un elenco di strutture potenzialmente illegali, in parallelo azioni mirate degli agenti sul campo, e un indirizzo mail dedicato appositamente a chi, anche anonimo, è pronto a denunciare.

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