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New York Times: il patrimonio artistico di Roma cade a pezzi

Il New York Times attacca il governo italiano perchè non stanzia abbastanza fondi per l'arte. Buono invece il giudizio sui musei Maxxi e Macro e sul progetto della nuvola di Fuksas

Il patrimonio artistico della Capitale cade a pezzi. A sostenerlo, in un articolo pubblicato mercoledì 7 luglio, è il New York Times. Il quotidiano denuncia in particolare lo stato di abbandono del Colosseo e della Domus Aurea. "Una galleria a volta è crollata la scorsa primavera - scrive Kimmelman, autore dell'articolo - Nessuno è stato ferito, per fortuna, perché il palazzo è stato chiuso nel 2008, a causa di problemi strutturali e di umidità, che minacciano gli affreschi. In pompa magna, il Comune aveva aperto parte del sito (archeologico) ai turisti nel 1999. Poi a causa delle intense piogge, parte del tetto è crollato, il sito è stato chiuso e poi riaperto poco dopo, e quindi chiuso di nuovo".

Positivo invece il giudizio sui nuovi musei capitolini, il Maxxi e il Macro e sul progetto del centro congressi di Massimiliano Fuksas che verrà realizzato all'Eur. Oltre ai nuovi appartamenti di Renzo Piano, a cui si deve già l'Auditorium, "aperto alcuni anni or sono appena fuori dal centro della città, alla soddisfazione generale".

L'autore dell'articolo, Michael Kimmelman, attribuisce lo stato attuale dei monumenti di Roma al cattivo operato del governo. "Una nazione la cui identità e sopravvivenza fiscale dipendono (dalla cultura) - scrive Kimmelman - ci dedica oggi lo 0,21% del suo bilancio statale (e la percentuale è diminuita), il che rappresenta circa un quinto di quanto la Francia consacra a teatro, cinema, mostre, musica e musei. Per non parlare della manutenzione delle migliaia di siti storici per i quali non esiste ancora un piano globale di conservazione".

"Il New York Times segnala un problema ben noto: gli investimenti in cultura nel nostro Paese sono assolutamente inadeguati e la scelta del governo di ridurli ulteriormente, direttamente ma anche indirettamente con i tagli a Regioni ed Enti locali che da anni ormai investono nel settore ben più del ministero, è una assurdità", commenta Matteo Orfini, responsabile cultura e informazione del Pd.


"Il mondo - sottolinea Orfini -si interroga incredulo su come sia possibile assistere allo sgretolarsi di simboli del nostro Paese come il Colosseo e la Domus Aurea mentre Bondi, tra commissariamenti, ordinanze di protezione civile, il discutibile uso di società come Arcus e Ales, nomine improbabili come quella del dottor Resca, continua a fingere che il problema non esista". Occorre, secondo il responsabile cultura del Pd, "una chiara inversione di rotta nella gestione del ministero e nel suo peso all'interno di questo governo. Se Bondi non è in grado di farsene carico, forse perché troppo preso dal suo ruolo di coordinatore del Pdl, lasci stare e passi la mano". "Almeno forse - conclude - riusciremo a evitare figuracce che fanno male all'immagine del nostro Paese".

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