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Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

A Fiumicino un porto crocieristico: l'intervento è inserito nelle opere del Giubileo, tra le proteste dei comitati

Cosa prevede il progetto da oltre 430 milioni di euro e quali sono le criticità rilevate dai cittadini

Un porto con attracco per piccole barche da diporto e per crociere. E’ questo il progetto che la Fiumicino Waterfront srl, società 100% partecipata dal Gruppo Royal Caribbean, ha in serbo di realizzare nel cosiddetto “porto della Concordia” di Fiumicino Isola Sacra. Un intervento che complessivamente cuba 439 milioni di euro, tutti a carico del privato, che è stato inserito nel programma degli interventi in vista del Giubileo 2025.

Cosa prevede il master plan

All’ombra del vecchio faro, il secondo gruppo crocieristico mondiale nel febbraio del 2022 ha annunciato di aver rilevato la concessione che fino ad allora era stata gestita dalla società Iniziative Portuali, in liquidazione. Lo ha fatto, aggiudicandosi un’apposita asta, con l’intenzione di investire “anche in un’ottica di lungo termine sulle potenzialità del luogo”. Avviati così i lavori di messa in sicurezza dell’area, degradata ed in parte considerata inagibile, la Fiumicino Waterfront ha aggiornato il vecchio studio di fattibilità, che era già passato per una conferenza dei servizi, realizzando un master plan che prevede, oltre ai lavori per il futuro porto, anche una trentina di milioni per realizzare strade, parcheggi, illuminazione, rete idrica e fognaria, arredi, verde pubblico e percorsi ciclopedonali. Perché tutto questo abbia un seguito, occorre elaborare una variante al progetto definitivo, da sottoporre alle procedure di Valutazione d’impatto ambientale e ad una nuova conferenza dei servizi.

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Come saranno articolati i lavori

Il disegno della Waterfont Fiumicino, quindi del gruppo Royal Caribbean, si articola in due stralci di lavori. In una prima fase è prevista la realizzazione di “tutte le opere funzionali alle esigenze del giubileo 2025” si legge nella scheda progettuale. Si tratta quindi di realizzare opere marine come le banchine; le opere dedicate alla funzione crocieristica ed anche alcune infrastrutture, tra cui delle aree a verde pubblico. Nel complesso questi lavori impegnerebbero il 70% degli investimenti (322 milioni di euro) e, secondo il ruolino di marcia, è previsto vengano “completati entro il dicembre 2024” quindi in tempo per l’apertura della porta santa. Invece la seconda fase prevede “il completamento della marina per il diporto e per i mega-yacht (pontili, servizi), la messa in esercizio del cantiere nautico e la realizzazione dell’edificio servizi e dell’hotel”. Questo secondo stralcio dovrà essere completato “tra giugno e dicembre 2026”.

I posti di lavoro e le ricadute economiche 

“Grazie all’introduzione della funzione crocieristica, il progetto genererà un rilevante indotto sull’intera area: sviluppo turistico, rifornimento di prodotti del territorio, coinvolgimento dei diversi attori locali, protezione e promozione del patrimonio culturale e visibilità internazionale” si legge nella scheda di presentazione dell’intervento, inserita nel  DPCM pubblicato lo scorso giugno con i programma degli interventi giubilari. “L’analisi degli impatti socio-economici svolta da una primaria società di consulenza finanziaria ha stimato ricadute pari ad un miliardo di euro all’anno in fase operativa, che si aggiungono ad una cifra equivalente in fase di costruzione. La crescita occupazionale su un’ampia e qualificata gamma di professionalità andrà da più di 6.900 posti di lavoro in fase di costruzione a più di 9.100 posti di lavoro in fase operativa”.

Il progetto del porto crocieristico di Fiumicino

Le criticità evidenziate dai comitati locali

Di tutt’altro avviso sono i comitati che stanno contestando il progetto. Le oltre trenta associazioni che fanno parte della rete “i tavoli del porto” ha presentato una lunga lista di criticità, inoltrate anche al comune di Fiumicino, considerato soggetto attuatore dell’intervento. “Ci risulta difficile da capire come un attracco crocieristico privato, in aperta competizione con il porto crocieristico pubblico della vicina Civitavecchia, possa essere autorizzato, contro attuale normativa, in un territorio fragile con infrastrutture inadeguate, fondali bassi e limacciosi e un aeroporto con traffico aereo che non permetterebbe un traffico marittimo con altezze superiori ai 48  metri”.  

Tra le criticità ricordate all’amministrazione comunale, figurano “gli imponenti dragaggi necessari” che, secondo i comitati, “devasterebbero i fondali di Fiumicino, che sono bassi e sabbiosi e quindi non adatti”. Non ultimo vengono rilevate le “problematiche gravi del sistema infrastrutturale di Isola Sacra” che sono tali da “non permettere di raggiungere Roma in minor tempo che da Civitavecchia, nonostante la maggiore vicinanza”. L’intervento del porto crocieristico, nonostante l’inserimento tra le opere giubilari, continua ad alimentare un fervente dibattito. All’amministrazione regionale, il compito di valutare l’impatto ambientale che, il faraonico progetto, potrà determinare.
 

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