Martedì, 16 Luglio 2024
Incubo miasmi / Castel Giubileo / Via Salaria, 981

Il municipio dem volta le spalle al Campidoglio: chiesto lo stop all'impianto nell'ex Tmb

Il parlamentino di Montesacro ha votato all'unanimità una mozione presentata dalla maggioranza di centrosinistra per dire no alla realizzazione di un sito per la selezione ed il recupero delle terre di spazzamento in via Salaria 981

L’impianto per la selezione ed il recupero delle terre di spazzamento nel sito dell’ex Tmb Salario non s’ha da fare. Lo ha deciso all’unanimità parlamentino di Montesacro che così dice no al progetto di Ama e Comune. Il Municipio III guidato dalla maggioranza di centrosinistra e dal presidente Paolo Marchionne (Pd) volta le spalle al Campidoglio. 

L'impianto per le terre di spazzamento nell'ex Tmb

Non sono bastate le rassicurazioni dell’assessora capitolina al Ciclo dei Rifiuti, Sabrina Alfonsi, che nella recente commissione trasparenza aveva difeso la scelta sottolineando come l’impianto non avrebbe avuto impatto sul territorio né inficiato il recupero dell’area. Quella che per quasi dieci anni ha ospitato il trattamento meccanico biologico di parte dei rifiuti indifferenziati di Roma infestando l’intero quadrante con miasmi infernali. 

“Non ha impatto e non inficia recupero dell’area”. Così l'assessora Alfonsi difende il nuovo impianto nell’ex Tmb Salario

Il territorio vessato dai miasmi

Oggi si parla di un sito totalmente diverso per il trattamento di quel che le spazzatrici di Ama raccolgono per le strade della città e i residui provenienti dalla pulizia delle caditoie, ma il territorio non ci sta a veder entrare nel cancello di via Salaria 981 altri rifiuti. “Di qualsiasi natura essi siano, di Ama non ci fidiamo”, hanno più volte ribadito i cittadini che nel 2011 hanno visto trasformare la rimessa per i mezzi della municipalizzata in un impianto per il trattamento dell’immondizia.

Anche le foglie si possono riciclare: tutto sulle "terre di spazzamento" e l'impianto che spaventa il Salario

Il municipio volta le spalle al Campidoglio

Un ‘no’ ribadito dal governo (e dall’opposizione) del territorio. La mozione votata all’unanimità, presentata dai quattro gruppi di maggioranza, chiede l’interruzione delle procedure preliminari alla realizzazione dell’impianto di trattamento delle terre di spazzamento e l’avvio di una nuova progettazione complessiva sull’area che porti alla creazione di un hub per l’economia circolare, con attività di riuso dei materiali e di educazione ambientale. L’idea iniziale del Campidoglio. “Al coraggio e all’ambizione del piano del commissario straordinario (il sindaco Roberto Gualtieri ndr.) con cui si mira finalmente a conseguire la chiusura del ciclo dei rifiuti di Roma, deve corrispondere altrettanto coraggio e ambizione nel ripensamento delle funzioni dell’area dell’ex Tmb Salario, impianto le cui disfunzioni hanno causato per anni drammatici disagi e danni per la cittadinanza” hanno scritto in una nota Simona Sortino (Partito Democratico), Martina Testa (Roma Futura), Simone Filomena (Sinistra Civica Ecologista) e Maria Tarallo (Lista Civica Gualtieri), capigruppo di maggioranza del III Municipio.

La richiesta di Piazza Sempione è quella di restituire il sito, “limitrofo alle abitazioni, a un asilo nido e al delicato ecosistema del fiume Tevere”, alla fruizione viva delle cittadine e dei cittadini. Per il municipio bisognerà avviare la bonifica integrale del sito e una progettazione partecipata che coinvolga l’amministrazione municipale e l’osservatorio permanente No Tmb, “prezioso strumento di ascolto del territorio”. La maggioranza di Montesacro è perentoria. “Esprimiamo quindi ferma contrarietà all’installazione di un nuovo impianto di trattamento rifiuti, sia pur di dimensioni ridotte, e auspichiamo la rigenerazione dell’area attraverso strutture all’avanguardia destinate al riuso dei materiali e all’educazione ambientale”.

Il M5s si appella al sindaco

"L’attuale maggioranza del Terzo Municipio dice no al trattamento rifiuti nell’ex Tmnb Salario solo su insistenza delle opposizioni", attaccano dal M5s i consiglieri Dario Quattromani e Marina Battisti. "Nella prima versione dell’atto presentato dai consiglieri di maggioranza, senza alcuna ricerca di condivisione con la minoranza (anche interna), non si leggeva da nessuna parte la parola 'no'.  Lo abbiamo emendato noi come opposizioni, compatti e uniti verso l’unica scelta possibile per un territorio come il nostro che ha già subito danni enormi dall’ex Tmb Salario. È importante aver conseguito l’espressione unanime del Consiglio Municipale con un chiaro 'No' all’utilizzo del sito di via Salaria 981, ma anche su questo risultato, come al solito, i consiglieri che ancora si riconoscono nel presidente Marchionne sono intellettualmente disonesti". I grillini hanno   protocollato in aula capitolina una mozione che impegna il sindaco a esprimere un netto 'No' all’utilizzo dell’ex sito Tmb di via Salaria 981. "Il MoVimento 5 Stelle è abituato a seguire gli atti a tutti i livelli, a maggior ragione quando non ci convincono pienamente gli interlocutori: è già successo lo scorso anno con Città Giardino, può quindi succedere ancora. Non ci possiamo permettere di abbassare l’attenzione, mai: noi ci siamo, in tutti i livelli istituzionali necessari, per il Terzo Municipio e i suoi cittadini. Lo dobbiamo a chi prima di noi ha amministrato e ha subito attacchi strumentali rispetto al Tmb Salario".

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