Multiservizi, è allarme dopo le parole di Colomban: "A rischio 4mila posti di lavoro"

Sindacati pronti allo sciopero: "L'amministrazione si assuma le sue responsabilità. Pronti allo sciopero subito". Il deputato Rizzetto (Fdi) presenta un'interrogazione al ministro Madia

I lavoratori protestano i Aula Giulio Cesare (Immagine di repertorio)

Resta alta la tensione sulla vicenda di Roma Multiservizi. Dopo le proteste dei lavoratori in Aula Giulio Cesare, le parole dell'assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, scatenano nuove polemiche e preoccupano i dipendenti dell'azienda 'di secondo livello' che si occupa di global service scolastico e della manutenzione di una parte del verde cittadino. Nel corso di una commissione Trasparenza sul destino del piano dell'amministrazione a Cinque Stelle per le società partecipate dall'amministrazione comunale ha spiegato: "La legge Madia è arrivata tra capo e collo e quindi dobbiamo ottemperare a questa normativa. Una serie di società saranno accorpate o dismesse recuperando, io spero, tutti i lavoratori, di sicuro quelli onesti e che fanno il loro lavoro".

E su Multiservizi ha aggiunto: "Il Tar ci impone un bando, anzi di spezzare in bandi più piccoli. Stiamo cercando con gli avvocati di capire come salvare l'occupazione". Una strada chiara, quindi, ancora non c'è. Così come la certezza che i posti di lavoro verranno salvaguardati. Una posizione molto diversa rispetto a quella prospettata dalla stessa amministrazione per molto tempo. L'ex assessore all'Ambiente Paola Muraro, a inizio ottobre, sempre nel corso di una commissione capitolina, aveva assicurato che l'amministrazione aveva intenzione di rendere Roma Multiservizi, controllata al 51% da Ama, al 100% di proprietà del Campidoglio, trasformandola di fatto in una società di primo livello. Tra le motivazioni addotte dall'imprenditore trevigiano, l'obbligo di rispettare la legge Madia in materia di società a partecipazione pubblica. 

L'INTERROGAZIONE - Il deputato di Fratelli d'Italia, Walter Rizzetto, ha interrogato la ministra Marianna Madia per sapere "se vi siano motivi ostativi, individuati nel decreto Madia all'acquisizione per le partecipate di secondo livello, strategiche come la Roma Multiservizi, delle quote del privato e la trasformazione della Roma Multiservizi spa, in partecipata di primo livello" si legge nell'interrogazione firmata anche da Fabio Rampelli. Contiua poi su Facebook: "Mi sono occupato del caso in oggetto, continuerò a farlo anche scendendo in Piazza, se necessario, con i lavoratori. Non servono tagli lineari, serve confermare le posizioni di molte madri e padri di famiglia".

L'ALLARME DI ONORATO - Lancia l'allarme il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato. "La Giunta Raggi è pronta a dare il via libera ai 4.000 licenziamenti dei lavoratori della Roma Multiservizi" ha dichiarato in una nota al termine della commissione capitolina. "In campagna elettorale avevano promesso, per garantirsi i voti degli oltre 4.000 lavoratori e dei loro familiari, che ognuno di loro sarebbe stato internalizzato in Ama e l'hanno continuato a promettere fino a tre mesi fa, con tanto di mozione in Consiglio comunale votata da tutto il M5S. Salvo poi cambiare idea e formulare una nuova promessa anche questa disattesa: quella che la Roma Multiservizi sarebbe diventata al 100% di proprietà del Comune di Roma".

Continua il consigliere: "Oggi si rimangiano anche questo impegno dando la colpa alla legge Madia. Peccato che in nessun modo questa legge non permetterebbe di acquistare la parte privata della Roma Multiservizi per renderla pubblica al 100% garantendo così i livelli occupazionali e la massima qualità del servizio per i romani". Conclude Onorato: "Colomban dà il via libera a un nuovo bando a mini-lotti per la pulizia delle scuole, l'assistenza dei minori e disabili e sarà vinto, come al solito, da cooperative e raggruppamenti di società, con il massimo ribasso. È inutile dire che questa procedura alimenta la disoccupazione e peggiora la qualità dei servizi". 

IL VIDEO - Proteste dei lavoratori i Aula: "Buffoni"

LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI - Preoccupazione è stata espressa anche dai sindacati. "Se vi è il rischio di licenziamento, la risposta immediata sarà lo sciopero. E subito" esordiscono in una nota i segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, della Cisl di Roma Capitale, Paolo Terrinoni, e della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica. "Avevamo chiesto che fine avesse fatto l'ipotesi di una società di primo livello che avrebbe dovuto internalizzare Multiservizi e leggiamo che si intende spezzare il bando in altri più piccoli e che si sta cercando di capire se sia possibile salvare l'occupazione. Se sia possibile? Basta!".

Infine un attacco alle parole dell'assessore: "La legge Madia non è ''arrivata tra capo e collo''. Esisteva già quando l'assessore Colomban ci ha ricevuti in Campidoglio. Il Comune di Roma inizi ad assumersi le sue responsabilità e non faccia lo scaricabarile". Queste "affermazioni che lasciano intendere che si sta sottovalutando un problema molto più strutturale e denota l'approssimativa conoscenza delle attività, dei servizi e delle attività che oggi svolgono queste aziende. E cosa ancor più grave è che non si tiene conto dei lavoratori tutti che, tra mille difficoltà, hanno comunque continuato a svolgere il proprio lavoro senza alcuna certezza sul loro futuro". 

LA POSIZIONE DELL'USI - Si esprime in maniera "negativa" anche l'Usi. "Colomban rappresenta una parte di Movimento che aveva promosso di intraprendere un'unica direzione: la salvaguardia di tutti i posti di lavoro" il commento di Serenetta Monti. "Oggi siamo nella condizione in cui lavoratori Multiservizi sono stati impiegati per fare i bidelli e altri operatori nel verde stanno passando in altre aziende che stanno subentrando nelle scuole. L'Usi sta intraprendendo tutte le trategie possibili per opporsi a tutto ciò. Chiediamo che venga fatta chiarezza sul destino dei lavoratori". 

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