Multiservizi, la maggioranza si spacca sull'appalto: dipendenti occupano l'Aula

Il Consiglio avrebbe dovuto votare una mozione in difesa dei dipendenti della partecipata ma saltato l'accordo la seduta viene chiusa. Scoppia la protesta. Corsetti: "Rischiano il posto 600 lavoratori"

Dipendenti occupano l'Aula (Foto Twitter Enrico Stefano)

È guerra aperta ormai tra i dipendenti di Roma Multiservizi e l'amministrazione capitolina. Al termine di una seduta del Consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare una mozione a loro favore e che invece si è conclusa con un nulla di fatto qualche decina di lavoratori ha occupato l'Aula Giulio Cesare decisi a rimanere “a oltranza” fino a soluzione. Chiedono il “blocco del cambio d'appalto e la revoca dell'assegnazione a Consip” che, secondo i manifestanti, “non garantisce il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, né sul numero di posti di lavoro né per quanto riguarda le retribuzioni”. Per la partecipata l'amministrazione capitolina ha in programma la completa cessione delle quote, il 51%, attualmente nelle sue mani.

Con loro tutta la notte sono rimasti il coordinatore di maggioranza Fabrizio Panecaldo, il capogruppo di Sel Gianluca Peciola e il capogruppo della Lista Marchini Alessandro Onorato. Inutili le assicurazioni dell'assessore Alessandra Cattoi che ha affermato che nessun dipendente rischia il posto.

SEDUTA CHIUSA- E la tensione attorno al discusso cambio d'appalto si è palesata anche sui banchi della maggioranza che si è spaccata sul tema tanto da portare il presidente dell'Assemblea capitolina Mirko Coratti, dopo una prima sospensione per tentare di arrivare a un accordo, a chiudere la seduta. “Non c'è la volontà tra i gruppi di votare atti condivisi” ha spiegato. Immediata la reazione dei presenti che hanno accolto l'annuncio al grido di “vergogna” e “buffoni”. Una lavoratrice si è stesa a terra dopo aver assistito a buona parte della seduta di oggi in ginocchio, come a pregare il Consiglio. Intanto, nella piazza del Campidoglio, è andato avanti per tutto il pomeriggio un sit-in di colleghi dopo quello organizzato nel corso della mattinata a Largo Loria dove, in commissione Bilancio, è stato audito Daniele Fortini, presidente di Ama, che possiede il 51% delle quote di Multiservizi.

MAGGIORANZA SPACCATA - Oggetto della discordia interna alla maggioranza la mozione presentata dai consiglieri democratici Orlando Corsetti e Dario Nanni in cui si chiede di bloccare il cambio d'appalto prendendo atto che “il Cns per sua stessa ammissione lascerebbe 'scoperti' dall'accordo di riassunzione almeno 600 lavoratori”. Il testo non è piaciuto ai capigruppo della maggioranza - Pd, Sel, Cd e Lista civica Marino – che non mettono in discussione la strada intrapresa dall'assessore alla Scuola Alessandra Cattoi 'limitandosi' a chiedere alla Giunta di garantire il posto a tutti i lavoratori, senza entrare nel merito del cambio di azienda.

CORSETTI E NANNI - Corsetti ha difeso la sua posizione: “Salvaguardare tutti i posti è impossibile per stessa ammissione della cooperativa, che durante l'incontro ha detto che 6-700 persone rimarrebbero fuori” ha affermato l'ex presidente del municipio I. “Noi quindi ormai non chiediamo più la tutela delle forme assunzionali ma che l'amministrazione torni indietro prorogando l'appalto con due vincoli, l'adeguamento della Multiservizi ai costi Consip, così saremmo inattaccabili, e l'efficientamento del servizio” propone. “In questo modo potremmo organizzare subito la gara, e sono convinto che la Roma Multiservizi, con la professionalità dei suoi lavoratori, avrà modo di vincerla”ha spiegato.

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D'AUSILIO - Ribatte invece il capogruppo del Pd capitolino Francesco D'Ausilio: “Nessuno si permetta di dire che non siamo vicini a questa causa, ma questa mozione non aggiunge nulla alle preoccupazione dei lavoratori” ha sottolineato D'Ausilio. “È da giorni che investiamo la Giunta di questa vicenda e chiediamo che si occupi della Multiservizi: noi non vogliamo ingannare i lavoratori ma stiamo lavorando per dare loro solo soluzioni certe. Abbiamo investito il sindaco e l'assessore Cattoi per dare una risposta anche a quei lavoratori che non rientrerebbero nell'accordo".

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