Politica

Multiservizi, secondo rinvio per la discussione in Consiglio: "Siamo alla farsa"

Polemiche per la decisione di far slittare la seduta dedicata all'azienda di global service al 6 giugno, inizialmente in programma per il 23 maggio. Polemizzano Fdi e Pd

Secondo rinvio per il consiglio straordinario su Multiservizi. Inizialmente in programma per martedì 23, non si terrà nemmeno domani: la discussione è stata infatti rimandata alla seduta del 6 giugno. Scatta l'ennesima polemica. "Siamo alla farsa, i 5 Stelle continuano a perdere tempo tra pantomime e continui rinvii mentre 4000 lavoratori rischiano il posto di lavoro. Basta promesse, dopo quasi un anno di prese in giro i grillini non sanno piu' cosa dire, e' ora che il sindaco e la giunta ci mettano la faccia e vengano in Aula a dire cosa vogliono fare per dare un futuro alla Multiservizi e per salvaguardare i livelli occupazionale" scrivono in una nota gli esponenti di Fdi-An Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio e Andrea De Priamo, vicepresidente dell'Assemblea Capitolina, Maurizio Politi e Francesco Figliomeni, consiglieri capitolini e Rachele Mussolini, Lista Civica 'Con Giorgia'. 

"E' inaccettabile e suona di presa in giro per migliaia di lavoratori" le parole del consigliere capitolino del Pd Marco Palumbo. "Il nuovo cambio di date, dopo rassicurazioni e promesse, somiglia ad indegna e irresponsabile melina. Dalle promesse della campagna elettorale fino alle rassicurazioni della possibile internalizzazione in Ama in un anno i 5Stelle e l'amministrazione Raggi sono riusciti solo a distribuire parole al vento. Nonostante fossero bene a conoscenza delle scadenze relative alla società Multiservizi ancora non sono riusciti ad elaborare un piano dignitoso per la società e i lavoratori che metta in sicurezza sui livelli occupazionali".

Circa 4 mila lavoratori attendono di capire quale sarà il loro futuro. I lavoratori dell'azienda che si occupa di global service scolastico e di manutenzione del verde, partecipata al 51% da Ama, sono molto preoccupati per il proprio futuro. Chiedono la trasformazione di Roma Multiservizi in partecipata di primo livello mentre temono che la gara a doppio oggetto a cui sta lavorando l'assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, non riesca a tutelare tutti i posti di lavoro. Lo stesso assessore, però, in più occasioni, ha dichiarato che la prima strada è resa impossibile dalla legge Madia (a differenza di quanto espresso nell'ottobre scorso dall'ex assessora all'Ambiente Paola Muraro). 

Intanto dall'Unione sindacale di base arriva una proposta. "Basta con lo spezzettamento delle attività e la frammentazione degli stessi servizi in capo a mille aziende diverse" afferma Fabiola Bravi della Federazione USB di Roma. "Con la riorganizzazione della Multiservizi abbiamo finalmente la possibilità di far tornare servizi e lavoratori alle società di appartenenza. La nostra proposta è semplice e perfettamente percorribile in base alle normative vigenti: ogni ramo di attività che oggi è in capo alla Multiservizi e che invece dovrebbe appartenere ad Ama, che si occupa del ciclo dei rifiuti, o ad Atac che si occupa di Mobilità, ecc. deve essere reinternalizzato nell'azienda di competenza". Conclude: "In questo modo si risparmierebbe sulla voce profitti che pesa attualmente sul bilancio della Multiservizi, pubblica soltanto per metà, e si ristabilirebbe un principio di gestione unitaria dei servizi che afferiscono alla stessa attività. Il ritorno per la città sarebbe innegabile ed anche per i lavoratori finalmente si uscirebbe da questa situazione di continua incertezza". 

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