"Via twitter non si multa nessuno: serve sempre il vigile"

L'Avvocatura del Campidoglio chiarisce l'utilizzo dei social network. Il valore della segnalazione via social è lo stesso di una telefonata. Ad accertare e sanzionare la violazione segnalata, per quanto circostanziata, puo' essere il vigile

Twitter come una qualsiasi telefonata fatta ai vigili per segnalare violazioni di ogni tipo e in particolare auto in doppia fila. L'Avvocatura del Campidoglio, su richiesta del comando di via della Consolazione, definisce i contorni dell'utilizzo delle cosiddette multe social chiarendo, di fatto, quella che è sempre stata la prassi da quando il comandante Raffaele Clemente ha chiesto ai cittadini di segnalare a colpi di cinguetii le trasgressioni. Le multe sono valide solo se fatte dal vigile. E così è sempre stato sinora. La foto inviata alla Polizia Locale non ha nessun valore e non può bastare di suo per far scattare la multa.

A cosa serve quindi twitter? Lo chiarisce una circolare inviata ai comandi dei vari corpi, nella quale si legge il parere dell'avvocatura: "Le segnalazioni di un illecito amministrativo effettuate dai cittadini devono essere intese esclusivamente come un impulso all'attività istruttoria degli organi adetti e non un fatto per certo cui possa seguire direttamente il provvedimento sanzionatorio, quand'anche le stesse siano circostanziate e rese per iscritto ovvere prese a verbale dall'organo procedente". Tradotto: ok la segnalazione, ma serve il vigile che vede e sanziona.

Anche quando c'è la foto, c'è il testimone, insomma anche quando l'illecito è talmente evidente da far gridare allo scandalo? La risposta sempre nella direttiva: "la segnalazione di un illecito da parte di privati ove contenga elementi dettagliati quali giorno, mese, anno, ora e luogo preciso, oltre alle generalità di colui che ha contestato il presunto illecito e sia circostanziata ad esempio con l’indicazione di testimoni, obbliga comunque gli agenti ad attivarsi per verificare la fondatezza della stessa". Insomma: il vigile deve andare sul posto.

Quindi traducendo ancora meglio, e una volta per tutte, la funzione di twitter: ha lo stesso valore di una semplice telefonata fatta ai vigili urbani.

La direttiva non affronta la questione privacy. A questo però ci ha già pensato il comandante Raffaele Clemente. Chi segue il profilo twitter della polizia municipale e del comandante stesso da settimane assiste, quando viene postata una foto, alla richiesta di cancellazione della foto stessa, con tanto di link della policy del servizio in merito alla privacy, dove si legge: "Occorre dire che la diffusione online, senza i presupposti di legge, di un dato personale, quale la foto della targa di un’auto in sosta irregolare o che ritragga i passeggeri della medesima, o passanti sulla pubblica via, potrebbe configurare una violazione delle norme sulla protezione dei dati personali".

Per questi motivi i 'social vigili' invitano "a non postare fotografie o video o altri contenuti multimediali con targhe di veicoli in sosta irregolare o abbandonati, fotografie o video in cui siano ritratti passeggeri dei veicoli o passanti; a non riportare mai nel tweet le targhe dei veicoli. Questi elementi non sono necessari per la presa in carico della segnalazione".

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