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Guanti e mascherine abbandonati, Raggi firma l'ordinanza: "Multe tra i 25 e i 500 euro"

La sindaca ha firmato un'ordinanza sindacale. Vietato l'abbandono dei dispositivi di protezione individuale

Annunciata in diretta tv da Giletti domenica 17, la sindaca Raggi ha firmato l'ordinanza con cui i vigili potranno sanzionare chi abbandona i dispositivi di protezione individuali, ovvero guanti e mascherine. 

Un'ordinanza che si articola in due punti. Da un lato "il divieto di abbandono dei dispositivi di protezione individuale (DPI) usati (guanti, mascherine, etc) sul suolo pubblico (marciapiedi, strade, piazze, parchi e ville storiche, spiagge ed arenili, aree golenali del Tevere, etc.) nel territorio di Roma Capitale". Dall'altro le sanzioni: "L'abbandono di DPI è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 25,00 ad un massimo di euro 500,00".

Dal 4 maggio, giorno dell'avvio della cosiddetta fase 2, strade, marciapiedi, giardini e parchi, si sono riempiti di mascherine e guanti. Nei giorni scorsi l'istituto superiore di sanità ha spiegato come smaltire correttamente i cosiddetti Dpi. 

Per le attività lavorative i cui rifiuti sono già assimilati ai rifiuti urbani indifferenziati, mascherine e guanti monouso saranno smaltiti come tali. Per le altre attività si seguiranno le regole vigenti secondo i codici già assegnati. Si raccomanda, in ogni caso, di non gettare i guanti e le mascherine monouso in contenitori non dedicati a questo scopo, quali, per esempio, cestini individuali dei singoli ambienti di lavoro, cestini a servizio di scrivanie o presenti lungo corridoi, nei locali di ristoro, nei servizi igienici o presenti in altri luoghi frequentati e frequentabili da più persone, ma gettarli negli appositi contenitori.

I contenitori - prosegue l'Iss - dovrebbero preferenzialmente essere situati in prossimità delle uscite dal luogo di lavoro, per prevenire percorrenze di spazi comuni (corridoi, scale, ascensori) senza mascherina/guanti e senza possibilità del distanziamento fisico. Si raccomanda di adottare contenitori o comunque soluzioni che minimizzino le possibilità di contatto diretto del lavoratore che si disfa della mascherina o del guanto con il rifiuto e il contenitore stesso. I contenitori dovranno essere tali da garantire un’adeguata aerazione per prevenire la formazione di potenziali condense e conseguente potenziale sviluppo di microrganismi, e collocati preferibilmente in locali con adeguato ricambio di aria e comunque al riparo da eventi meteorici.

Il prelievo del sacco di plastica contenente i rifiuti in oggetto dovrà avvenire solo dopo chiusura dello stesso e ad opera di personale addetto. Si raccomanda che, prima della chiusura del sacco, il personale dedicato provveda al trattamento dell’interno del sacco mediante spruzzatura manuale (es. 3-4 erogazioni) di idonei prodotti sanificanti. I sacchi opportunamente chiusi con nastro adesivo o lacci saranno assimilati a rifiuti urbani indifferenziati, conclude l'Istituto superiore di sanità.

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