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A Roma deliberare tu non puoi, ma governala se puoi con le mozioni

Da una strada intitolata a Franco Califano alla legalizzazione delle droghe leggere passando per una funivia sul Tevere fino alla sospensione degli sfratti. E' la Roma disegnata dalle mozioni approvate dal Consiglio comunale

Dalla legalizzazione delle droghe leggere all'assunzione di un gruppo di operatori Ama che dovevano avere uno stipendio già dal 2011 arrivando a quella dei vincitori del concorso per storici dell'arte e guide turistiche. E ancora. Stop agli sfratti e chiusura del Cie di Ponte Galeria. Se sulla cima del Campidoglio le delibere da discutere e approvare si contano sulle dita di una mano, in Aula Giulio Cesare la discussione sulle mozioni è fiorente e tocca gli argomenti più disparati. Mozioni, atti di indirizzo politico, importanti espressioni dell'Assemblea Capitolina che indicano la strada al sindaco e alla sua giunta su determinate questioni. Ma che Roma sarebbe la Roma delle mozioni?

Prima di tutto 'antiproibizionista'. Il documento è di ieri: spingere a livello nazionale per la legalizzazione della produzione e della distribuzione delle droghe leggere. La mozione è passata seppur l'ondata antiproibizionista non è stata raccolta in pieno dalla maggioranza, in particolare il Pd che in parte ha votato a favore, in parte si è astenuta e in parte ha proprio votato contro la proposta del gruppo di Sel. Ma non solo droghe leggere. Solo nella giornata di ieri il Consiglio si è espresso, impegnando il sindaco e la sua giunta, a favore dell'assunzione dei vincitori del concorso per la professione di curatore storico dell'arte, funzionario biblioteche, archeologo e restauratore conservatore; a favore della verifica del rispetto delle normative contrattuali nelle cooperative sociali che prestano servizi in appalto per Roma Capitale; a favore di un intervento presso la Regione Lazio affinché garantisca l'accesso ai servizi sanitari, la funzionalità degli ospedali e dei pronto soccorso.  

Nella Roma delle mozioni i rapporti turistici con la Mongolia sono fiorenti. Nella stessa città le due sponde del Tevere sono collegate per via 'aerea' da una funivia che collega il quartiere della Magliana con la stazione della metro B all'Eur e il Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria chiuso. Nella Capitale delle mozioni dal 2015 gli anziani sopra i 70 anni possano viaggiare gratis sui mezzi di trasporto capitolini mentre per tutti gli altri utenti tornano i bigliettai sui mezzi pubblici. E ancora le complanari sicuramente non saranno a pagamento mentre nelle edicole si vendono snack e bibite.

Nella Roma delle mozioni lo storico Caffè della Pace non rischierebbe lo sfratto che ancora pende sul locale dietro a Piazza Navona mentre stesso provvedimento verrebbe messo in atto per il costruttore Scarpellini che affitta alcuni palazzi al Campidoglio. E sempre contro gli sfratti, questa volta in campo abitativo, si era espressa una mozione approvata nel novembre scorso. Fare pressione sul Governo per dare avvio a politiche strutturali sul tema della casa. Rendere effettiva la commissione graduazione sfratti. Avviare un monitoraggio degli immobili pubblici che potrebbero essere utilizzati per le famiglia in disagio abitativo. Combattere “la piaga” dei contratti d'affitto 'a nero'. A livello capitolino però la mozione non ha sortito gli effetti sperati da quanti si sono espressi a favore.

Anche alcuni quartieri di Roma sono stati 'toccati' dalle mozioni. Tra gli esempi Grotte Celoni dove i cittadini si stanno opponendo alla densificazione di un Piano di Zona, quartiere dove sorgono case da affittare o vendere a canone agevolato. Una mozione chiede una verifica urbanistica del progetto. Oppure la zona dell'ex Snia al Pigneto. Se il documento approvato in Aula Giulio Cesare avrà riscontro, i cittadini dello storico quartiere popolare si ritroveranno nelle loro disponibilità un parco con laghetto per le scampagnate. Una mozione infatti chiede di espropriare una porzione di terreno, attualmente di proprietà di un costruttore romano, per rendere la zona accessibile ai cittadini. Magari con una strada o una piazza dedicata al cantautore romano Franco Califano. Già perché nella Roma delle mozioni c'è spazio anche per il grande Califfo. Chiamatele se volete mozioni... Tutto il resto è noia.

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