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Assalto alla Raggi, l'opposizione (in asse con De Vito) tenta la spallata: presentata la sfiducia a Calabrese

Fratelli d'Italia e Partito Democratico hanno richiesto di revocare le deleghe all'assessore Pietro Calabrese

Doppia mozione per chiedere di revocare le deleghe all’assessore Pietro Calabrese. Fratelli d’Italia e Pd provano a dare la spallata alla Sindaca. 

In Campidoglio si cerca la spallata per far saltare la giunta

La doppia sfiducia e la posizione di De Vito

La doppia “sfiducia”è subito stata portata all'attenzione dei capigruppo e la sua discussione è già stata calendarizzata per la data di martedì 13 aprile . D'altra parte l'intenzione di farvi ricorso era già stata annunciata da Marcello De Vito, il primo candidato sindaco del M5s in Comune. L'attuale presidente dell'Assemblea capitolina, tra l'altro, non ha fatto mistero neppure della sua intenzione di votarle. A meno che, nel frattempo, la Giunta non proceda ad accogliere la richiesta già approvata in Aula Giulio Cesare e che prevede la sospensione delle ZTL almeno fino al 30 aprile. Vale a dire fino a che, in città, resterà la zona “arancione”. 

Le deleghe da ritirare

“La volontà dell'aula è sovrana e l'indirizzo amministrativo votato non può essere ignorato” ha sottolineato il PD capitolino, annunciando la sfiducia a Pietro Calabrese. All’Assessore che non ha voluto prendere in considerazione la decisione scaturita dall’Assemblea capitolina, viene imputato un atteggiamento che configura “una grave violazione dello Statuto di Roma Capitale in spregio alle regole democratiche”. Per questo, alla Sindaca, è stato chiesto di revocarne le deleghe. Anche quella di Vicesindaco che, Calabrese, ha acquisito con l'ultimo rimpasto di Giunta. Dello stesso tenore è la sfiducia presentata da Fratelli d'Italia che, al pari del PD, considera “la mancata attuazione di quanto approvato dall'Assemblea capitolina” una “grave violazione dei compiti e delle funzioni della Giunta". E che in più chiede la revoca di Calabrese perchè “le poltiche sulla mobilità di Roma Capitale” sono considerate "del tutto inadeguate alle esigenze della città di Roma”.

Perchè la Sindaca non firma l'ordinanza sulla ZTL

Per accogliere le richieste dell’opposizione e di Marcello De Vito, che hanno votato per lo spegnimento dei varchi elettronici, la Sindaca dovrebbe firmare una nuova ordinanza. Un atto che però finirebbe per esporla alle critiche di quanti, come il presidente della commissione mobilità Enrico Stefàno, si sono espressi sempre a favore dell’utilizzo delle videocamere per regolare il flusso veicolare nelle strade del Centro storico, di Trastevere e San Lorenzo. Una nuova ordinanza di sospensione delle ZTL finirebbe quindi per acuire lo strappo con la cosiddetta “fronda”: gli eletti in Comune, tra le file del M5s, che sono contrari alla ricandidatura di Virginia Raggi. Un gruppo di cui fa parte appunto Enrico Stefàno.

I numeri della maggioranza e la spallata dell'opposizione

La necessità di ricucire i rapporti con la “fronda” si è reso necessario per consentire alla maggioranza di avere ancora i numeri per governare l’Aula Giulio Cesare, visto i recenti addii. Sono state cinque le consigliere pentastellate che hanno infatti lasciato il M5s capitolino. Due in meno di due mesi (Agnese Catini e Simona Ficcardi). Ora, quindi, il gruppo pentastellato in Assemblea Capitolina, sindaca inclusa, può contare sullo stesso numero di consiglieri dell’opposizione. Da qui l’intenzione di muovere la spallata decisiva. Con due mozioni che chiedono lo spegnimento delle ZTL o il ritiro delle deleghe a Calabrese, un fedelissimo della Sindaca. Raggi può decidere di non dare seguito alla mozione. Ma questo spalancherebbe le porte alla possibilità di presentare una mozione di sfiducia verso la stessa sindaca. La situazione è delicata, l’opposizione lo sa e tenta il colpaccio.
 

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