Politica

Discariche, il no del Consiglio provinciale di Roma su Quadro Alto

Il consiglio provinciale ha approvato la mozione con la quale esprime la sua contrarietà ad aprire la nuova discarica dei rifiuti a Qaudro Alto

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

No dal Consiglio Provinciale di Roma alla scelta del Commissario di individuare a Quadro Alto, nel Comune di Riano, il sito per la nuova discarica di Roma. E’ stata infatti approvata la mozione presentata dal Partito democratico e firmata dai gruppi della maggioranza. A darne notizia, in una nota, il primo firmatario della mozione e capogruppo del Pd Emiliano Minnucci. “A Quadro Alto – spiega - per dimensioni e volumetrie del sito, si rischia di riprodurre il modello di una mega discarica, mentre l’obiettivo iniziale, condiviso da tutte le istituzioni e dal Commissario, era  di non ricreare una nuova Malagrotta ma puntare su un ciclo più innovativo e sostenibile per la gestione dei rifiuti. La scelta di un sito di piccole dimensioni e di breve durata avrebbe responsabilizzato e confermato la volonta' delle istituzioni di aumentare la raccolta differenziata e mettere a regime gli impianti di Tmb (trattamento meccanico biologico) già realizzati a Roma".  

"In questo quadro – prosegue - la Provincia di Roma ha anche ripetutamente chiesto lo sblocco dei 135 milioni di euro stanziati dalla Regione a dicembre dello scorso anno, per sostenere la raccolta differenziata porta a porta. La mozione approvata oggi – sottolinea il capogruppo dei democratici – sollecita perciò anche l’attivazione degli impianti di TMB per interrare solo gli scarti resi inerti e sollecita la Regione Lazio affinché renda disponibili i 135 milioni di euro stanziati per incrementare la percentuale di raccolta differenziata. Da tempo, la Provincia di Roma - aggiunge - aveva lanciato l’allarme alle istituzioni competenti, con un atteggiamento improntato alla massima collaborazione, al fine di scongiurare la cosiddetta emergenza rifiuti. In particolare – continua - con l'obiettivo di chiudere la  discarica di Malagrotta aveva avanzato alla Regione Lazio proposte alternative secondo quell’obiettivo di sostenibilità che a parole tutti dicono di condividere".

"Le ripetute sollecitazioni della Provincia ad agire tempestivamente, non hanno tuttavia trovato riscontro. Al contrario –  riprende Minnucci - si è cercato di scaricare sui Comuni del quadrante Nord della provincia i problemi irrisolti della Capitale. Il Comune di Roma ha perso tre anni a cercare in giro per il Lazio siti idonei. Si era parlato addirittura di Allumiere, distante 70 chilometri. Tutto ciò mentre Malagrotta veniva saturata con l’interramento di rifiuti non trattati, visto che gli impianti di TMB sono stati attivati solo da poco tempo e la raccolta differenziata a Roma è ferma intorno al 20%. Eppure – ribadisce Minnucci – l’esempio della Provincia di Roma fa comprendere quanto politiche ambientali lungimiranti possano trovare reale applicazione e incidere nella vita di centinaia di migliaia di cittadini. Per quanto riguarda la raccolta differenziata 'Porta a Porta', dal giugno 2008 ad oggi, la Provincia ha finanziato progetti per 56 Comuni, per una popolazione coinvolta, di circa 857mila abitanti e circa 24 milioni di euro investiti".

"L’obiettivo è di coinvolgere un milione di abitanti entro il 2012. A questi risultati si  aggiungono i finanziamenti della Provincia di Roma per 35  centri di raccolta e 4 impianti di compostaggio: Anguillara Sabazia, X Comunità Montana, Velletri, Gallicano nel Lazio. La scelta di Quadro Alto - conclude Minnucci - rappresenta invece un fallimento per le istituzioni politicamente ed amministrativamente competenti, ovvero Regione Lazio e Comune di Roma che hanno deciso di abdicare al proprio ruolo, rimettendo di fatto la decisione nelle mani del Commissario governativo”.

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