Lunedì, 22 Luglio 2024
Politica

Il Movimento 5 Stelle perde altri pezzi. Salutano tre consiglieri municipali che passano al gruppo misto

Gli addii arrivano dopo il passaggio a Forza Italia dei consiglieri regionali Della Casa e Colarossi

Il terremoto è ancora in corso e sembra non volersi fermare. È fuga dal Movimento 5 Stelle a Roma e nel Lazio, con la compagine grillina che perde pezzi ormai con cadenza settimanale. Che il partito fondato da Beppe Grillo fosse una polveriera era risaputo da tempo. Già dalla metà di agosto si vociferava di possibili passaggi di rappresentanti grillini nel partito di Tajani. Dopo l’ingresso tra i forzisti dei consiglieri regionali Roberta Della Casa  e Marco Colarossi, avvenuto ufficialmente oggi, venerdì 1 settembre, gli smottamenti si sono spostati sui municipi con tre consiglieri che hanno detto addio al Movimento 5 Stelle.

Tutti nel gruppo misto

Lorenzo Saputi, IV municipio, Matteo Bruno, VIII municipio, e Alessandro Galletti, XII municipio, hanno presentato richiesta di entrare nel gruppo misto. I motivi sono praticamente gli stessi che avrebbero spinto Roberta Della Casa a passare in Forza Italia: il Movimento 5 Stelle è ormai troppo schiacciato sulle posizioni del Pd.

I consiglieri municipali, in una nota congiunta, hanno parlato di una scelta “maturata negli ultimi mesi”, alla faccia di chi accusava RomaToday di raccontare maldipancia e malumori che non ci sarebbero mai stati. La bomba è infine esplosa in seguito, dicono i consiglieri, “alla direzione intrapresa dalla dirigenza del Movimento 5 Stelle che ha confermato la volontà di non voler condividere le fondamentali scelte politiche con i portavoce locali e gli attivisti”.

Gli accordi con il Pd

Non si digeriscono i continui contatti con il Pd, il partito che un tempo era quello di Bibbiano e che oggi, invece, sembra essere diventato, per una parte dei grillini, un interlocutore affidabile. “La continua ricerca di accordi con il PD - rilevano gli orami ex consiglieri grillini - ci trova in assoluto disaccordo. Nessuno ha deciso questo apparentamento che, secondo noi, porterà alla fine del Movimento. Il timore è che l'attuale governance abbia rivolto le proprie mire alla distruzione di quello che negli anni molti attivisti hanno creato. Siamo stanchi di assistere ad una morte annunciata senza prendere posizione”.

Conte accentratore

C’è anche il problema di un Giuseppe Conte che avrebbe accentrato su di sé tutti i poteri e, di conseguenza, anche le scelte e le linee politiche, mettendo da parte quel concetto di democrazia diretta, dell’”uno vale uno” tanto caro a Beppe Grillo. A dirlo sono Galletti, Bruno e Saputi che parlano dell’”assenza di un progetto condiviso comune, la mancanza di spazi democratici interni dove potersi confrontare e l'atteggiamento ostile dimostrato nei confronti di alcuni eletti”. Una tesi che era stata sostenuta anche da Roberta Della Casa ma che era stata rigettata dalla capogruppo in assemblea capitolina e coordinatrice del M5S a Roma e in provincia, Linda Meleo.

Altri addii all’orizzonte?

Nei corridoi della politica romana si susseguono le voci che vorrebbero un proseguimento della diaspora grillina che potrebbe contagiare anche l’assemblea capitolina. Un’eventualità scartata dal consigliere Daniele Diaco: “Per quanto mi riguarda non ho alcuna intenzione di cambiare – dichiara a RomaToday – rimango nel Movimento 5 Stelle per portare avanti il nostro programma e contribuire al progetto di Giuseppe Conte. Questa è casa mia. Ognuno è responsabile delle proprie azioni”. Secondo Diaco, le motivazioni dei fuoriusciti sono “pretesti, si abbandona la nave del Movimento per scopi personali. Quando c’è un progetto importante che viene abbandonato, in modo repentino, allora vuol dire che nella testa di qualcuno c’era già un obiettivo ben preciso. Io ritengo una condotta del genere veramente deplorevole. È un tradimento nei confronti di tutte quelle persone che hanno riposto fiducia nei 5 Stelle. È un tradimento verso Conte, che sta facendo un lavoro straordinario, così come verso Paola Taverna e Linda Meleo. Serve rispetto del lavoro e gioco di squadra, cosa che certi personaggi non sanno fare”.

Anche Stefano Rosati, consigliere municipale del IV Municipio, afferma a RomaToday che non seguirà le orme di Saputi: “resto al mio posto continuando il mio lavoro e rimanendo fedele al mandato degli elettori”.

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