Casa, l'emergenza romana sul tavolo del governo: oggi l'incontro al ministero delle Infrastrutture

Intanto proseguono gli incontri in Prefettura sul piano sgomberi. Ma le alternative ancora non ci sono

Immagine di repertorio

Dopo la protesta di mercoledì davanti alla sede del Pd al Nazareno, per i movimenti per il diritto all’abitare romani e per i sindacati di base oggi è stata la volta del ministero delle Infrastrutture guidato dalla neo ministra dem Paola De Micheli. Nel pomeriggio una delegazione formata da esponenti dei movimenti e dei sindacati degli inquilini Asia Usb e Unione Inquilini è stata ricevuta dal capo di gabinetto e dal segretario del ministero. 

“È giunta l’ora della svolta” lo slogan che ha portato decine di persone, tra cui anche molte realtà provenienti da altre città italiane, nel piazzale di Porta Pia per chiedere al governo giallorosso un segno di “discontinuità” sulle politiche abitative del Paese. Diverse le richieste poste all'ordine del giorno: dall'avvio di un piano per l'edilizia residenziale pubblica che sia in grado di dare una risposta al disagio abitativo della capitale e del Paese ad uno stop agli sgomberi passando per l'abolizione dei decreti sicurezza e per la soppressione dell'articolo 5 del piano Casa del governo Renzi che vieta la residenza anagrafica a chi non è in grado di dimostrare un affitto regolare o un titolo di possesso dell’abitazione.

"L'incontro di oggi è servito a esporre le nostre richieste e ci è stata ribadita l'intenzione dell'attuale governo di avviare un piano casa", spiega Margherita Grazioli dei movimenti per il diritto all'abitare. "Al tavolo di oggi è stato preso l'impegno di coinvolgere anche il ministero dell'Interno" più direttamente interessato nella questione del piano sgomberi sul tavolo della Prefettura di Roma. "Aspettiamo la prossima convocazione per verificare se quanto detto avrà un seguito".
Il tavolo di oggi segna un ulteriore passaggio verso il coinvolgimento del governo nazionale per fare fronte al disagio abitativo capitolino.

Una volontà espressa anche dall'assessore regionale alle Politiche Abitative, Massimiliano Valeriani, che nei giorni scorsi ha fatto sapere di essere in attesa di una convocazione da parte del ministero dell'Interno per portare la 'questione romana' all'attenzione del governo nazionale. Lo hanno chiesto anche i movimenti per il diritto all'abitare che mercoledì hanno strappato con una protesta davanti alla sede nazionale del Pd in via del Nazareno un incontro con Nicola Zingaretti, "governatore del Lazio e segretario del partito alla guida del Paese", che si terrà il prossimo 28 ottobre. Contestualmente, questa la richiesta dei vertici dem nazionali, dovrebbe partire anche un tavolo con l'assessore regionale (che oggi però non era presente al tavolo del ministero) che affronti in maniera più sistematica la questione.  

Intanto il programma dei 23 sgomberi messo nero su bianco dalla prefetta di Roma Gerarda Pantaleone nel luglio scorso prosegue, anche se con il cambio di governo le istituzioni locali hanno garantito che si prenderanno il tempo necessario a individuare le alternative abitative a quanti vivono nei palazzi occupati a differenza di quanto accaduto il 15 luglio scorso con lo sgombero dell'ex scuola a Primavalle. Per il momento l'obiettivo non è ancora stato raggiunto. In meno di una settimana in prefettura si sono tenuti ben due incontri: uno venerdì 11 e l’altro giovedì 17 ottobre al quale hanno preso parte sia l’assessore regionale alle Politiche Abitative, Massimiliano Valeriani, sia la ‘collega’ capitolina, Valentina Vivarelli. Secondo quanto apprende Romatoday, sul piatto delle alternative oltre al contributo all’affitto da 516 euro hanno fatto la loro comparsa anche una ventina di immobili delle Ipab che il comune sarebbe intenzionato a mettere a disposizione.

Un passo avanti anche se ben lontano dall’essere sufficiente dal momento che in cima alla lista c’è l’occupazione di viale del Caravaggio nella quale vivono circa 127 famiglie, per un totale di oltre 350 persone. Come se non bastasse il buono casa varato ad agosto dalla giunta Raggi non sta dando i risultati sperati e, ad oggi, anche se non sono disponibili numeri ufficiali, quasi nessuna famiglia sgomberata con la forza da via di Cardinal Capranica è riuscita a trasferirsi in una casa vera. L’ottantina di persone che ha accettato la proposta comunale vive ancora nei centri di accoglienza con non pochi disagi nella vita quotidiana, a partire dalla continuità scolastica dei bambini, e un costo a persona di poco meno di 20 euro al giorno, più di 500 euro al mese a persona. Per una famiglia di 4 persone si tratta di oltre 2200 euro al mese spesi per soluzioni emergenziali e temporanee che stanno erodendo quel ‘tesoretto’ da un milione di euro messo sul tavolo della Prefettura dalla Regione Lazio proprio per individuare alternative. 

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