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Nonna Roma a stazione Conca d'Oro

Nonna Roma a stazione Conca d'Oro

Troppi morti per freddo sulle strade di Roma: "Raggi apra le stazioni metro"

La richiesta in una mozione approvata dall'Assemblea Capitolina e in una petizione lanciata da Nonna Roma. Sabato sera il sit in a stazione Conca d'Oro: "Non si muore per il gelo si muore di indifferenza"

Aprire le stazioni metro per offrire un ricovero notturno ai senzatetto della città e strapparli alla morsa del gelo che per le strade di Roma ha già mietuto nove vittime. E’ questa la richiesta indirizzata alla sindaca Virginia Raggi che arriva dall’Aula Giulio Cesare e dalle associazioni da sempre vicine ai più fragili. 

Stazioni metro aperte di notte per i senzatetto: la mozione urgente a Raggi

Nell’ultima seduta l’Assemblea Capitolina ha votato la mozione urgente scritta da Stefano Fassina (Sinistra X Roma) e Pd, appoggiata anche dai consiglieri di centrodestra e alcuni del M5s (una parte si è astenuta ndr.), per l'apertura delle stazioni metro ai senza fissa dimora

“Non possiamo rimanere indifferenti alle morti che possiamo evitare. Sono ricoveri di emergenza, ne siamo consapevoli, ben lontani da una soluzione strutturale del vasto problema, ma almeno ora, soprattutto in piena pandemia, salviamo chi è costretto a vivere in strada" - ha commentato Fassina. "Dopo le morti avvenute in questi giorni non si può continuare rimanere immobili. L'apertura straordinaria delle stazioni della metropolitana è un atto di rispetto e di aiuto verso coloro che cercano rifugio dal gelo delle ore notturne. Dopo il voto in Assemblea Capitolina la sindaca - ha aggiunto il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi - non può restare impassibile ma deve intervenire con celerità per impedire ulteriori vittime tra i senza fissa dimora".

La petizione per l’apertura delle stazioni metro di notte

Lo chiedono anche le oltre mille persone che hanno aderito all’appello di Nonna Roma, l’associazione che si batte per i diritti di tutti e chiede l’universalità del welfare sociale. Sabato la manifestazione a stazione Conca d’Oro, l’ex capolinea della metro B1 dove la sera si accampano decine di persone in cerca di riparo. "Non si muore per il gelo si muore di indifferenza" - hanno sottolineato i manifestanti. 

Il gelo miete vittime: a Roma nove morti in due mesi 

“Le temperature a Roma torneranno a scendere. Negli ultimi tre mesi sono morti per strada già 9 senzatetto. Morti annunciate ed evitabili, perché l’arrivo del freddo e dell’inverno ogni anno non può essere considerata un’emergenza. Nonostante la pandemia abbia reso più difficile la tutela e l’accoglienza di chi non ha una casa nella nostra città, nonostante gli appelli delle associazioni e dei volontari tutti i giorni in prima fila, constatiamo che l’amministrazione comunale non è stata in grado di mettere in campo misure straordinarie, a cominciare dal ricovero notturno nelle stazioni nei giorni dove le temperature sono più rigide. Azioni di natura umanitaria che non risolvono il problema del diritto all’abitare, della presa in carico dei più fragili e l’accoglienza delle e dei migranti in transito o delle e dei richiedenti asilo, ma che almeno - hanno detto - possono salvare delle vite umane”. “In mancanza di altri tipi di accoglienza - hanno aggiunto Marta Bonafoni e Danilo Grossi, rispettivamente Presidente e coordinatore del movimento POP - ci sembra il minimo destinare le stazioni della metro al ricovero notturno”. 

Il circuito di accoglienza del Comune: mille posti e pasti caldi

Una soluzione tampone che potrebbe aggiungersi all’articolato sistema di servizi per le fragilità messo in piedi dal Comune di cui fanno parte mense sociali e strutture di accoglienza, sia del circuito “ordinario” (attivo tutto l’anno) che di quello messo in campo per le emergenze climatiche. Nelle strutture finanziate da Roma Capitale sono 1065 i posti attivi per l’accoglienza di persone senza fissa dimora, 40mila al mese i pasti erogati ai quali si aggiungono i 25mila consegnati a domicilio a persone in condizioni di estrema fragilità: il tutto attraverso un investimento complessivo di oltre 15 milioni di euro. “Con l’emergenza da Covid-19 e l’arrivo dei mesi più freddi dell’anno abbiamo messo in campo una serie di azioni mirate per l’accoglienza e la tutela di chi, in questo momento delicato per tutti, si trova nelle condizioni di maggiore fragilità. L’impegno di Roma Capitale per sostenere in modo sempre più rilevante le persone senza dimora è costante e non è mai venuto meno, andando ad incrementare così sempre di più i servizi sul nostro territorio” - ha detto l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, Veronica Mammì. Ma a fronte del dramma che si consuma per le strade della città occorre fare di più. 

Nei giorni scorsi anche la Comunità di Sant’Egidio, reputando il sistema di accoglienza di Roma Capitale, “insufficiente” aveva avanzato la proposta di aprire gli alberghi chiusi causa covid-19 per accogliere i clochard. 
 

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