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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica Monterotondo

Elezioni comunali, Varone vince al primo turno e Monterotondo si conferma roccaforte "rossa"

Battuto il candidato del centrodestra, Simone di Ventura, dopo l'emozionante ballottaggio avvenuto nel 2019

Il ballottaggio sembrava inevitabile. Monterotondo, invece, si è confermata ancora una volta la roccaforte rossa della provincia di Roma. Dopo essere stata, a febbraio del 2023, l’unica città sopra i 15 mila abitanti dove l’attuale governatore del Lazio, Francesco Rocca, non aveva vinto nei confronti di Alessio D’Amato, il centro della Sabina ha riconfermato al primo turno il sindaco uscente del Pd, Riccardo Varone. Una città, medaglia d’argento per la resistenza partigiana, che andrebbe studiata dai politologi.

Riccardo Varone sindaco di Monterotondo

Cinque anni fa, Varone si era imposto al ballottaggio contro il candidato del centrodestra, Simone di Ventura, con un distacco di appena 492 voti. Una vittoria striminzita per gli standard del centrosinistra di Monterotondo. Del resto, Varone aveva preso in mano una situazione difficile. L’allora sindaco Mauro Alessandri, ad inizio 2018, aveva lasciato Palazzo Orsini per entrare nella giunta regionale di Nicola Zingaretti come assessore ai lavori pubblici. C’era quindi stato un interregno del vicesindaco Lupi ma, ovviamente, gli elettori non avevano gradito questo addio anticipato.

Questa volta, dopo cinque anni di governo, le cose sono andate diversamente. Varone, sostenuto da Partito democratico, Avs, Rete democratica, Voglio vivere così, Demos, Azione +Europa e Italia Viva ha vinto al primo turno con il 53,40% delle preferenze, totalizzando 10.881 voti. Un balzo in avanti di circa 1.500 voti rispetto al 1° turno del 2019. Si è invece fermato al 37,53% il candidato del centrodestra, Simone Di Ventura, sostenuto da FdI, Monterotondo Bene comune, Forza Italia, Lega, Monterotondo Scalo conta, Unione civica eretina e Polo civico. 7.647 voti in totale, circa 200 in meno rispetto al primo turno di cinque anni fa. Nota stonata il dato sull'affluenza, ferma ad appena il 65,26%, in calo di tre punti rispetto al 2019. 

Monterotondo roccaforte rossa

Quello che colpisce, però, è il confronto con le elezioni europee 2024. Gli elettorali del Pd, ad esempio, si sono dimostrati fedeli: 5.002 voti per le europee e 4911 alle comunali, nonostante la presenza di numerose liste civiche. Indicativo, invece, il dato di Fratelli d’Italia: 6.500 voti alle europee (33,20%) salvo passare a 3.341 voti alle comunali (16,98%). Certo, molti voti sono andati alle liste civiche della coalizione ma l’emorragia di preferenze è evidente. La macchina elettorale della sinistra eretina ha funzionato ancora una volta, così come ha funzionato la scelta dei candidati consiglieri nelle varie liste a supporto del nuovo sindaco.

E pensare che Di Ventura le aveva tentate tutte per vincere, portando avanti una campagna elettorale tenace e, a volte, anche molto dura. Anche vari big di partito, da Tajani a Gasparri passando per il governatore del Lazio, Francesco Rocca, si erano spesi per lui in campagna elettorale. Varone aveva risposto con Elly Schlein e Roberto Gualtieri. Però, visti i risultati soprattutto di FdI in tutta Italia, all’apertura dei bussolotti avvenuta alle 14 di lunedì 10 giugno, in pochi si aspettavano un risultato del genere.

Risultati partiti - elezioni amministrative 2024 Monterotondo

C’è, ovviamente, chi parla di “clientelismo rosso” visto che, dal dopoguerra ad oggi, Monterotondo non ha mai cambiato bandiera. Si diceva lo stesso, però, per tante altre città italiane che, alla fine, “sono cadute” travolte da quella che ormai tutti definiscono come l’”onda nera”. Nella città eretina, insomma, il centrosinistra resiste e conferma, inoltre, quando il lavoro sui territori sia più importante di slogan e post su facebook.

Scomparso il Movimento 5 Stelle

Molto probabilmente il centrosinistra ha fagocitato i voti del Movimento 5 Stelle. Nel 2019, il partito di Conte raccoglieva il 16% dei consensi. Quest’anno, il candidato Angelo Capobianco, nonostante la benedizione di Virginia Raggi, ha ottenuto un deludente 5,84%, quasi tre volte meno rispetto a cinque anni prima. Una vera e propria ecatombe per il Movimento, che passa dall’avere tre consiglieri a uno soltanto.

Estrema sinistra

C’è spazio anche per l’estrema sinistra anche se non avrà consiglieri eletti. Il giovane Paolo Maria Zavagni, classe 2002, sostenuto da Partito comunista italiano, Potere al popolo e Rifondazione comunista, ha ottenuto un importante 3,23%. Un tempo, infatti, questi partiti facevano parte delle coalizioni che, di volta in volta, avevano eletto i sindaci di Monterotondo. Da anni, ormai, le realtà dell’estrema sinistra hanno deciso di correre da sola. 

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