Autodemolitori, Montanari chi? Il Campidoglio sconfessa il lavoro dell'ex assessora: "Mai dato mandato"

Nessun accordo con la Regione per salvare i rottamatori di Centocelle. Per il Comune l'ex responsabile all'Ambiente avrebbe agito in autonomia e in contrasto con la linea dettata

La sindaca Raggi e l'ex assessora Pinuccia Montanari

Anche per gli autodemolitori, se ancora operano in aree non adatte sul piano urbanistico e ambientale, la colpa è di "chi c'era prima". Solo che stavolta il "prima" invocato dai grillini non è un partito politico avverso, ma un ex assessore della giunta M5s. Le trattative con la Regione per concedere una proroga agli autodemolitori, nelle more del piano di trasferimento, le avrebbe condotte in totale autonomia Pinuccia Montanari, responsabile di Verde pubblico e rifiuti fino a venti giorni fa quando ha lasciato il Campidoglio in aperto scontro sulla bocciatura del bilancio dell'Ama. 

L'ex assessora rinnegata

"Mai dato mandato a Montanari per trattare con i demolitori" si difende il Comune, sconfessando nei fatti l’operato dell’ex assessora con una nota stampa diffusa ieri in serata, dopo la pubblicazione su RomaToday di un video che la mostra mentre parla al telefono con un autodemolitore durante una protesta. Gli spiega che gli enti locali stanno lavorando a braccetto (con tanto di appositi incontri alla presenza del Prefetto) a una soluzione normativa transitoria, in attesa della dislocazione su altre aree. 

Il Comune era d'accordo con la proroga

Prova che il Campidoglio, nonostante lo stop alle proroghe per gli sfasciacarrozze non più concesse a partire da giugno 2018, era d'accordo sul fare un passo indietro per quelle attività site sul parco di Centocelle, terreno vincolato. Per loro, obbligati a cambiare sito e non soltanto, come gli altri, a presentare progetti di adeguamento ambientale, non si poteva che optare per un'autorizzazione temporanea, lavorando rapidamente in parallelo per l'individuazione delle aree idonee ad ospitarli fuori dal Gra come vuole un Accordo di programma degli anni '90. Tanto che viene scritto anche in una mozione approvata in aula Giulio Cesare a fine luglio. 

La mozione per chiedere l'intervento della Pisana

Nell'atto si chiede alla Regione "di indicare entro 7 giorni la natura e i contenuti dei provvedimenti da emanare per garantire l'esercizio degli impianti nelle more della conclusione delle Conferenze di servizi avviate per il rilascio delle autorizzazioni". Che però, come abbiamo ripetuto più volte, non riguarda i rottamatori di viale Togliatti, ubicati in area vincolata. Per loro, ferma restando la necessità di trovare una soluzione temporanea che consenta alla filiera di lavorare, si invita a indicare le procedure per "l'elaborazione di un cronoprogramma" che avvii il trasferimento altrove. 

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La soluzione che non piace al Comune

La risposta della Regione non arriva dopo sette giorni, ma mesi più tardi con un emendamento di dicembre alla legge di Stabilità, che sostanzialmente ripassa la palla al Comune, autorizzandolo a rilasciare i permessi. Non è la soluzione auspicata da palazzo Senatorio, che su proroghe ulteriori non vuole mettere la faccia, pur riconoscendone la necessità per quelle attività che insistono sul parco archeologico. Da qui il cambio di strategia: negare di aver mai avallato la possibilità di ricorrere a concessioni provvisorie.  

Raggi, alla notizia dell'emendamento licenziato in Regione, grida allo scandalo: "In quell'area (parco di Centocelle, ndr) gli autodemolitori non potevano più restare, dovevano andare via". Poi chiede al governo di impugnare l'emendamento, e accusa la Regione di aver ostacolato il ritorno del parco alla sua natura originaria. Ma il messaggio di Montanari, non una sconosciuta ma l'assessora all'Ambiente nominata dalla sindaca, è chiaro: "Abbiamo chiesto di trovare uno strumento di legge, che per noi può essere un'ordinanza regionale, che vi consenta di stare lì per il periodo necessario".

Il Comune contro Pinuccia Montanari

Non potendo smentire le parole dell’ex assessora, il Campidoglio nega che la stessa fosse 'autorizzata' a pronunciarle. Detto altrimenti: Pinuccia Montanari ha fatto tutto da sola. "La linea dell’Amministrazione capitolina ripetutamente ribadita dalla sindaca Virginia Raggi - si legge ancora nella nota stampa - è chiara e contraria alla legge recentemente approvata dalla stessa Regione". Quindi Montanari si sarebbe presa l'onere di portare avanti, di sua spontanea iniziativa, un'azione politica opposta rispetto ai diktat ricevuti. Anzi, stando alla versione fornita dal Campidoglio, addirittura avrebbe mentito ai vertici. "In ripetute occasioni ha negato alla sindaca e ai suoi collaboratori di aver mai lavorato ad un accordo orientato ad acconsentire all’approvazione della norma regionale"

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Sul caso è intervenuto il Partito democratico. "La sindaca prima lascia che l'ex assessore Montanari chieda la soluzione della faccenda alla Regione - scrive il capogruppo del Pd capitolino Antongiulio Pelonzi - poi s'indigna e pensa di bloccare tutto correndo dal Governo nazionale, che dovrebbe impugnare l'emendamento regionale alla legge di stabilità. In Campidoglio sono preda di una ricorrente schizofrenia, un'alternanza compulsiva di idee e di direttive, come accaduto in poche settimane su Ama e prima ancora sullo stadio"

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