Monopattini su ciclabili e zone 30: il Campidoglio prepara il terreno alla micromobilità elettrica

Uffici capitolini, rappresentanti istituzionali e Polizia locale si sono confrontati con gli operatori della micromobilità elettrica. Al lavoro per garantire anche a Roma l'approdo di monopattini e monocicli

In commissione mobilità si discute di monopattini e monocicli

Roma non è una città a misura di monopattini. Però intende diventarlo. Questa, in sintesi, è la conclusione a cui è giunta la Commissione Mobilità di Roma Capitale che ha dedicato una seduta al tema della micromobilità elettrica.

Il gruppo di lavoro preliminare

Rappresentanti municipali e cittadini si sono confrontati con il Dipartimento Capitolino alla Mobilità, con gli operatori del settore e con la Polizia Locale. Obiettivo, ha chiarito il presidente di commissione Enrico Stefàno, "creare un gruppo di lavoro" in grado di receperire il decreto ministeriale sulla micromobilità elettrica. Tanti sono i nodi da sciogliere in quella che, per estensione, è la seconda Capitale d'Europa. A partire da dove far transitare questi mezzi.

Ciclabili, zone 30 e sharing

L'idea che è emersa durante la commissione è quella di "valutare l'impiego iniziale di piste ciclabili e zone 30" ha sintetizzato Stefàno, che  ha recepito anche le indicazioni del Municipio VII, l'ente di prossimità che, più d'ogni altro, sta puntando sulla creazione di percorsi ciclabili. L'arrivo dei monopattini elettrici, in città, va però valutato e predisposto con attenzione. E ad oggi ancora non è chiaro se il Comune voglia lanciare o meno una modalità di condivisione.

La necessaria programmazione

Ancor prima di decidere se affidarsi agli operatori esperti in sharing, resta il tema di organizzare gli spostamenti di chi dovrebbe usare questi mezzi. " Sul piano operativo occorre pensare a stanziamenti specifici per la segnaletica orizzontale e verticale – ha ricordato l'ingegner Stefano Brinchi,  presidente ed a.d. di Roma Agenzia per la Mobilità – e quindi sapendo che dobbiamo fare delle gare e degli appalti, abbiamo bisogno di programmare".

I possibili beneficiari

Sul piano delle potenzialità l'ingegner Brinchi ha fatto notare che l'utilizzo di questi mezzi verrebbe apprezzato dai romani intenzionati a rinunciare all'auto che non hanno ancora trovato modo per colmare l'ultimo collegamento tra casa e lavoro. E non vanno neppure dimenticati i tanti cittadini che oggi si muovono ai piedi. "Nella Capitale - ha fatto sapere il numero uno di Roma Agenzia per la Mobilità - su un totale di sei milioni di spostamenti al giorno, un milione e mezzo sono quelli che lo fanno spostandosi a piedi".  Si tratta quindi d'una fetta consistente di abitanti che potrebbe apprezzare anche altre modalità di micromobilità elettrica. Soddisfazione, a margine della seduta, è stata espressa dal presidente di commissione Enrico Stefàno. "Crediamo molto in questa modalità che si può integrare con i mezzi di trasporto tradizionale, incentivando i cittadini a lasciare a casa l'automobile" ha dichiarato il consigliere grillino.

I monocicli elettrici

Ma non ci sono soltanto i monopattini visto che, sul mercato, cominciano ad affacciarsi anche altre alternative molto pratiche, come i monocicli. "Una modalità ancora poco diffusa -  è stato spiegato in Commissione dall'associazione Muoviti elettrico – ma dalle grandi potenzialità. Perchè è molto più semplice utilizzarli di quanto si creada e poi si possono trasportare in maniera pratica, come fossero dei trolley".

L'auspicio della Polizia Locale

Sul piano delle criticità la Polizia Locale, presente alla commissione capitolina, ha ricordato che ad oggi non esiste una normativa che dia la possibilità di regolare la guida e l'utilizzo dei monopattini elettrici. "In Germania, dove sono molto utilizzati, questi mezzi hanno anche delle piccole targhe" è stato fatto notare. L'auspicio è quindi che i monopattini elettrici siano resi riconoscibili ed eventualmente sanzionabili. Per evitare quanto successo con il bike sharing a flusso libero, è stato chiesto di individuare delle aree di sosta specifiche. Un'opportunità da valutare con attenzione, se non si vuole trovare questi mezzi posteggiati anche a ridosso dei monumenti cittadini.

La candidatura di Prati

Lo sviluppo della micromobilità elettrica in città, sembra incontrare già i primi apprezzamenti tra una popolosa categoria professionale: quella degli avvocati Romani. "Gli uffici giudiziari sono distanti tra loro e non sempre si riesce a raggiungerli facilmente tra un'udienza ed un'altra – ha fatto notare Carla Canale, responsabile della mobilità dell'Ordine degli Avvocati di Roma - La micro mobilità elettrica può favorire  i collegamenti specie in una zona affollata di traffico come Prati. Pertanto è auspicabile che anche quella zona sia inserita in una sperimentazione volta a favorire una mobilità agevole e sostenibile". Considerando che gli avvocati a Roma sono circa 26mila iscritti, la candidatura di Prati nelle aree dove testare i monopattini elettrici non è peregrina. A condizione, ovviamente, che esista un'adeguata rete di piste ciclabili in grado di ospitarli. E ad oggi, vale la pena ricordarlo, non c'è.
 

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