Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

INTERVISTA | "Digitale, innovativa e sostenibile": ecco la Roma di Monica Lucarelli, capolista della Civica Gualtieri

Quarantanove anni, ingegnera, in caso di vittoria del centrosinistra è tra i nomi papabili per entrare in Giunta. "Non siamo solo la città dei ministeri, possiamo far tornare gli investitori stranieri"

Monica Lucarelli, 49 anni, si è un po’ stufata di essere definita “presidente dei Giovani imprenditori di Roma”. Quel tempo è passato, la carriera è proseguita, è diventata madre tre volte e oggi la strada dell’ingegnera è arrivata a Roberto Gualtieri, a sostegno del quale è capolista della civica costruita da Alessandro Onorato, con uno sguardo a ruoli importanti nell’eventuale squadra di governo della città. 

Direttrice generale di Ns12, una società informatica romana con oltre 200 dipendenti, Lucarelli nel tempo si è occupata di innovazione digitale, imprenditoria, sostenibilità, ma anche volontariato. Nei suoi trascorsi ci sono Fiat, Italo Treno, Amnesty International e il Comitato Promotore per Roma 2024. Ed è proprio da questo sogno sfumato, ovvero ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici tra tre anni, che iniziamo a conoscere Monica Lucarelli.

Ingegnera, lei ha vissuto il ritiro della candidatura dall’interno: cosa ha significato per Roma?

“Le motivazioni di quel passo indietro non sono state tecniche, ma ideologiche: secondo la giunta Raggi, la città non poteva permettersi gli sprechi che avevano timore ci sarebbero potuti essere, perché pensavano che alcuni interessi particolari avrebbero inficiato la corretta gestione dei fondi. Di fatto è stata un’ammissione di incapacità, perché il comitato organizzativo lo avrebbe in gran parte nominato l’amministrazione. Ma questo è il passato, Roma deve fare uno sforzo e tornare a essere un brand: va venduta sul mercato internazionale”. 

Nell’immaginario collettivo, Roma è per lo più la città dei ministeri: come fare per andare oltre?

“Ma non è così, anche se la percentuale di lavoratori della pubblica amministrazione presenti qui è circa 2 punti superiore alla media nazionale. Roma è anche la città dell’innovazione, della cybersecurity, del digitale. Qui bisogna tornare a investire nel turismo di qualità, riportarla all’eccellenza. Bisogna rivitalizzare i poli di attrazione, come la Nuvola di Fuksas che nel 2019 ha ospitato il convegno degli avvocati”. 

Roma sostenibile: tramite la sua esperienza professionale, come si possono raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Agenda 2030 dell’Onu e sfruttare al meglio i fondi del Pnrr?

“L’agenda Onu delinea chiaramente gli obiettivi. La parola sostenibilità ha dentro un significato profondo: economia circolare, impatto ambientale ridotto, ma anche tutto il tema sociale ed economico. Ogni appalto deve avere queste chiavi fondamentali. Gli obiettivi di raggiungimento per gli appalti devono essere scritti in termini di sostenibilità e vale sia per gli acquisti sia per l’offerta di servizi pubblici. Sostenibilità sociale, inclusione, supporto alle vulnerabilità. Ci vuole l’inserimento di una centrale di acquisti online trasparente, verificabile e i bandi di gara vanno redatti correttamente, costringendo i fornitori a rispondere in maniera efficace e sostenibile”. 

Ingegnera, ci dica tre aspetti per i quali la sua preparazione e la sua esperienza potranno essere decisive qualora entrasse in assemblea capitolina.

“Innanzitutto nel digitale e nell’innovazione posso mettere a servizio di Roma la mia professionalità: sarebbe importante realizzare una mappatura dei processi all’interno della macchina burocratica capitolina che va efficientata. I tempi di risposta sono ancora lunghi, non è ammissibile nel 2021. Non basta dire ad un cittadino di mandare una pec, se poi la pubblica amministrazione non adegua i suoi processi interni, va cambiata la mentalità e formati i dipendenti. In secondo luogo posso essere l’anello di congiunzione con il mondo professionale, partite iva incluse e con quello imprenditoriale. Va fatto un lavoro importante di supporto ai liberi professionisti, alcuni molto provati dalla pandemia, mettendo a disposizione sedi e servizi comunali come coworking e hub a chi non riesce a sostenere determinate spese. Parlando di imprese, immagino una serie di incentivi per farle tornare a investire a Roma. Nel campo digitale, farmaceutico, biomedico non siamo secondi a nessuno, nel Lazio ci sono poli industriali rilevanti. Il terzo e ultimo tema è quello della lotta alla vulnerabilità: il Covid ha dimostrato quanto sia frammentata l’offerta di Roma Capitale. Bisogna ragionare in termini di servizi di prossimità, aprirsi al dialogo non solo con le associazioni ma anche con i cittadini, rafforzando il rapporto con le consulte cittadine”. 

Secondo lei Roma ha bisogno di un amministratore delegato?

“Calenda dice proprio questo, che vuole essere l’ad di Roma per il primo anno e mezzo. Ma Roma ha bisogno di leadership democratica, di un Campidoglio che dialoghi prima di tutto con l’assemblea capitolina, poi con le parti sociali della città aprendo tavoli di confronto”. 

Gualtieri ha il profilo giusto, quindi.

“Il suo percorso professionale e politico parlano chiaramente. Poi, conoscendolo, ho saputo apprezzare il suo approccio ai problemi, il suo non nascondersi davanti alle critiche. Ho trovato molto corretto inglobare nella coalizione una civica che non guarda solo al mondo imprenditoriale, ma anche alla scuola, alla cultura, alla sanità. A differenza di altre liste pseudo-civiche, nessuno di noi è o è stato un politico di professione, partiamo tutti più o meno alla pari. Verrà eletto chi ha saputo fare una campagna elettorale più incisiva, non chi ha un bacino di voti già costruito”. 

Avete già parlato di possibili ruoli in giunta?

“No, mai. È prematuro. La campagna elettorale è dura, c’è un confronto serrato, l’obiettivo primario è far eleggere Roberto come sindaco, poi in secondo piano c’è la mia elezione. Roma ha un’enorme opportunità con i fondi del Pnrr, la candidatura Expo, il Giubileo del 2025, scegliere il sindaco è delicato, non si può fare come cinque anni fa. Siamo a un bivio: o la città finisce nel degrado totale o eleggiamo l’unico sindaco possibile che avrà la capacità di creare una squadra competente”.

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