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Mobilità sostenibile, Campidoglio a caccia di fondi ma per le linee C e D niente Recovery Plan

Raggi aveva chiesto 11 milioni per la mobilità ma “Il Recovery finanzia opere concluse entro 2027”: tempistica impensabile per le due linee metro

Raggi aveva chiesto al Governo di investire 11 miliardi per la mobilità sostenibile della Capitale. Era quello l’importo da destinare, in massima parte, ai prolungamenti delle metropolitane ed alla realizzazione della linea D. Ma la corposa lista che il Campidoglio aveva preparato deve essere ridimensionata.

I cordoni stretti del Recovery fund

Quanto arriverà, di quei fondi, lo ha lasciato intuire la stessa sindaca nel corso dell’ormai consueta diretta facebook del venerdì.  Sulle linee C e D Raggi ha spiegato che  “Noi abbiamo fatto la richiesta per inserirle”. Tuttavia  “la tempistica dello stesso Recovery prevede che le opere vengano concluse entro il 2027”. Ma se è difficile ipotizzare di prolungare la linea C dalla futura stazione di Venezia a Grottarossa (operazione da 3,7 miliardi) è  impensabile riuscire, in meno di sei anni, a realizzare da zero una nuova linea metropolitana, la “D”.
 
D’altra parte quelle non sono le uniche opere, nell’ambito degli 11 miliardi chiesti per la mobilità sostenibile, che non verranno realizzate. Un altro vincolo nell’accesso ai finanziamenti europei,infatti, è quello che prevede che i fondi siano riconosciuti soltanto ad opere già progettate. Per quelle che si trovano più indietro, quindi, il Comune dovrà battere cassa al Ministero dei Trasporti, a cui peraltro la sindaca ha spiegato di aver precedentemente richiesto i fondi per le metro C e D.

I fondi del MIT

Quali sono le opere che il ministero dovrà finanziare e quali invece quelle su cui ha già investito? “Dal MIT abbiamo ottenuto infatti i fondi per le progettazioni di tutte le opere con le quali aggiungeremo 67 chilometri di tranvie, dalla Togliatti, alla Tiburtina, passando per la linea Termini-Tor Vergata. E' poi partita la gara per la fornitura di 90 nuovi mezzi- ha elencato la Sindaca - inoltre c'e' la Tva (Termini Vaticano Aurelio, ovvero il tram del Giubileo)  per la quale stiamo chiedendo finanziamenti e appena li avremo ottenuti siamo pronti a partire”.
 
E dei finanziamenti europei quanto arriverà per trasformare Roma, capitale del traffico, in una città con un efficiente e concorrenziale servizio di trasporto pubblico? A questa domanda fatica a rispondere anche il Campidoglio visto che, dei 25 miliardi chiesti (per tutto, non solo per la mobilità) "Ci sono fondi per Roma di 8-10 miliardi di cui sappiamo ben poco” aveva spiegato la stessa Sindaca a fine febbraio.

Quali opere sono finanziate

Dal Recovery fund arriveranno quindi, probabilmente, risorse per interventi minori, come la tramvia dei fori che collegherà piazza Vittorio, passando per Largo Corrado Ricci, con piazza Venezia. Dal Ministero sono già stati ricevuti i fondi per le funivie di Battistini e Magliana e per le tramvie previste, come accennava la sindaca, a Togliatti, Tor Vergata e Tiburtina. Nel 2021 invece verranno chiesti altri fondi al MIT per il trasporto rapido di massa,  ma dipenderà da cosa arriverà,nel frattempo, dall’Europa. Per quanto riguarda le metro C e D Ritengo possibile che siano fondi ministeriali. Se poi saranno fondi del Recovery va bene lo stesso” ha concluso la Sindaca. A dimostrazione del fatto che, per realizzare il tanto esaltato PUMS (piano urbano della mobilità sostenibile), il Campidoglio ha disperatamente bisogno di fondi. E c’è ancora tanta strada da fare.

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