Bimbi e ragazzi di case famiglia e centri accoglienza in udienza da Papa Francesco

I minori accolti nelle strutture della cooperativa Auxilium dal Santo Padre in aula Paolo VI. "Non sono un pericolo, sono in pericolo"

Un momento dell'incontro con Papa Francesco in Aula Paolo VI

"Non sono un pericolo, sono in pericolo", questa la maglietta indossata dai 120 ospiti della cooperativa Auxilium (italiani, egiziani, siriani, eritrei, algerini, nigeriani, centrafricani) che hanno incontrato ieri 2 agosto Papa Francesco nell’Aula Paolo VI, al termine della prima udienza generale dopo la pausa di luglio.

Centri accoglienza migranti 

I bambini e i ragazzi (che provenivano dalle case famiglia di Roma, dal centro accoglienza migranti Mondo Migliore di Rocca di Papa, dal CARA di Castelnuovo di Porto e dal CARA di Bari), erano accompagnati, oltre che da alcune mamme e papà, dagli operatori Auxilium e dal fondatore della cooperativa Angelo Chiorazzo

In udienza da Papa Francesco

Papa Francesco sì è fermato a parlare con tutti i bambini con una tenerezza commovente e ha ricevuto dalle mani dei bambini i tanti doni che avevano preparato per lui: disegni e lettere che raccontavano le loro storie, una zattera con un grande cuore come vela, una mongolfiera sulla quale i ragazzi delle case famiglia di Roma hanno impresso l’impronta delle loro mani. 

La traversata nel Mediterraneo 

Papa Francesco è rimasto particolarmente colpito da un delfino di peluche: i bambini migranti, infatti, hanno spiegato al Pontefice che durante la terribile traversata del Mediterraneo, l'unica cosa che non gli faceva sentire la paura era la meraviglia per i delfini che seguivano il loro barcone e che loro non avevano mai visto prima. 

"Non sono un pericolo, sono in pericolo"

Tutti i bambini all’udienza indossavano una maglietta con la scritta: "Non sono un pericolo, sono in pericolo".  "Questa frase, ispirata alle parole del Papa - spiega Chiorazzo – ci richiama al fatto che proteggere i minori, aiutare ognuno di loro a crescere è uno degli aspetti più delicati e importanti del nostro lavoro al servizio a persone. La bellezza di oggi è avere insieme minori italiani, che vivono nelle nostre case famiglia, con bambini che con le loro famiglie fuggono dalla violenza e dalla poverta` piu` estrema. Perché l’attenzione alla persona nel bisogno è la stessa, sempre".

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