Migranti, nuova tendopoli a Tiburtina: "Dal Campidoglio solo freddo e fame"

Amnesty punta il dito contro l'amministrazione. Dopo l'ennesimo sgombero Medu e Baobab Experience hanno allestito nuovamente un punto di accoglienza: "Non intervenire sarebbe omissione di soccorso"

Foto Facebook Medu

I continui sgomberi delle forze dell'ordine li hanno costretti a dormire all'adiaccio, sui marciapiedi, sotto i cavalcavia. E con l'avanzare del freddo e della pioggia la condizioni dei migranti in transito si sta trasformando in una vera a propria emergenza umanitaria per la Capitale, seppur trattata come problema di ordine pubblico. “Non intervenire è a nostro avviso omissione di soccorso”. Per questo da stamattina Medici per i diritti Umani, presente nell'area della stazione Tiburtina con la sua clinica mobile, insieme ai volontari di Baobab Experience ha distribuito tende “per fornire un'accoglienza minima”. 

Ne sono state montate una ventina, per un totale di circa cento ospiti, in un parcheggio nei pressi della stazione Tiburtina, non molto distante da piazzale Giovanni Spadolini. “Le tende occupano solo una piccola parte di questo spiazzo” spiega Alberto Barbieri dell'associazione Medu. “Si tratta di un parcheggio isolato, lontano da altri edifici, abitazioni o attività commerciali. Non intralciamo nessuno. Non c'è nessun motivo per intervenire per motivi di ordine pubblico” spiega. Il riferimento è all'ultimo sgombero delle forze dell'ordine, l'ultimo di una lunga serie, avvenuto proprio due giorni fa a piazzale Spadolini con gli attivisti che, come denunciato da Baobab, sono stati multati per “occupazione di marciapiedi” per la presenza di gazebo. 

Di fronte a quella che è stata definita “omissione di soccorso” per una situazione che è sempre più precaria le tende sono quindi state rimontate. Solamente un po' più in là nella speranza di non subire l'ennesimo sgombero. “La situazione è sempre più critica, le persone sono costrette a nascondersi in condizioni sempre più precarie, sempre più rischiose per la salute e per la sicurezza” continua Barbieri. “Ricordiamo che per il 30 per cento si tratta di minori, quindi soggetti ancor più vulnerabili. E il flusso, con i continui sbarchi, non accenna a diminuire”

La speranza è che si tratti di un “presidio umanitario e sanitario temporaneo in attesa dell'hub annunciato dal Comune di Roma”. Una soluzione promessa da mesi dall'amministrazione capitolina guidata da Virginia Raggi e dalla sua assessora Laura Baldassarre ma che ancora non è diventato realtà. 

Duro l'attacco di Amnesty International: “Freddo e fame. E' questa la risposta ai migranti della zona Tiburtina?”. L'organizzazione umanitaria ha scritto alla sindaca Raggi “per conoscere quale sia la strategia delle autorità capitoline per far fronte alle necessità di centinaia di migranti a Roma (molti dei quali transitanti ma anche richiedenti asilo)” si legge in una nota in cui si chiede un incontro. “Nei mesi scorsi, in mancanza di risposte istituzionali, tanti volontari hanno tamponato la situazione umanitaria con generosità portando cibo, vestiti, sacchi a pelo e tende, fornendo dunque un aiuto necessario per proteggere i migranti da freddo e fame. Tuttavia, negli sgomberi continui delle ultime settimane, tutti questi materiali donati sono stati confiscati ed eliminati come rifiuti. In mancanza di alternative, questi sgomberi appaiono dunque un accanimento che altro non fa che esasperare una situazione già di per sé molto dura”. 

I Radicali chiedono a Baldassarre di rifarsi al 'modello Milano dove “duemila migranti, distribuiti su una rete di quindici centri, vengono accolti in modo organizzato ed efficiente, grazie al lavoro dell'amministrazione di concerto con la prefettura e le forze sociali e produttive della città” scrive in una nota  Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma. “Consigliamo all'assessora Baldassarre, anziché continuare a promettere soluzioni non meglio identificate che stentano a concretizzarsi, di acquistare un biglietto per Milano” conclude la nota. 

Ormai da mesi, a funzionare, è l'appello alla collaborazione dei cittadini. “Come sempre servono coperte, sacchi a pelo e generi di prima necessità. Tutto ciò che serve a rendere questa accoglienza il più civile e dignitosa possibile”. 

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