Via Vannina, l'Unicef contro il Comune: "Bambini in strada. Baldassarre mostri umanità"

L'ente umanitario, dove per anni ha lavorato la stessa assessora al Sociale, punta il dito contro il Campidoglio, ancora in silenzio a una settimana dallo sgombero di via Vannina

Migranti in strada (Foto Alter Ego)

Nemmeno una dichiarazione ufficiale da parte del Campidoglio. I 500 migranti sgomberati da un capannone di via Vannina, lungo la Tiburtina a poche centinaia di metri dal capolinea Rebibbia della linea B, restano chi in strada chi nello stabile fatiscente esattamente a fianco. In condizioni di vita disumane. A una settimana dall'operazione di polizia, arrivano durissime le parole delle associazioni umanitarie. 

Prime fra tutte quelle di Unicef Italia, ente con il quale la stessa assessora al Sociale, Laura Baldassarre ha lavorato per anni come responsabile per l’advocacy istituzionale. La stessa assessora che ancora sulla questione non si è espressa. "Ci sono centinaia di persone accampate lungo le strade romane - sottolinea il portavoce Andrea Iacomini - bambini che piangono, che giocano con le poche cose che sono riusciti a prendere prima dello sfratto, prima che la loro casa fosse sigillata col filo spinato. I bimbi in strada sono esposti a mille rischi, inutile negarlo. Ci auguriamo che l’assessora Baldassarre, che sappiamo sensibile su questo tema specifico intervenga al più presto per risolvere questa emergenza dimostrando umanità e lungimiranza. Non possiamo credere ad una sua adesione serena alle recenti affermazioni di Grillo e Raggi sul tema dei migranti".

VIAGGIO NELL'INFERNO DEI MIGRANTI SGOMBERATI

Segue Amnesty International, che si chiede se il Comune della Capitale di un paese del G8 abbia o meno una politica di accoglienza. "Se questa politica non esiste, è un fatto grave. Se esiste ed è quella che vediamo in atto, ossia una serie di sgomberi cui da ultimo si è aggiunto il lamento, generico e non argomentato, sui `troppi migranti´, è ancora più grave. Il Comune di Roma sta portando avanti azioni contrarie ai diritti umani" ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

"La vicenda di Ponte Mammolo si ripete - commentano ancora i volontari dell'ex Baobab, impegnati sia sul fronte della stazione Tiburtina con un centinaia di transitanti, sia su quello di via Vannina - l'unica differenza è che stavolta non si tratta di migranti di passaggio, desiderosi di recarsi altrove, ma di individui a cui sono stati rilasciati regolari documenti, e che la città di Roma comunque non sa accogliere e integrare, senza lavoro, senza soldi, senza possibilità. E la storia del Baobab e di via di Vannina si fondono e diventano una sola. La risposta è sempre la stessa, la società civile che si attiva e afferma con forza da che parte vuole stare".  

IL VIDEO SERVIZIO IN VIA VANNINA

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