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Da Piazza Indipendenza a Santi Apostoli: la "crisi dei migranti" di Roma finisce sul The Guardian

Il quotidiano inglese ha dedicato un lungo articolo alla situazione di richiedenti asilo e rifugiati nella capitale

"Amo Roma, ma Roma non ama noi". La "crisi dei migranti" della capitale finisce sul The Guardian che oggi ha dedicato un lungo articolo alle condizioni di vita di richiedenti asilo e rifugiati nella città governata dal Movimento cinque stelle. Terminato l'iter di richiesta di asilo, "molti migranti si trovano senza casa, si radunano in insediamenti informali in fabbriche abbandonate, palazzi fatiscenti e pacheggi" si legge nell'articolo. "E quando vengono sgomberati dalla polizia, ne formano di nuovi, sempre più nascosti". 

La fotografia della situazione parte dallo sgombero di circa 800 rifugiati eritrei ed etiopi dal palazzo di via Curtatone e da quanto accaduto pochi giorni dopo in Piazza Indipendenza dove gli ex occupanti rimasti senza un tetto sulla testa sono stati cacciati con manganelli e idranti. Un vero e proprio "punto di rottura della crisi dei migranti in Italia". Un punto di rottura senza alternative. "Ci dissero di seguirli sui bus e avrebbero provveduto a trovare una soluzione per noi" la testimonianza di uno dei presenti raccolta dal quotidiano inglese. "Ma quando siamo arrivati al commissariato ci hanno detto che il palazzo era stato sgomberato, il loro lavoro era finito. Quando ho chiesto: 'E ora dove andiamo?'. Risposero: 'Vai per strada o prenotati una stanza in un hotel'. Per noi non c'era alcun piano B"

Via Curtatone non è l'unico esempio citato dal The Guardian. C'è Palazzo Salem, dove vivono circa mille persone, "un'ex università considerata il più grande ghetto abitato da rifugiati in Europa". C'è l'accampamento in piazza Santi Apostoli che ha reso "la crisi globale chiaramente visibile all'interno di Roma". Sono le famiglie sgomberate il 10 agosto scorso, pochi giorni prima di via Curtatone, da un palazzo a Cinecittà, in via Quintavalle. Dopo lo sgombero hanno occupato il porticato della basilica, proprio a due passi dalla Prefettura e dal Campidoglio, e lì sono rimasti, accampati nelle tende, dove vivono ancora oggi (una soluzione potrebbe emergere domani pomeriggio quando è in programma un incontro in Regione). "Le istituzioni non ci supportano perché influenzate dall'opinione pubblica" racconta un'occupante. "Non ci aiutano perché potrebbe danneggiare la loro posizione. Per molti italiani la violenza contro di noi è normale: ce lo meritiamo, non siamo esseri umani". 

Il quotidiano ricorda il quadro politico. "La scorsa estate le autorità romane hanno incrementato i loro sforzi contro gli occupanti, portando a termine tre grandi sgomberi. La sindaca, Virginia Raggi, è una dei massimi esponenti eletti del movimento populista M5S, che sta cercando di assumere una posizione dura sui migranti". Raggi chiese anche una moratoria sui nuovi arrivi, "richiamando la retorica della linea dura sui migranti del ministro dell'Interno, Marco Minniti". E ancora i venti elettorali con "l'ex primo ministro Silvio Berlusconi che ha promesso di espellere 600 mila dei 630 mila migranti" come antidoto alla deriva neofascista che sta vivendo l'Italia. In questo clima politico, scrivono ancora i due giornalisti: "I migranti che risiedono a Roma hanno poche alternative". 

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