Accoglienza, Raggi: "Basta guerre tra poveri. Intervenire sul disagio delle periferie"

La sindaca al vertice in Vaticano su migranti e accoglienza: "Dobbiamo creare i presupposti per una più piena integrazione, e questo obiettivo è inscindibile dalla costruzione di un nuovo clima economico e sociale"

Incontro con Papa Francesco (Foto Ansa)

"Atteggiamenti di chiusura verso l'altro, come quelli ai quali sfortunatamente ho assistito nei giorni scorsi anche nella mia città, offendono la nostra dignità di persone. Ma è nostro compito intervenire anche sul disagio delle periferie, troppo spesso abbandonate, dove si rischia di assistere ad una guerra tra gli ultimi". Così la sindaca Raggi, tornando sulla cacciata della famiglia marocchina da San Basilio e più in generale sul tema accoglienza, nel suo discorso in Vaticano in occasione del vertice "Europa, i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle". 

"Ci sono urgenze da affrontare e risolvere nell'immediato - ha proseguito Raggi - ma abbiamo anche bisogno di guardare più lontano. Dobbiamo creare i presupposti per una più piena integrazione, e questo obiettivo è inscindibile dalla costruzione di un nuovo clima economico e sociale". Insomma, non più solo soluzioni emergenziali e toppe da tirare fuori alla bisogna. E' fondamentale lavorare sul tessuto sociale, là dove si vuole che attecchiscano integrazione e inclusione. "Vogliamo che tutti i cittadini anche quelli delle periferie più lontane ed emarginate, si sentano pienamente parte della nostra città. Questo è anche il modo migliore per prevenire e contrastare quei sentimenti di avversione e di odio nei confronti di chi ci chiede accoglienza, che purtroppo ancora esistono e che possono trovare terreno fertile proprio nelle situazioni dove sono più forti il disagio, il degrado e la sofferenza. Non vogliamo guerre tra poveri. Nessuno deve rimanere indietro"

Per quanto riguarda i migranti, i toni della prima cittadina sono decisamente più morbidi rispetto a un paio di settimane fa, quando alle domande incalzanti sui migranti dell'ex Baobab, ancora in strada al gelo, rispondeva perentoria: "Roma non può più accogliere". Oggi invece: "Roma vuole fare la sua parte". Certo, a detta della sindaca avrebbe già fatto molto. "In questo momento stiamo attuando azioni concrete per trovare un'accoglienza per ogni singola persona che arriva e offrire una soluzione di maggiore stabilità rispetto a tende o rifugi provvisori: vogliamo che tutti possano avere un tetto sulla propria testa. Sono centinaia i posti che abbiamo già messo a disposizione e ancora altre migliaia quelli per i quali stiamo lavorando insieme alle istituzioni, anche attraverso la preziosa collaborazione di numerose associazioni no profit. Siamo al lavoro per dare vita a un hub, nei pressi di una stazione ferroviaria della città, che funga da primo luogo di informazione e orientamento"

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