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Mezza Maratona di Roma, niente da fare: genera "ripercussioni negative sulla viabilità"

La manifestazione agonistica serale più apprezzata d'Italia non ha ottenuto l'ok allo svolgimento. Italia Marathon Club: "Non ci hanno mai concesso un incontro per valutare un percorso alternativo"

Salta uno degli appuntamenti più attesi nel calendario sportivi dei mezzofondisti. L'Italia Marathon Club ha annunciato l' "esito non favorevole" alla richiesta, partita nel giugno 2018, ad organizzare la Mezza Maratona di Roma. 

Le ripercussioni sulla viabilità

L'evento sportivo, secondo la cabina di regia chiamata a valutare questo genere di decisione, creerebbe "negative ripercussioni sulla viabilità". Niente da fare quindi,  "nonostante fosse stato presentato dall'Italia Marathon Club un progetto di percorso che limitasse al massimo tale criticità – fanno sapere gli organizzatori – e nonostante fosse  addirittura confermata la disponibilità ad un incontro, mai concesso, per valutare eventuali location alternative".

Il no unanime della cabina di regia

Il motivo per cui non si può svolgere quella che, per numero di parecipanti, è considerata una delle più importanti mezze maratone d'Italia, è stato spiegato dall'assessore allo Sport Daniele Frongia. "La cabina di regia – composta da Roma Capitale, dal Coni, dalle federazioni Fidal inclusa e dagli enti di Promozione Sportiva - all'unanimità e in due riunioni consecutive, ha espresso parere negativo allo svolgimento dell'evento" ha ricordato l'assessore allo Sport di Roma Capitale. Frongia ha citato, tra i motivi che hanno determinato quest'inaspettata scelta, anche "le relazioni negative della Polizia Locale e di Atac riguardo l'edizione 2018 della manifestazione, caratterizzata da gravissimi disagi per i cittadini con problemi legati alla circolazione stradale e alla sicurezza".

Le critiche del PD

La mancata autorizzazione della Mezza Maratona ha prestato il fianco a numorose critiche, soprattutto dal centrosinistra. Patrizia Prestipino, parlamentare eletto nel Partito democratico, ha parlato di un "mix letale di incapacità e negligenza da parte di chi, oggi, detiene le deleghe allo sport". Per Augusto Gregori, responsabile pd dello Sviluppo economico, la mancata autorizzazione a questo evento sportivo, dopo il no alle Olimpiadi ed i cambiamenti introdotti al progetto dello stadio, dimostrerebbe che "chi è stato votato per amministrare la Capitale nonè  in grado di raccogliere tutte le sfide che la nostra città deve necessariamente saper affrontare per poter crescere. 

La lunga "lista dei fallimenti"

Per i consiglieri capitolini Giulio Pelonzi e Giovanni Zannola "L'assessorato allo Sport capitolino è ormai la sede del commissario liquidatore del sistema sportivo romano".  Marco Palumbo invece, prima di annunciare una futura commissione Trasparenza sulla vicenda, ha messo in fila "la lunga lista dei fallimenti". Non fa sconti il consigliere democratico che cita "la  figuraccia sul Giro d'Italia, il caos sull'ippodromo di Capannelle, la triste vicenda della Lazio Nuoto ed i pasticci del nuovo regolamento dell'impiantistica sportiva".

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