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Metro A, immagine d'archivio

Metro A, immagine d'archivio

Metro, niente nuovi treni per le linee A e B: dopo un anno la gara va deserta

Ora il rischio è che i fondi messi a disposizione dal governo centrale vengano ritirati. Il bando era stato pubblicato il 30 ottobre 2019

Il rinnovamento del parco mezzi dovrà aspettare, sempre che i fondi restino disponibili. La gara per la fornitura di 20 nuovi treni sulle linee A e B della metropolitana è andata deserta. A metterlo nero su bianco una determinazione dirigenziale del dipartimento Mobilità datata 14 settembre. L'unica società che aveva risposto all'avviso pubblico, la Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles S.A. (CAF) ha rinunciato alla commessa. 

La gara prevedeva la progettazione, costruzione, fornitura e manutenzione di 15 treni da adibire al servizio di trasporto pubblico sulla linea B e B1 della metro, comprensiva di 5 anni di manutenzione full service. E ancora la progettazione, costruzione, fornitura e manutenzione di altri 5 treni per la linea A, anche in questo caso comprensiva di 5 anni di manutenzione full service, e infine la fornitura dei materiali di prima scorta, e per atti vandalici ed incidenti, comprensiva delle attività opzionali di riparazione da compensarsi a misura. Per un totale di 169 milioni di euro provenienti dai 425 milioni stanziati nel 2017 dall'allora governo Gentiloni. 

Pubblicato il 30 ottobre 2019, il bando è andato avanti con l'iter ordinario fino a luglio, quando l'azienda non ha confermato l'offerta presentata in sede di gara. Ora il rischio è che i fondi messi a disposizioni a livello centrale vengano ritirati e Roma perda la possibilità di svecchiare le sue metro. 

Come fa notare anche Odissea Quotidiana, blog romano noto per il suo attento monitoraggio di servizi e disservizi legati al trasporto pubblico locale, fu la stessa Agenzia per la Mobilità a mettere in guardia da tempi troppo lenti e ritardi burocratici. "Se entro il 31 dicembre 2020 non saranno presentati gli obblighi giuridicamente vincolanti, cioè i contratti - spiegò lo stesso direttore amministrativo dell'azienda - i finanziamenti ministeriali di 425 milioni per le metro A e B saranno persi, e i soldi che non spende Roma li potrebbe spendere una grande città del Nord".

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