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Metro senza conducenti e barriere antisuicidio: il Campidoglio chiede 1,2 miliardi per le metro di Roma

Il piano della giunta Gualtieri per l’ammodernamento delle stazioni e dei treni che viaggiano sulle linee metropolitane

Trasformare le banchine delle linee A e B e mettere a disposizione del servizio metropolitano anche dei treni senza conducente. Sono queste due delle proposte contenute nel piano trasporti del Campidoglio.

I fondi chiesti al Governo

Per realizzare gli interventi richiesti, servono i fondi del governo. Ed al ministero dei trasporti, infatti, che si è rivolto il sindaco di Roma, chiedendo una cifra vicina al miliardo e duecento milioni di euro. Un tesoretto utile per dotare le due principali linee metropolitane sia dei nuovi treni che delle barriere anti-suicidio. Queste ultime verrebbero posizionate sulle banchine, come avviene nelle fermate della metro C.

Il miglioramento del trasporto

Quello che il Campidoglio ha in mente, prima ancora di procedere ai prolungamenti delle linee metropolitane, è di migliorarne la fruizione, puntando su mezzi di ultima generazione. Da qui la richiesta avanzata al ministro Giovannini. Prima però di ammodernare il servizio, è stato necessario affrontare vecchi problemi. Riaperta, dopo un anno, la fermata Policlinico, rimesse in funzione due scale mobili a Repubblica, ferme del 2018, il Campidoglio ha dovuto affrontare il nodo delle manutenzioni.

La garanzia del servizio

Le mancate revisione di decine di convoglio MA300, che avrebbero dovuto essere manutenuti entro il 31 dicembre, ha tenuto per alcune settimane con il fiato sospeso gli utenti della metro A. La questione si è risolta, anche in quel caso, con il benestare del governo che ha di fatto prorogato le manutenzioni di 12 mesi. “Un risultato straordinario” aveva commentato in quell’occasione l’assessore ai trasporti Eugenio Patané “tutt’altro che scontato”.

Le risorse per Roma

Non è scontato neppure che a Roma arrivino i fondi richiesti dal sindaco Gualtieri. La somma è consistente. Ma d’altra parte, con il Giubileo alle porte, il Campidoglio potrebbe trovare un governo più attento alle esigenze della Capitale. Anche perché, oltre che di maggiori poteri, Roma ha bisogno anche d’una radicale riforma nella ripartizione dei fondi statali. Un tema che, in commissione Affari costituzionali, è stato più volte affrontato.
 

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