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Venerdì, 30 Settembre 2022
Politica

Metro C, Stefàno attacca la Sindaca: “La narrazione del Campidoglio fa venire le bolle”

Sul prolungamento della metro C, Giunta Raggi accusata d’inerzia: "Per tre anni tema mai affrontato"

La Metro C arriverà a piazza Venezia. Per far partire il cantiere il Governo ha deciso di puntare sulla nomina di un commissario. Una scelta che il Campidoglio ha provato a rivendicare con un proprio successo. Suscitando la reazione di  Carlo Calenda, e non solo.

La narrazione che fa venire le bolle

Anche il presidente della commissione mobilità Enrico Stefàno ha trovato fuori luogo i commenti della Giunta Raggi. “La narrazione che sta facendo la Sindaca ed alcuni suoi portavoce sulla Metro C mi fa venire le bolle” ha tagliato corto il consigliere che, recentemente, ha abbandonato il Movimento cinque stelle

I commenti della Sindaca

Ma cosa avevano dichiarato i grillini di Palazzo Senatorio? Raggi, nel commentare la notizia sulla Metro C a piazza Venezia, si era affidata a Twitter. Sul social network aveva scritto “Bene sblocco metro C fino a piazza Venezia. Il nostro progetto presentato a gennaio è stato finalmente approvato grazie a Commissario richiesto da noi” aggiungendo che questa era  “Una bella notizia per Roma”. Un tweet che non era passato sotto traccia.

Tre anni d'inerzia del M5s

Il primo a rispondere alla Raggi era stato Calenda. Il leader di Azione aveva immediatamente replicato alla Sindaca  che il risultato era stato “raggiunto malgrado voi”. Ma anche Enrico Stefàno, sempre su Twitter, si era rivolto alla prima cittadina, invitandola ad essere “seria” e ad ammettere “che per almeno tre anni il dossier Metro C” non era stato “neanche aperto”.

L'attacco alla giunta Raggi

Visto che la querelle è proseguita, con l’intervento del vicesindaco Calabrese, anche Stefàno ha deciso di approfondire la questione. Da una parte la Sindaca esulta per un commissario e per l’approvazione di un progetto dopo 5 anni. Dall’altra il suo assessore, a Calenda che giustamente ha sottolineato l’incongruenza, risponde citando una delibera dell’Assemblea Capitolina del 2019”. Un autogoal perchè quella delibera, per Stefàno, è la prova fumante dell’inerzia della Giunta. 

L'autogoal di Calabrese 

“Sono stato io il primo firmatario della delibera che cita Calabrese. Era una delibera d’indirizzo, che ho scritto per ricordare che sulla Metro C, progetto già approvato da oltre 20 anni, bisognava andare avanti. Non era tecnicamente utile quindi, ma in quell’occasione fu l’unica cosa che pensavo si potesse fare. Quindi Calabrese - ha tagliato corto Stefàno - esulta per una delibera scritta dall’aula in un momento di disperazione”. Sentimento che, ha ribadito sempre il presidente della commissione Mobilità, nasceva dal fatto che “per tre anni, dal 2016 al 2019, il fascicolo sulla Metro C non era stato neanche aperto”. 

C’è poco da festeggiare quindi. Parola di un ex grillino che, al contrario, oggi si rammarica per “non aver affrontato un tema strategico - come quello della Metro C  - con l’attenzione che meritava”.
 

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