Metro C, cantieri chiusi e lavoratori in sciopero: via dei Fori Imperiali occupata dai camion

Ieri non sono arrivati i 166 milioni di euro dei 253 che il Campidoglio dovrebbe sbloccare per continuare l'opera. Oggi la protesta. Cantieri chiusi e rabbia in strada. Ora l'opera è davvero a rischio

Cantieri chiusi e lavoratori in sciopero con tanto di camion e betoniere parcheggiate su via dei Fori Imperiali. La protesta delle imprese affidatarie della metro C, dopo mesi di trattative, accordi e incontri, sembra ricominciare dal via. Dopo le proteste e il blocco dei lavori di quest'estate, che aveva portato i lavoratori a 'occupare' con i loro mezzi pesanti da lavoro proprio la via che collega Piazza Venezia al Colosseo, è tutto di nuovo fermo. Ieri infatti non sono arrivati i 166 milioni di euro dei 253 che il Campidoglio dovrebbe sbloccare per continuare l'opera.

"Entro l'11 novembre doveva essere sbloccata la prima tranche che sarebbe servita per pagare gli stipendi arretrati” spiega il portavoce delle imprese affidatarie Nicola Franco. “Oggi è il 12 e non è arrivato nulla. Perché? Com'è possibile che il Campidoglio non rispetti un accordo preso? Se fossi il sindaco mi sarei già dimesso”. Intanto i lavoratori si sono incamminati in corteo verso Piazza Venezia. "Se il sindaco Marino non ci riceve siamo pronti ad occupare l'aula Giulio Cesare. Senza quei soldi l'opera non può andare avanti e gli stipendi arretrati dei lavoratori non possono essere pagati".

Intanto anche le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero ad oltranza, "finchè non verranno versati i soldi" rivendicando l'accordo firmato il 30 ottobre scorso con l'assessore alla Mobilità Guido Improta che aveva fissato nell'11 novembre la scadenza per il versamento al consorzio metro C. Attesi anche gli stipendi dei lavoratori, sul piede di guerra e con 4 mesi di arretrati. “Siamo stanchi di essere presi in giro” hanno chiosato i tre segretari generali Anna Pallotta della Feneal Uil di Roma, Andrea Cuccello della Filca Cisl Roma e Mario Guerci della Fillea Cgil di Roma e del Lazio. Il blocco dei cantieri e lo sciopero è stato deciso all'unanimità nel corso di un'assemblea ieri. La situazione per i sindacati è “inaccettabile”. “L’accordo con l'assessore Improta, la cui corretta applicazione risultava indifferibile viste le giuste rivendicazioni avanzate dai sindacati e dai lavoratori, si configura come indispensabile per il prosieguo dell’opera e dunque per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per il rispetto del diritto alla mobilità dei cittadini romani".

L'amministrazione comunale però rivendica il ritardo come garanzia di controllo. “Gli approfondimenti preordinati all’emissione dei pagamenti per i lavori della Metro C sono un elemento di garanzia per i cittadini romani e per i lavoratori” ha scritto in una nota l'assessore al Bilancio Daniela Morgante. “Prima di procedere al versamento di centinaia di milioni di euro abbiamo il dovere di attuare tutti i controlli e le procedure necessarie. Questo è il nostro modo di operare e stiamo lavorando nell’interesse di tutti”.

A quanto si apprende per lo sblocco dei fondi si attende ancora la firma della Ragioneria generale del Campidoglio. Lo stesso tassello che l'assessore alla mobilità Guido Improta aveva sottolineato mancare il 24 ottobre al termine di un incontro con i sindacati e che sembrava risolto con gli accordi stipulati in seguito. Lo scorso 4 novembre il direttore generale di Roma Metropolitane Luigi Napoli, pur sottolineando che si trattava solo di "un'ipotesi di scuola" aveva detto: "Il problema è trovarsi di fronte a un'opera della quale abbiamo riconosciuto il 92% di pagamenti. Stiamo parlando di questioni di carattere teorico, ma ci potremmo trovare in una situazione in cui il nostro potere contrattuale si riduce molto perché il contraente generale ha già incassato quello che doveva e se decide di abbandonarci ci crea un danno mostruoso”.

Critiche dall'opposizione: “Un'amministrazione farneticante ha preso in ostaggio l'economia della città e la sta uccidendo a colpi di annunci, controannunci, scontri interni, promesse, rinvii, marce indietro” dichiara Sveva Belviso, capogruppo Pdl di Roma Capitale. “Se il Comune non vuole pagare le imprese lo dica e si assuma la responsabilità politica ed economica della scelta. Se invece, come annunciato più volte, decide di pagare, poi deve farlo nei tempi che sono stati concordati, perché le imprese non possono più aspettare” ha continuato. Attacca anche Antonello Aurigemma ex assessore capitolino oggi consigliere regionale: “Visto il mancato rispetto degli impegni assunti da parte dell'assessore Improta, sarebbe il caso che il sindaco Marino, di fronte a tale incapacità e inaffidabilità dimostrata dal suo assessore, prendesse in mano la situazione e chiarisse il punto di vista dell'amministrazione su quest'opera che la città attende da anni”.

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Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale Athos De Luca: “Il Comune ha già pagato, come ha ricordato la stessa Roma Metropolitane, il 92% delle opere relative alla Metro C Pantano-San Giovanni, di cui peraltro non è stata consegnata neppure una tratta” dichiara il consigliere membro della Commissione Mobilità del Comune. “Ma soprattutto suddette opere non rispondono ai requisiti di sicurezza previsti dalla legge, tant'è che la commissione di collaudo il 16 luglio 2013, ha espressamente dichiarato che non è in grado di collaudare le opere, in particolare rispetto alla utilizzazione dello stesso binario in entrambi i sensi di marcia, a causa della mancanza dello scambio a croce, situazione dichiarata tecnicamente 'illegale'. Questa situazione dovrebbe far riflettere Roma Metropolitane e Metro C, in merito alle richieste di risorse aggiuntive rispetto al contratto iniziale concordato con Roma Capitale e alle minacce di sciopero”.

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