Metro C: l'11 ottobre al via la tratta Pantano-Centocelle, ritardi invece per Piazza Lodi

Lo ha spiegato l'assessore alla Mobilità Guido Improta nel corso della commissione speciale sulla Metro C. Poi ha aggiunto: "Possiamo ripensare la tratta da Colosseo a piazza Venezia"

Per la tratta della metro C Pantano-Centocelle c'è una data, l'11 ottobre. Per quella successiva che arriverà fino a piazza Lodi invece l'indicazione è un po' più imprecisa: “Due o tre mesi di ritardo a partire dall'11 ottobre”. L'assessore capitolino alla Mobilità Guido Improta nel corso dei lavori della commissione Metro C ha fatto un po' di chiarezza sul destino della grande opera romana.  

APERTURA PANTANO-CENTOCELLE – Ha spiegato l'assessore: "La prima parte della linea C, ovvero la tratta Pantano-Centocelle, aprirà ufficialmente il prossimo 11 ottobre".

FREQUENZA E ORARI - La frequenza sarà quella di 6 treni ogni 12 minuti  destinata a scendere ad un treno ogni 6 minuti una volta inaugurata la tratta fino a piazza Lodi. "L'orario temporaneo sarà dalle 5.30 alle 18.30 ed è stato pensato in funzione della tipologia dell'utente” ha spiegato l'assessore. “Si tratta di 13 ore di esercizio. Una volta entrata in funzione Lodi la chiusura sarà spostata alle 23 ma in questa fase, nelle restanti ore dopo le 18.30, abbiamo la necessità di consentire a Metro C di poter continuare i lavori fino a Lodi. A Centocelle abbiamo comunque predisposto autobus sostitutivi provvisori fino a Termini e postazioni del car sharing".

APERTURA FINO A LODI – In quanto all'allungamento della tratta fino a piazza Lodi una data precisa ancora non c'è. "Da Metro C hanno annunciato un ritardo di qualche mese per l'apertura di questa tratta, non ci sono date ufficiali ma si pensa a due o tre mesi dall'11 ottobre”. Un ritardo di qualche mese (ancora da quantificare) rispetto a quanto contenuto nell'accordo attuativo firmato nel settembre scorso nel quale si fissava la consegna di questa tratta entro il 31 agosto del 2014. Un ritardo che verrà 'pagato' con delle penali. Spiega Improta: “Da agosto 2014 fino a quando non consegnano dovranno pagarle". Poi sarà la volta di San Giovanni, nel 2015, e della tratta fino al Colosseo, nel 2020.

IL FUTURO DELLA METRO C – Se in passato l'assessore aveva assicurato che la metro C sarebbe arrivata, senza se e senza ma, a piazza Venezia oggi c'è stata un'apertura rispetto alle richiese di riflessione in merito provenienti dai consiglieri capitolini presenti. “La maggioranza ci ha chiesto un momento di discussione sul futuro della linea C. Da San Giovanni al Colosseo ormai c'è poco da discutere” ha affermato Improta. “Dal Colosseo a piazza Venezia si può aprire una breve finestra di discussione. Da Venezia in poi si può discutere di tutto". Il primo problema sono i finanziamenti: "Intanto abbiamo chiesto al ministero una verifica della disponibilità finanziaria fino al Colosseo inoltre abbiamo opzionato 300 milioni per arrivare fino a piazza Venezia con l'obbligo di presentare al Cipe il progetto per la stazione di piazza Venezia. Nel giro di 3-4 mesi potremo avere una risposta definitiva su questo tema".  

VIA I VERTICI DI ROMA METROPOLITANE – Tra i punti affrontati da Guido Improta anche la situazione di Roma Metropolitane. In particolare la revoca dei suoi vertici: “Un'ipotesi che sta valutando il sindaco”. Poi ha aggiunto: “Rimango convinto che ci vuole un momento di discontinuità. E che sia venuto meno il suo status di società in house e del suo ruolo di braccio dell'amministrazione. Riscontriamo invece auto referenzialità”. Per Importa Roma Metropolitane “è un nodo non sciolto. Da un lato c'è la questione delle strutture tecniche. Su questo si può discutere a proposito dei livelli retributivi nell'ambito della spending review, con un riequilibrio dei salari di tutte le società del gruppo. Dall'altra c'è la questione dei dirigenti e dell'azzeramento dei vertici".

IL FUTURO DELL'AZIENDA - Sullo sfondo, ha ricordato Improta, resta il futuro di Roma Metropolitane. "In passato si era parlato di un suo assorbimento nella macchina comunale o di una fusione con Risorse per Roma. Ma ritengo che su questo sia opportuno prenderci un momento di tregua, fare una due diligence e quindi fare la revoca dei vertici per mandare lì professionisti che diventino i nostri occhi nella società per capire la situazione per 5 o 6 mesi. Solo allora si può lasciare alla politica la scelta sulle diverse opzioni sul futuro della società". Improta si è già mosso in questo senso: “Ho chiesto al presidente la disponibilità a rassegnare le dimissioni. Ma lui ha risposto di no. Ho comunque scoperto che l'articolo 12 della convenzione tra Roma Capitale e Roma Metropolitane prevede che il non rispetto dell'atto di indirizzo è una giustificazione di revoca".

SINDACO - Soddisfatto il sindaco Ignazio Marino: "La certezza della data di apertura della prima parte della linea C, da Pantano a Centocelle rappresenta uno spartiacque importante per il trasporto pubblico della città di Roma. In attesa delle tappe successive e della realizzazione dell’intera opera, la conclusione di questa prima fase, nei nuovi tempi rinegoziati dalla nostra Giunta un anno fa, è per l’amministrazione una conquista rispetto alle incertezze di un passato in cui negli accordi per alcune stazioni, come San Giovanni, si scriveva “data da definirsi”. Stiamo restituendo a Roma e i suoi cittadini le certezze che meritano”.

RITARDI NEI PAGAMENTI - Improta allontana dalle proprie responsabilità anche la preoccupazione sollevata nelle scorse ore dal ministro Lupi in merito a ritardi nei pagamenti per la grande opera. Improta ha spiegato: "A noi non risultano mancati pagamenti. L'unico ritardo è imputabile al Cipe che, da settembre 2013, non si è pronunciato ancora sulla rimodulazione del quadro economico finanziario". Spiega Improta: "Dei 253 milioni compresi di Iva previsti nell'atto attuativo, invece, ne abbiamo liquidati 216 più Iva. La Regione Lazio ha scritto che liquiderà 12,8 milioni con il bilancio 2015 e ci ha chiesto di anticipare la quota. Ora vediamo se sarà possibile farlo attraverso l'attivazione di un mutuo". Roma Metropolitane, hanno spiegato i tecnici della ragioneria, "asserisce che non sarebbero stati pagati dal dipartimento Mobilità due Sal (Stato di avanzamento lavori). Ma i due Sal in questione, i numeri 43 e 44, sono stati formalizzati solo a maggio e giugno 2014 e quindi in questo momento è in corso la fase di approfondimento tecnico. Si tratta di circa 60 milioni. Di questi 60 milioni 38 sono in via di liquidazione e 22 ancora in istruttoria. Risulta dunque incomprensibile la lamentela che ci sia un ritardo nel pagamento di un anno".

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I COSTI DELL'OPERA - Durante la riunione è stato poi ricordato il costo totale dell'opera. L'impegno finanziario per la metro C è di 3,7 miliardi, con un aumento dei costi di circa 700 milioni rispetto alla cifra iniziale. 1,9 miliardi sono stati già spesi. Altrettanti sono programmati".

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