Metro C, Roma Metropolitane: "Ingiunzione di pagamento? Il Comune non rispetta gli accordi"

La società del Comune di Roma batte cassa al suo unico azionista. Improta: "Sono assolutamente autoreferenziali". L'azienda: "Ci siamo sempre attenuti alle direttive degli uffici capitolini"

Roma Metropolitane vs. Campidoglio. Uguale: la municipalizzata contro il suo unico azionista. La società incaricata della progettazione e realizzazione di nuove linee metropolitane ha presentato due decreti ingiuntivi al Comune di Roma per chiedere il pagamento delle spese di mantenimento della società. 

Come riportato dal Corsera, che riferisce di fonti interne all'azienda, si tratterebbe di diverse milioni di euro, più volte richiesti prima di passare alle vie legali. Si profilano dunque all'orizzonte nuove tensioni anche per l'estate appena partita. 

UN'ALTRA ESTATE DI CAOS? - Già l'anno scorso la canicola agostana ha fatto da sfondo a dissidi e proteste: metro C che lamentava il mancato pagamento di 230 milioni di euro da parte di Campidoglio e Roma Metropolitane. Un anno dopo, a Palazzo Senatorio, si aggirano gli spettri di un pericoloso bis, stavolta con Roma Metropolitane che punta il dito contro il Comune. 

ROMA METROPOLITANE vs. CAMPIDOGLIO - Lo stesso assessore Improta, scrive il Corsera, si sarebbe sfogato qualche sera fa alla Festa dell'Unità: "Sono assolutamente autoreferenziali, non seguono gli indirizzi che gli abbiamo dato. E adesso ci hanno pure mandato un’ingiunzione di pagamento...". E ancora, qualche giorno dopo con una una nota stampa: "La governance, come noto, è suddivisa: io ho l'indirizzo e vigilanza mentre i diritti dell'azionista li ha tenuti il sindaco. Roma Metropolitane è da un anno che non prende soldi perchè la Ragioneria di Roma Capitale ritiene che debba fare delle contabilizzazioni diverse rispetto a quelle fatte nei giorni scorsi. La Ragioneria ha pagato fino al 2013 in un certo modo e poi dopo ha ritenuto di dover pagare in maniera diversa".

"E' evidente che quando si creano dei contenziosi la ragione non sta mai solo da una parte - aggiunge Improta - e lo abbiamo visto con il contenzioso di Metro C. In questo caso, quello che lascia perplessi è che ci sia un cambio delle regole del gioco senza che nessuno si ponga il problema delle conseguenze".

LA REPLICA - Rapida la risposta di Roma Metropolitane, che tramite un comunicato stampa spiega quanto accaduto. "La remunerazione delle attività espletate da Roma Metropolitane è disciplinata da una Convenzione approvata dal Consiglio Comunale nel 2005. 

Da circa un anno, come sottolineato anche dall’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, On. Guido Improta, gli Uffici capitolini preposti, senza alcun atto formale, hanno ritenuto opportuno di non procedere ai pagamenti di quanto dovuto a Roma Metropolitane, così come previsto nella suddetta Convenzione. 

Tale decisione ha generato delle gravi conseguenze dal punto di vista economico-finanziario, costringendo la Società ad aprire, per la prima volta, delle linee di credito al fine di garantire anche il pagamento degli stipendi dei propri dipendenti". Dalla società si ribatte anche alle accuse di eccessiva indipendenza rispetto alle linee guida. 

"In riferimento, infine, a una presunta “autoreferenzialità” di Roma Metropolitane, la Società ribadisce ancora una volta, di essersi sempre attenuta, in maniera scrupolosa alle direttive impartite dagli Uffici capitolini competenti, garantendo la massima informazione su tutte le proprie attività.

Con particolare riferimento alla Linea C si ribadisce che anche l’Atto Attuativo del 9 settembre u.s. tra Roma Metropolitane ed il Contrente Generale, Metro C S.c.p.A., ha realizzato uno specifico indirizzo impartito dall’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale". Ma le magagne pronte a mettere i bastoni tra le ruote all'incompiuta più costosa d'Europa, sono più d'uno. 

RITARDI E TEMPISTICHE - Sempre a quanto riportato sul Corriere della Sera, pare che i tempi stabiliti dal cronoprogramma firmato a settembre 2013 siano prossimi a slittare, perchè la tratta Pantano Lodi difficilmente sarà aperta al pubblico entro fine anno. E tutto per colpa dei contenziosi della scorsa estate che avrebbero fatto perdere mesi preziosi. 

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