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Metro C, indagato l'assessore Improta che replica: "Impossibile il mio coinvolgimento"

L'attenzione degli inquirenti si sofferma, in particolare, su un contratto firmato nel settembre 2013 con il consorzio di imprese Metro C per il versamento di 230 milioni di euro

Via il condizionale. L'assessore alla mobilità di Roma Capitale Guido Improta è indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per la costruzione della metropolitana C di Roma. Già ieri un'anticipazione de Il Tempo dava notizia del coinvolgimento del fuoriclasse della giunta Marino. Lui, il diretto interessato, incalzato da grillini e centrodestra, aveva prontamente smentito. Nel tardo pomeriggio però il condizionale vola via e la prudenza da parte di tutti gli organi di stampa viene meno. Dagli ambienti giudiziari, tramite agenzie di stampa, filtrano notizie che sembrano essere certe. Improta è indagato.

Il responsabile della mobilità però continua a negare di aver ricevuto notifiche ufficiali. Nel contempo però avanza motivazioni a sua discolpa: "Non ci sono stati abusi di ufficio, ma anche lo stesso atto attuativo della Metro C è passato attraverso Roma Metropolitane. Quindi responsabilità dirette io non ne ho". E ancora: "E' impossibile che la giunta Marino sia coinvolta" perchè "tutta la parte economica di metro C si risolve prima dell'insediamento della giunta Marino - spiega - Cioè il Cipe non delibera più soldi in favore della Metro C dalla giunta Alemanno in avanti. L'ultimo atto che stabilisce dei soldi, peraltro a mio avviso stanziandoli in maniera ingiustificata, è la delibera 127 del 2012 quando a capo dell'amministrazione capitolina c'era Gianni Alemanno".

Scuse che arrivano prima delle accuse ufficiali. Il fascicolo aperto a Roma, ma legato alle indagini di Firenze, che viaggia parallelo con quelli aperti dalla Corte dei Conti e riguarda la lievitazione dei costi, procedure e tempi di consegna dell'opera.

L'attenzione degli inquirenti si sofferma, in particolare, su un contratto firmato nel settembre 2013 con il consorzio di imprese Metro C per il versamento di 230 milioni di euro, tra arretrati ed adeguamenti, a conclusione di una vertenza con le ditte costruttrici. Quell'atto, la cui bozza indicherebbe cifre piu' basse rispetto a quelle che compaiono nel contratto, sarebbe stato adottato, secondo l'ipotesi di accusa, senza il preventivo parere di Regione Lazio e Cipe, enti coinvolti nel regime di spese. Gli accertamenti sono al vaglio del procuratore aggiunto Francesco Caporale e del sostituto Erminio Amelio che procedono sulla base di alcuni esposti.

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