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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Metro C ferma e caos navette, è bufera contro Raggi: "Inaccettabile in tempi di covid"

Le opposizioni tutte contro la sindaca M5s. Mentre il Campidoglio attacca i lavoratori e il Codacons annuncia esposto in Procura

La metro non parte per "assenza di personale", gli utenti restano a piedi costretti ad assembrarsi in tempi di covid su navette che passano a singhiozzo, e in parallelo ai disagi ecco puntuali, e inevitabili, anche le polemiche. Le opposizioni, da destra a sinistra, si scagliano contro Virginia Raggi e un'amministrazione definita, per sintetizzare, "allo sbando". Mentre lo stesso Campidoglio punta il dito contro i dipendenti e Atac minaccia di avviare procedure disciplinari contro i lavoratori che questa mattina si sono assentati da lavoro. 

"Un episodio gravissimo che porterà a conseguenze pesanti per i responsabili" afferma il Codacons, associazione dei consumatori, che sul caso sta preparando un esposto in Procura.  "È inaccettabile che in una metropoli come Roma una intera linea della metropolitana si fermi per carenza di personale – afferma il presidente Carlo Rienzi – una situazione che configura l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, e apre il fronte civilistico in favore degli utenti privati immotivatamente di un servizio per cui avevano pagato un regolare abbonamento". 

 "La notizia del blocco della metro C per 'mancanza di personale' dimostra che ormai questa città è fuori controllo" tuona il candidato sindaco, leader di Azione, Carlo Calenda. "Nel momento in cui, anche a causa del Covid, ci sarebbe bisogno di rafforzare il trasporto pubblico coinvolgendo il settore privato, i romani vengono piantati in asso da un'Amministrazione inetta e incapace". 

E ancora la lega capitolina. "Il trasporto pubblico è un servizio essenziale e in emergenza sanitaria disfunzioni di questo tipo hanno ripercussioni su tutto il sistema. Oltre alla capacità di governo, a Roma i 5 Stelle mancano di competenza e serietà" commenta il consigliere capitolino Davide Bordoni. "È grave il danno inflitto ai cittadini romani che già soffrono la mancanza di autobus in servizio. L'Atac ha rimediato maldestramente con bus sostitutivi stracolmi, una toppa peggio del buco di cui chiederemo conto in Aula". 

"Il covid ringrazia" commenta il vice presidente della Camera, deputato di FdI, Fabio Rampelli.  "I bus sostitutivi tra San Giovanni e Pantano risultano stracolmi e ben oltre il limite massimo di capienza al 50% previsto nell'ultimo Dpcm di Conte. Misura che si conferma inutile se non si aumentano proporzionalmente le corse e i mezzi". 

Poi dal partito democratico: "L'amministrazione Raggi in fase emergenziale invece di tutelare i romani li lascia a piedi e ammassati su bus sostitutivi. Basta annunci di gloria e inutili passeggiate al Forlanini. Assessore alla mobilità incompetente, dimissioni" scrive in un tweet, la consigliera capitolina dem Ilaria Piccolo. 

Mentre l'assessore Pietro Calabrese attacca i lavoratori. "Quanto accaduto stamattina è ingiustificabile: parte del personale di stazione non si è presentato a lavoro impedendo di fatto l'apertura in sicurezza della linea. Un comportamento che ha provocato un'interruzione di servizio pubblico inaccettabile. Atac ha avviato un'indagine interna e sta svolgendo tutti gli approfondimenti del caso. Questo vuol dire che l'azienda valuterà anche azioni legali nei confronti di questi dipendenti. In questi giorni Atac sta tenendo incontri con i sindacati e sappiamo che stamani era previsto un nuovo confronto. Sia chiaro che non faremo sconti a nessuno. Saranno individuate le responsabilità e le pene saranno esemplari. Questo episodioè' uno schiaffo in faccia alla città e ai romani, che ogni giorno si recano a lavoro con responsabilità"

La versione dei sindacati

"Da tempo denunciamo una strutturale carenza di organico" spiega a RomaToday Daniele Fuligni, segretario regionale Filt Cgil. "Mancano agenti di linea, gli addetti al controllo delle stazioni e all'intervento sui treni in caso di guasto". Sono presidi obbligatori, senza i quali l'intera linea non può entrare in funzione.

Dipendenti sotto organico quindi e, secondo i rappresentanti dei lavoratori, soluzioni insufficienti a colmare la lacuna. "I lavoratori vengono costretti sempre a fare turni straordinari. Il che significa che una singola assenza pesa su un arco orario maggiore. Bastano poche assenze in concomitanza, in questo caso magari una quarantena in più legata al coronavirus, e il servizio salta. Non è la prima volta che accade. E non è la prima volta che lo denunciamo". 


 

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