Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Metro C, i dubbi della Morgante e le lettere riservate: Magi fa luce sull'opera

Il consigliere radicale Riccardo Magi ha pubblicato sul sito Opencampidoglio alcuni documenti inediti sulla grande opera. "Bloccata e impantanata in modo defintivo"

“Bloccata e impantanata molto probabilmente in modo definitivo”. È questo lo scenario prospettato per la Metro C dal consigliere radicale eletto in Campidoglio nella Lista civica per Marino, Riccardo Magi che sul sito Opencampidoglio ha pubblicato dei documenti inediti “che mostrano in modo inequivocabile il caos procedurale, amministrativo, finanziario in cui versa l'opera”. Scrive il consigliere nella presentazione: “Oggi la Metro C non ha un percorso definitivo né un costo definitivo e l'Atto attuativo del 9 settembre 2013, che avrebbe dovuto indicare costi e tempi di consegna certi, probabilmente sta già producendo un nuovo contenzioso tra Metro C e Roma Metropolitane”.

Al centro dei dubbi sollevati dal consigliere infatti l'Atto attuativo firmato il 9 settembre del 2013, al centro di un lungo braccio di ferro nei mesi scorsi tra il Campidoglio e le imprese costruttrici, passando anche per i sindacati e i lavoratori, ma anche motivo di tensione tra l'assessore alla Mobilità Guido Improta e l'assessore al Bilancio Daniela Morgante. E sono proprio le lettere riservate inviate da quest'ultima al ragioniere generale Maurizio Salvi i documenti inediti pubblicati. Nelle lettere l'assessore Morgante solleva “consistenti perplessità sulla legittimità e sulla regolarità amministrativa della transazione, dell'accordo attuativo del 9 settembre, nonché sul pagamento della fattura pervenuta”.

I dubbi della Morgante sono dovuti al fatto che la stessa Avvocatura capitolina ammette di non aver potuto effettuare tutti gli approfondimenti necessari “per carenza di tempo”. Due giorni, giudicati assolutamente non sufficienti per il lavoro necessario. A preoccupare la Morgante anche le maggiori somme, non ancora riconosciute dal Cipe, contenute nell'accordo. “Su tale profilo centrale, suscettibile di inficiare la legittimità dell'accordo transattivo e del relativo atto attuativo, l'Avvocatura omette del tutto di pronunciarsi”. Per l'assessore la fondatezza invece era da verificare in quanto le ulteriori spettanze “importo non oggetto né del bando di gara né della relativa aggiudicazione, di approfondire la fondatezza giuridica e la spettanza di tale attribuzione ulteriore”.

Spiega poi Magi, “l'Assessore rileva che la Commissione di Collaudo tecnico Amministrativo ha espresso le proprio riserve in merito alla prevista apertura al traffico della tratta fino a Lodi su di un unico binario che implicherebbe una cadenzamento dei treni non inferiore a 12-14 minuti. Un dato che rende la funzionalità dell'opera tutt'altro che conforme all'oggetto della gara, agli obblighi dell'aggiudicatario e agli ulteriori compensi a questo corrisposti”. Nelle lettere quindi tutti i motivi che hanno portato l'assessore ad essere così diffidente verso l'opera. Commenta Magi, “chiediamo che si apra un dibattito pubblico sulla grande opera”.

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