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Metro B1, è caos politico. Pd: "Guerra nella maggioranza"

Sui blocchi della nuova linea si infiamma la polemica. In un'intervista a un quotidiano romano il pidiellino Ugo Cassone parla di "errori dei vertici Atac e dell'assessore Aurigemma". Alemanno: "Piena fiducia in tutti i componenti della Giunta"

Dalle banchine il caos si sposta in aula e la bagarre sulla metro B1 si fa politica. Il polverone sollevato nelle ultime settimane dai reiterati blocchi e ritardi della nuova linea accende gli scontri sul piano "responsabilità". E se stupiscono poco gli strali lanciati dall'opposizione al sindaco Alemanno, fanno quanto meno riflettere gli accenni a possibili spaccature nella stessa maggioranza. Di oggi un'intervista rilasciata dal consigliere Ugo Cassone (Pdl) al quotidiano Il Tempo nella quale non si fanno sconti, a nessuno.

L'INTERVISTA - "Assurdo accelerare i tempi dell'apertura della metro B1. Servivano come minimo altri tre mesi". Per il consigliere pidiellino i malfunzionamenti della linea sarebbero da imputare a un taglio del nastro frettoloso che adesso presenta il conto, amaro. Di chi è la colpa? "I vertici Atac e l'assessore alla Mobilità dovrebbero ammettere i propri errori e togliere d'imbarazzo il sindaco" dichiara Cassone. E alla domanda "vuole dire che dovrebbero dimettersi?" la risposta è chiara: "Dovrebbero prenderlo in considerazione". Insomma, l'attacco lascia pochi spazi all'interpretazione e il pericolo di possibili sfasci interni al Pdl viene recepito esattamente come tale.

ALEMANNO - "L'intervista resa oggi a un quotidiano romano dal consigliere Cassone - commenta De Priamo - nella quale di fatto si chiedono le dimissioni dell'assessore Aurigemma e dei vertici di Atac, pone un problema politico di rilievo nell'amministrazione e nella maggioranza". Ma il primo cittadino, onde evitare ulteriore benzina sul fuoco, interviene subito e precisa: "L’assessore alla Mobilità Aurigemma, come tutti gli altri componenti della giunta capitolina, gode della mia piena fiducia. Questa giunta è la squadra di assessori che deve amministrare fino al compimento del mandato, con le elezioni della primavera 2013 e non sono neppure ipotizzabili nuove sostituzioni, come riportano alcune fantasiose ricostruzioni apparse sulla stampa".

OPPOSIZIONE - Forse fantasiose ma non per il Pd che, con il segretario Marco Miccoli, non tarda a commentare: “La linea B1 si dimostra ogni giorno di più l'ennesimo fallimento del sindaco Alemanno. Purtroppo constatiamo che dentro la maggioranza che sostiene il sindaco non c'è la volontà di risolvere i problemi dell'infrastruttura ma è invece partito uno scontro fra bande, un 'tutti contro tutti' che dimostra come anche questa maggioranza sia ormai in frantumi e, ancora peggio, insensibile ai bisogni della città. E in mezzo c'è Alemanno, sindaco fallimentare, debole e sempre più ricattato dai suoi. Una triste fine per quello che sarà ricordato come il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto”.

ROMA METROPOLITANE - Sui malfunzionamenti della B1 invece il sindaco rivendica un certo interventismo dichiarandosi "in attesa dei risultati della Commissione di accertamento" che lui stesso ha insediato "per poter dare un giudizio oggettivo sui comportamenti e le responsabilità di ognuno". Poi c'è Roma Metropolitane che proprio sulle responsabilità si smarca da ogni accusa e, a mezzo stampa, definisce le "imperfezioni" della struttura come "fisiologiche" e l'inaugurazione ad aprile come "strategica onde evitare che eventuali guasti avessero ripercussioni sull'inizio dell'anno scolastico". Già, perché per l'azienda posticipare di tre mesi l'apertura non avrebbe comunque garantito l'assenza di eventuali blocchi che non si sarebbero comunque potuti prevedere per una struttura "di tale complessità".  


Tutto in regola poi per quanto riguarda i nullaosta necessari all'apertura del nuovo servizio, assicura Roma Metropolitane, che aggiunge: "Tutte le prescrizioni da attuare risultavano già risolte al momento dell'avvio dell'esercizio. L'apertura al pubblico è stato effettuata con tutte le autorizzazioni di legge e a seguito del decreto della Regione Lazio". Toccato anche il tasto "deviatoio", lo strumento che consente ai treni di prendere direzione Rebibbia o Conca D'Oro e che pare la causa principale degli stop sulla linea: "L'apparato centrale a calcolatore che sovraintende alla sicurezza del bivio B-B1 di Bologna - spiega la nota di Roma Metropolitane - è classificato al massimo livello di sicurezza e affidabilità e in questo senso è stato certificato da una dei maggiori enti terzi di certificazione operanti nel campo della sicurezza ferroviaria a livello europeo".

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