Casa, il 90 per cento dei romani ha acquistato abitazioni principali: l'indagine di Tecnoborsa

Tutti i numeri dell'indagine 2020 sulle famiglie romane e il mercato immobiliare realizzata dal Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa - Csei

Acquisti e vendite in linea con le altre grandi città italiane per il biennio 2018-2019. Mentre è superiore la percentuale di persone che compra con la finalità di avere un'abitazione principale: quasi il 90 per cento. Sono solo alcuni dei dati riassunti nell'indagine 'Le famiglie romane e il mercato immobiliare, transazioi e mutui', realizzato dal Centro studi sull'economia immobiliare di Tecnoborsa - Csei, a cura di Alice Ciani, l'organizzazione del sistema delle Camere di commercio per lo Sviluppo e la regolazione dell'Economia immobiliare.

A Roma nel biennio 2018-2019 il 7,8 per cento degli intervistati ha acquistato un’abitazione, si legge nella nota diramata da Tecnoborsa e Biroma. Il valore è in linea con la media delle altre grandi città – Milano, Torino, Genova, Napoli e Palermo – che è del 7,6 per cento, ma leggermente superiore a quello dei restanti 54 Comuni presi in esame (6,9 per cento). Rispetto al biennio precedente, nella Capitale si è registrato un lieve incremento di 0,8 punti percentuali.

Prima casa cercasi

La maggior parte delle famiglie romane ha acquistato l'immobile con la finalità di renderla la propria abitazione principale: 89,9 per cento. Solo il 4 per cento ha comprato come investimento mentre il 3 per cento per trasformarle in case vacanza o per parenti prossimi. Rispetto alle altre cinque grandi città e ai 54 Comuni analizzati nell’indagine Roma è decisamente sopra la media per la domanda di abitazioni principali.

Aumenta la richiesta di tagli piccoli

Riguardo alla superficie, i tagli più richiesti a Roma sono quelli compresi fra i 71 e i 100 metri quadrati  (35,4 per cento), seguiti da quelli tra i 36 e i 70 (27,3 per cento), dai 101-140 (21,2%), dalle abitazioni di piccole dimensioni fino a 35 metri quadrati (13,1 per cento) e, infine, dai tagli grandi oltre i 140 (3 per cento). Da un confronto con il biennio 2016-2017 è cresciuta la richiesta di tagli piccoli e medi (da 36 a 100 metri quadrati), viceversa è scesa quella delle abitazioni medio-grandi (oltre i 100 metri quadrati) e, in particolare, la richiesta oltre i 140 metri quadratisi è ridotta di ben 7,5 punti percentuali.

I romani preferiscono le case ristrutturate

Le abitazioni più acquistate sono state quelle ristrutturate (38,4 per cento), seguite da quelle abitabili (29,3 per cento), poi da quelle nuove (22,2 per cento) e, infine, da quelle da ristrutturare (10,1 per cento). La Capitale è sopra la media per l’acquisto di case ristrutturate e abitabili, mentre si trova al di sotto del valore medio per le altre due tipologie. Rispetto all’Indagine 2018 è diminuita la domanda di case da ristrutturare e nuove, mentre è cresciuta quella delle case ristrutturate e abitabili.

A Roma si chiedono meno mutui

Tra coloro che hanno acquistato una casa a Roma, il 54,5 per cento ha fatto ricorso a un finanziamento o a un mutuo, valore inferiore rispetto alle altre grandi città (60,9 per cento) e al totale campione (59,5 per cento).  Nella Capitale, nel biennio appena concluso, rispetto a quello precedente c’è stato un notevole calo dei mutui accesi (-9,9 punti percentuali). Si sono registrati cali anche negli altri Comuni, seppure con diminuzioni meno importanti (-1,3 punti percentuali nelle grandi città e -2 punti percentuali nei restanti 54 Comuni presi in esame).

Vendite in linea con altre città

Spostando l’analisi sulle famiglie romane che hanno venduto almeno un’abitazione nel biennio 2018-2019, si è riscontrato che sono stati il 6,5 per cento degli intervistati, valore in linea con la media delle grandi città (6,4 per cento). Le vendite effettuate nel biennio 2018-2019 hanno riguardato prevalentemente le abitazioni principali (84,5 per cento), fenomeno superiore alla media dei Comuni con più di 500.000 abitanti dove questo dato è pari al 77,5 per cento. Da un confronto con il biennio 2016-2017 a Roma è salito, in modo decisamente significativo, l’acquisto della prima casa (+6,5 punti percentuali), mentre sono scese le altre tre tipologie.

Si vende una casa per un'altra

Per i cittadini della Capitale la motivazione predominante che ha indotto alla vendita di un’abitazione è stata la sostituzione di quest’ultima con un’altra abitazione principale (88,1 per cento); seguono, con notevole distacco e a parità di valori, la vendita per acquistare una casa per parenti prossimi e per liquidità (4,8 per cento); invece, al terzo posto si trovano, sempre a parità di punteggio, coloro che hanno venduto per l’acquisto di una casa vacanze o per investimenti finanziari (1,2 per cento). Nessuna delle famiglie romane intervistate ha invece dichiarato di aver ceduto un immobile per fare altri investimenti immobiliari. Ancor più che in passato, chi vende lo fa per acquistare un’altra abitazione principale più adatta alle esigenze della famiglia.

Previsione di acquisto

La percentuale di famiglie che ha intenzione di acquistare nel prossimo biennio a Roma è pari al 3,3 per cento, un dato superiore rispetto a quello di altri grandi comuni (2,8 per cento). Va tenuto conto che le interviste sono state effettuate prima dell’emergenza Covid-19. Anche in questo caso, la maggior parte delle famiglie (69,3 per cento) ha intenzione di acquistare un'abitazione. Il 15,4 per cento per parenti prossimi, il 7,7 per cento per un bene immobiliare e infine, il 7,5 per cento, una seconda casa.

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Previsione di vendita

Spostando l’analisi dalla parte delle previsioni di offerta dei privati emerge che, nel biennio 2020-2021, il 4,7 per cento delle famiglie romane intervistate ha intenzione di vendere un immobile, a fronte di un 3,3 per cento rilevato a livello di media delle grandi città e del campione totale. La motivazione predominante è la sostituzione dell’abitazione principale (31,8 per cento contro il 26,5 per cento dei restanti grandi Comuni e il 32,4 per cento del totale campione); al secondo posto c’è la destinazione a parenti prossimi (21,4 per cento); al terzo per smobilitare ricchezza (21 per cento); a seguire, per comprare una casa per vacanze (15,5 per cento) o per fare altri investimenti immobiliari (5,4 per cento); infine, per effettuare investimenti finanziari (4,9 per cento). 

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