Menù europei: "Con più dietiste assunte i genitori sarebbero più tranquilli"

La denuncia delle operatrice vincitrici del Concorsone: "Dietiste sotto organico e private delle proprie mansioni, il tutto a scapito della salute attuale e futura dei bambini"

Il punto non è la nazionalità dei piatti, ma chi, come e quando ne controlla la qualità. Al centro del dibattito nelle ultime settimane i menù europei inseriti nelle mense scolastiche romane. Quindici menù, in tavola due volte al mese, con ricette provenienti da tutta Europa. Wurstel, gulasch, paella, crauti per avvicinare i bambini alla cultura gastronomica del continente. Perplesse mamme e insegnanti, abituate alla pasta al pomodoro della tradizione nostrana: saranno piatti sani? 

Ecco, forse quello del menù 'straniero' è un falso problema, e l'attenzione andrebbe spostata altrove. A farcelo notare le 81 dietiste municipali vincitrici del concorsone, che denunciano, con un dossier, la carenza di organico. Il rischio? Monitoraggi insufficienti su quello che mangiano i bambini a scuola, che sia fish and chips o cotoletta alla milanese cambia poco. “Chiediamo al Comune di Roma Capitale di fare un passo indietro sulle sue decisioni e di rivedere la nostra figura professionale, attribuendole il ruolo tecnico che le compete e non privandola delle sue mansioni a scapito della salute attuale e futura dei bambini”. 

LE DIETISTE - Ma chi sono le dietiste municipali? Delle figure addette a verificare l'operato delle ditte aggiudicatarie del servizio mense, con controlli in tutti i centri di refezione, sia in appalto che in autogestione, e monitoraggio del servizio negli asili nido capitolini e in convenzione del Municipio.

Ora, il Campidoglio prevede una dotazione organica totale di 116 dietisti, ma il numero ad oggi è meno della metà. Dal rapporto sul personale comunale del 2004, risultano 74, in quello del 2008 scendono a 59. Oggi ce ne sono 51. E il piano triennale della assunzioni prevede solo 4 nuove operatrici entro il 2016, a fronte di una decina che con ogni probabilità andranno in pensione. 

Un vuoto di organico “che causa grandi difficoltà al personale in servizio - si legge nel dossier - ripercuotendosi sulla gestione quotidiana delle normali attività lavorative”, che il Campidoglio in qualche modo ha colmato, ma, secondo i denuncianti, non a dovere.

“Alcune attività precedentemente svolte da tale personale qualificato sono state affidate, con il nuovo capitolato 2013-2017, alle dietiste dell’O.E.A (Operatore Economico Aggiudicatario, ndr)”. Un esempio? La predisposizione di diete speciali, quelle legate a particolari patologie mediche del bambino o a osservanze religiose. 

LE DIETE SPECIALI - “Nell’art. 15 del capitolato 2013-2017 è indicato espressamente che l'operatore economico aggiudicatario dovrà assegnare una figura di Personale Dietista, nella misura minima di una ogni 3.000 pasti giornalieri previsti sul territorio del lotto affidato” e che tale personale “dovrà garantire la predisposizione delle Diete Speciali di cui al successivo art. 25, la supervisione nella preparazione delle medesime nonché l’addestramento del personale dedicato alla preparazione di tali diete con particolare attenzione agli aspetti igienico–sanitari”. Un paradosso per le dietiste interne, “dato che per stendere un efficace piano dietetico speciale è condizione imprescindibile il colloquio con i genitori e con il bambino, che viene fatto esclusivamente con il personale del municipio”. Senza contare “l’impossibilità materiale di un'unica unità di seguire in maniera efficiente ed efficace 3000 pasti”.

"PIU' SPESA E MENO CONTROLLI" - Tirando le somme, impiegare personale, secondo i dati forniti, avrebbe portato a un unico, pessimo, risultato: più spese per la refezione e un numero inferiore di controlli. “Tra il rendiconto 2008 e il rendiconto 2012 della refezione scolastica nei municipi di Roma si evidenzia una costanza dei numeri di pasti forniti, tra mense dei plessi generali ed autogestiti, accompagnati però da un quasi raddoppio delle spesa media prevista con una riduzione dei controlli previsionali e di quelli rendicontati”. 

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